L’acqua al collo

luglio 5th, 2009 § 5

Boh, sono stanco. Stanco morto.
Ho bisogno di un po’ di tempo per me, soltanto per me. E dio santissimo, ‘sto tempo non lo trovo mai; più cerco, più perdo tempo nel cercare, più ritorno sempre e comunque a mani vuote.

Sono stanco di pensare a tutto e a tutti, vorrei pensare due secondi a me. Semplicemente due secondi, non chiedo altro.

Ho bisogno di morire, per poi resuscitare in piene forze e ricominciar a combattere.

Cornice

giugno 15th, 2009 § 3

Ah, ragazzi.
Ho venti anni, il mio primo anno di università e quasi finito e non so dove andrò, dove sarò, dove esisterò. Non so neanche se arriverò ad un futuro del genere, eh.

Ah, figlioli miei.
Non ho ancora perso quei ticchettii (o peculiarità, come dice qualcuno) del mio carattere e del mio corpo che mi rendono “strano” o “diverso”. Non ho ancora perso l’abitudine di battere le dita al bancone del bar mentre aspetto, di suonar sul legno come l’aria sul pianoforte, di girar in lungo e in largo a pensare e a pensare, di farmi male da solo più di quanto qualcuno possa fare.

Ah, bambini di questo mondo.
Vivete, viviamo questa vita. Non c’è altro da fare, alla fine. E lo sapete benissimo, anche voi, li fuori, che mi considerate tanto “sciocco”.

Immortaliamo l’esistenza nell’unica cornice che valga la pena costruire.
Lasciamoci accecare dalla luce del Sole.
Quello che non siamo, non saremo mai.
Se lo fossimo, non saremmo noi stessi.

Figlio di una realtà crudele

giugno 10th, 2009 § 2

Sono anni che ho smesso di creder in qualcosa. Perché? Bah.

Qualcuno dice autodifesa, qualcuno dice superfilosofia, qualcuno dice questo e quello. Io non dico un benamato cazzo, sinceramente. Sapete, non preferisco esprimermi, non c’è nulla sul quale esprimersi, alla fine.
Non c’è una luce che ti prende e che ti porta via con se. Non c’è quella flebile speranza che ti si manifesta sotto forma di un sorriso o di una cavolata, sotto forma di un abbraccio o una cazzata. Non c’è quella piccola stellina che brilla sempre per te, nel cielo. Non c’è quel simulacro di materia che è stata “creata” o “modificata” semplicemente per te. Non c’è nulla che sia per te, nel mondo, alla fine.

Diciamoci la verità. Creder che ci sia qualcosa “solo per te” è da egoisti, perché mai nulla ci sarà per te. Non ci sarà mai nulla semplicemente perché siamo esseri umani, e desiderare qualcosa così intensamente da pensar all’unicità della creazione, non ha senso. Come non ha senso domandarsi se quello che stai scrivendo sia vero o falso, se abbia delle fondamenta solide, se abbia qualcosa che possa far gridare alla verità.

Semplicemente non ha senso soffrire, come non ha senso sorridere. Non ha senso il tutto, qui, perché tutto ha un senso che non possiamo considerare “nostro”. Non possiamo per un semplicissimo motivo: non sappiamo più cosa considerare.

Una cosa è certa. Tutto accade per una ragione. E ogni ragione avrà sempre e solo il freddo e cattivo eco delle tue colpe.

Lontano

maggio 22nd, 2008 § 15

“Sei forte Fra’. Arriverai lontano, me lo sento.” (Gina)

… mi han detto.

Lontano… E chi ci crede più?

Vi giuro, devo ammettere che da qualche tempo il mio egocentrismo e la mia ambizione sono iniziati a vacillare. Si, non so perchè, sinceramente. Magari sono diventato debole, magari sono stato sempre un debole, magari non ho mai capito cosa sia la vera debolezza e mi nascondo dietro un cumulo di macerie che prima rappresentavano il mio fatato castello di cinismo, verità e sentimento.

Non piango per gli insuccessi, non piango per gli obbiettivi sfuggiti, non piango per le speranze che infrante calpestano il mio terreno ormai arido e bruciato.

Non mi lamento della mia vita come non mi lamento di raggiunger un giorno una morte. Non mi lamento di non costringere nessuno a guardarmi, non mi lamento di costringer qualcuno a guardarmi, non mi lamento di vedere qualcuno che mi osserva come per dire “che pena che mi fa, ‘sto ragazzo”.

Non vedo nessuno intorno a me e come vorrei non veder nessuno intorno a me. Ma, purtroppo, le sfide mi accolgono, come se fossi il giocatore con vite infinite, ogni volta. Ogni volta si fanno più difficili, ogni volta si fanno più pericolose, ogni volta il prezzo da pagare per entrare è altissimo e la vincita è irrisoria.

Ogni volta mi riprometto di vincere, questa volta. Ma poi perdo. E nel perdere mi accorgo che se avessi vinto, sarebbe stata la stessa cosa.

Poveri illusi

maggio 21st, 2008 § 2

Mi domando se quello che stia facendo sia giusto. Mi domando se quello che stia pensando, sia giusto.
Mi domando se questa è la strada che devo precorrer,e se questa è la strada che devo rincorrere.
Mi domando se questa è la via che mi ha insegnato, tu, unico mio obbiettivo.
Mi domando se quello che sto scrivendo abbia o meno un senso, mi domando se la musica che stia ascoltando esista o sia soltanto una mera sequenza di ricordi nella mia mente.

A volte ho paura di sentirti, a volte ho paura di volerti. A volte ho paura di fare quello che mi chiedi ma lo faccio comunque. Perchè? Perchè? Perchè?

Non so rispondermi, non voglio risposte. Voglio che la luna questa notte sparisca frantumandosi in mille pezzi. Ogni pezzo dovrebbe cadere sulle corde di quel violino e ogni pezzo dovrebbe trasportar una carica così forte da far bruciare il cuore di quelle persone che lo suonano, quel violino.
Vorrei che quel bambino la smetta, ora, di fissarmi dal centro di quel lago ghiacciato. Vorrei aver il potere di risucchiargli l’anima e chiuderlo per l’eternità sotto una lastra di ghiaccio forte come l’acciaio e debole come la vita.

Vorrei cantare ora quello che sento e quello che ho dentro. Vorrei gridare ora dalla cima più alta di un monte, dalla stella più lontana dell’universo. Da li vorrei gridare e ogni grida dovrebbe distrugger gli ostacoli che dinanzi a me si fermano. Ogni grida dovrebbe divorare il cuore di quei poveri esseri che dall’alto guardano, non consapevoli di esser un gradino d’aria più in alto.

Vorrei avere il potere di riunire le stelle e di farle cadere, una ad una, in questo mondo che di stelle raramente ne ospita. Vorrei avere il potere di richiamar a me la terra, di espanderla in una superfice che di grazia ben poco abbia.

Vorrei smetterla di cercare il potere. Ma più ci provo, più non ci riesco.

E di questo me ne vanto, poveri illusi.

Everything is gonna be alright

maggio 15th, 2008 § 6

“Tutto bene”.

Quante volte l’abbiamo sentito dire? Quante volte ce l’hanno detto? Quante volte me l’hanno detto?

Tante, tante, tante. Ma io non ho mai creduto a tutto ciò perchè se veramente qualcosa andasse per il verso giusto allora non avrei lo stimolo a cambiarle, le cose che non vanno per il verso giusto.

In fondo, credo sia giusto. Senza lo stimolo di cambiare le cose, le persone, la vita, sarei un cumulo di cenere in attesa del suo posto nel primo vagone del treno, suo amico, chiamato vento.

E pur di non essere preda degli eventi, preferisco mentire sul fatto che vada tutto bene.

Guestcast by Jennifer (cos’è un Guestcast?)

Paradossalmente esatto

maggio 14th, 2008 § 6

Sto diventando grande.

Ebbene si, sto per abbandonare la scatola della mia evoluzione. Dovrei entrare in un nuovo mondo: un mondo fatto di responsabilità, un mondo fatto di doveri, un mondo fatto di diritti, un mondo fatto di pensieri sempre e comunque tesi verso il futuro.

Mi ricordo qualche anno fa quando pensavo di esser già maturo e di esser “grande”. Solo ora, arrivando alla soglia del “diventar grandi” mi accorgo che i miei pensieri erano sbagliati, infondati e troppo semplici per costituire qualcosa di veramente concreto.

Eppure continuo a ricordare qualche anno fa: la mia mente vagava libera per le molteplici vie di pensiero che esistono in questo mondo e non credevo a nulla, se non al mio ego e alla mia ambizione.

Con un occhio malinconico guardo al passato e mi domando “e se avessi cambiato qualcosa? e se non avessi scelto di fare questo o quello?”. Mi domando sempre tante cose si, specie riguardo al futuro ma mai sono riuscito a darmi una risposta.

Ma, credo, sia meglio così. Non ho bisogno di darmi una risposta a domande che traggono vita dal passato, perchè nel passato ho fatto scelte che in ogni caso hanno modificato la visione di un futuro prossimo, cercando di plasmarlo nel miglior modo possibile.

Plasmarlo. Sarebbe bello si, se non esistesse il destino. Ma continuo a ripetermi quanto il destino valga poco per la mia fede e quanto esso sia la cosa più importante del mio credo. Un paradosso, ecco quello che è il mio pensiero. Un paradosso speciale, colmo di suoni e parole, colmo di immagini che repentive sfrecciano nella mia testa, lasciandomi una scia di felicità o tristezza, a seconda dei casi.

E’ un paradosso, vero. Come è un paradosso pensare di non poter cambiare il proprio destino, le proprie stelle, la propria strada; perchè è già stata segnata, magari, ma non c’è nessuna indicazione che dica come  percorrerla, ‘sta strada.

Dove sono?

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