Tutti i giorni.
Ogni giorno è sempre più duro, veramente duro. Veramente bestiale, veramente “non alla mia portata”. Veramente, l’unica cosa di vero qui è che ci si deve muovere, e anche velocemente.
Veramente, eh.
gennaio 26th, 2010 § 2
Tutti i giorni.
Ogni giorno è sempre più duro, veramente duro. Veramente bestiale, veramente “non alla mia portata”. Veramente, l’unica cosa di vero qui è che ci si deve muovere, e anche velocemente.
Veramente, eh.
gennaio 12th, 2010 § 1
Nessuna pietà.
Altre 23 ore e muoio dissanguato o di qualunque altra malattia inimmaginabile. ’sto 2010 non so che anno sarà, ma sarà che mi so già rotto di tutto e tutti. Oh my fuckin’ god.
E ora mi metto qui a scrivere, e punto un dito contro quelli che non hanno letteralmente “un cazzo da fare” nella vita. E sì, perché se qualcuno avesse qualcosa da fare, non darebbe la propria esistenza in dono all’arte di rompere i maroni o, come si dice da queste parti, i cugliuni altrui. Non avete un cazzo da fare, ammettetelo. E mi fate pietà quando vi lamentate, poi: “oh nooo, bla bla bla ble ble ble aww aww aww” (mi fa schifo anche sol riportare le lamentele che qualunque essere appartenente a questa categoria possa portar avanti) e state sempre lì, ad autocommiserarvi con le vostre lacrime da coccodrillo. Potete crepare, per me.
Sì. Smettetemi pure di leggere, ma sinceramente la parte del buono non mi si addice più. E son du palle letteralmente. Trovatevi un lavoro, un’occupazione, studiate, ingigantite la vostra cultura, masturbatevi, non so, fate qualcosa, ma non scassate le palle a me. Esseri inetti. Non mi credo migliore, assolutamente no. Ma se leggete di questa speranza qualche anno fra troverete che le identiche parole che dicevo allora son riportate qui, in ogni minima parte.
Perché dopo tanti anni ci si perde la mente a dare speranza a destra e a manca. Chi sono io, un dio? Ma fottetevi.
dicembre 13th, 2009 § 2
Zan zan!
Prendo in prestito le parole della cara vecchia Valentina e inizio un post che non so neanche dove finirà. Boh, mi va di scrivere stasera. Il tempo è un inferno qui e io me ne sto rintanato al calduccio vicino al pc a leggere, a guardare stupidi pinguini e ad ascoltare musica incomprensibile ma che mi fa star bene o, almeno, mi fa pensare ad altro, a tutto quello che vorrei pensare e che non riesco mai a raggiungere con la mente.
Tempo d’esami questo. E mi ricordo quando qualcuno mi diceva che questo esame l’avremmo fatto insieme, che mi avrebbe aiutato e che mi avrebbe bacchettato se solo mi fossi azzardato a sbagliare (e si sa, non son molto intelligente). E mi ricordo di tante e tante promesse.
Promesse. Mah, non servono. Sono inutili, fuorvianti. Le promesse non sono altro che pillole di zucchero miste ad amarezza, incentivi per prolungar un sentimento o un rapporto, miscugli di bugie e verità che non fanno altro che nasconderci da quello che non vogliamo sapere, che non fanno altro che sbatterci dentro quello che già sappiamo. Le promesse sono belle, sì. Sono bellissime. Ti fanno felice, specialmente se le ricevi il giorno del tuo compleanno. Ti fanno felice perché ti fermi lì, fai gli occhioni lucidi, ci credi davvero; le prendi in mano, le scarti e le fai tue. In quel momento, in quel fottuto momento ti riproponi di non abbandonar mai quelle promesse, di portarle sempre con te, perché ti fidi di chi te le ha fatte e allora le tieni sempre nel taschino della giacca, lì, dove giace la polvere di fiori morti.
Vivo per far fede alle promesse che i ricordi mi hanno spinto a fare. Sì, sto cazzo. Ero giovane ed inesperto quando verbiavo di passione e speranza. E ora sono ancora qui, sempre giovane ed inesperto, ma senza una marcia in più. Son sempre qui, a stringere i denti, sempre contro tutto e tutti e il mio vecchio amico destino sembra essersi sempre di più affezionato a me, tanto da non lasciarmi mai! Eppure, ne sono sicuro, un giorno dovrà lasciarmi: o morirò io, o morirà lui. E se nessuno dovesse morire, allora farò morire lui. Questo è sicuro.
Promesse. Tante promesse, tante. Mischiate con sentimenti, trite con emozioni. Semplici promesse, grandi parole, di tutto. Tutte in quel grande libro delle promesse.
E da quel libro, proprio da quel libro, in quella rilegatura in pelle vecchio stile, in quei moderni papiri, traccio una stella, una lettera e strappo via due o tre pagine. Il necessario, i contenitori delle tue promesse e con loro strappo via ricordi, emozioni, parole.
E il libro si richiude, in attesa di essere riaperto, in attesa di essere macchiato dall’inchiostro di nuove promesse, di nuove speranze, di nuove emozioni, che presto morirano, diventando polvere da taschino.
novembre 18th, 2009 § 1
Nessuna volta in 8 anni era troppo, due volte in due mesi è ancora troppo.
E ora qui ci si ferma, caro Francesco. Ora ci si ferma qui a dormire, a guardare le stelle, a far il romantico o il coglione, a far quello che si pare, ma con la corazza chiusa. E ora basta aprirsi, basta; ne abbiam le palle piene delle “aperture”.
Chiuditi e non rompere i maroni, Fra.
novembre 8th, 2009 § 0
Buh.
’ste giornate nuvolose mi fan sempre fermare alla finestra in attesa di un lampo che mi squarci la mente e mi faccia fare qualcos altro, invece di farmi aspettare alla finestra in attesa di un lampo che mi squarci la mente. Boh, ho bisogno di chiamare il mio me stesso e di metterlo in riga. Sono stanco e stamane mi son anche svegliato con il mal di testa. Cioè, non so.
Ho tante, tante cose da fare. Pochissime in verità, ma son tante. E devo muovermi, altrimenti resto indietro. E sono già indietro da tempo. Buh, fermiamoci qui, io mi fermo qui, almeno per un po’. Voglio e devo riposarmi, altrimenti non arrivo da nessuna parte.
Alla prossima.
novembre 4th, 2009 § 0
Razionalità di la e di qua, seh.
Io sono sempre stato razionale, eh. Io sono quello che la razionalità la porta ogni mattina a prendersi un caffé, la porta in spiaggia, se la scopa e poi mangia felice a casa dei suoi. Sono quello che ci va a nozze, ecco.
Eppure, dio santissimo (ops, ho imprecato, dai, punitemi), come cazzo si fa a non capire che tutto quello che vorrei, per una volta, non è la razionalità ma semplicemente un’improvvisata, una sopresa, una magia, un sorriso dal mondo dedicato sempre e solo a me.
No, niente di tutto questo. Per carità, non mi lamento che non “ricevo” nulla, mi lamento che dopo tanto, tanto, tanto, si ha sempre bisogno di me, ma ogni volta non si capisce che quello di cui ho bisogno io non è quello che vivo, ma quello che sogno. E sì, i sogni mandiamoli pure a puttane, tanto c’è la razionalità! Maledetto me che la istigo, la razionalità.
Avrei bisogno di un filo d’aria, da respirare, con cui riempirmi i polmoni e buttarmi dal tetto di quel palazzo alto ventiquattro chilometri e aspettare che qualcuno mi raccolga, laggiù. E si scende, si scende, si precipita. L’aria si fa pesante, morire è ancora più sgradevole quanto bisogna sfondare un muro invisibile. Il mondo si ferma e tutti ti guardano cadere, come un angelo cui le ali son state strappate per farci la frittata con le cipolle. Il palazzo si piega verso di te, perché non può perdersi il tuo spiaccicarti al suolo.
Perché si sa, non ci sarà nessuno a prenderti lì sotto, e a nessuno mai verrebbe in mente di farti una sopresa e presentarsi lì sotto, dicendoti qualcosa del tipo “Sopresa! Ci sono io per te!“.
settembre 1st, 2009 § 0
Ok, let’s stop for a moment.
No davvero, ora mi fermo un po’, la smetto e mi prendo una pausa. Piccolissima pausa, qualche nanosecondo, per cercare un po’ di quiete.
luglio 26th, 2009 § 3
Oggi è domenica, domani sarà lunedì, e dopo sarà martedì, e così via.
I giorni trascorrono e io, sempre di più, perdo il mio animo, il mio entusmiasmo, la mia vita, i miei interessi, i miei progetti, i miei sogni, le mie passioni.
Non voglio finire così, non voglio. E dai, allora, mondo, concedimi qualche attimo di tregua, dammi una strada, lasciami intravedere quello che ci sarà nel mio futuro.
Non ci riesco, non riesco più a programmare niente. Tutto quello che voglio è serenità, gioia, allegria, speranza. Tutte cose che non trovo, che non ottengo, che magari non ho mai cercato. Ma a volte mi domando: se per davvero non le avessi cercate, allora perché ci tengo tanto? Perché? » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «
luglio 16th, 2009 § 2
Per esempio, stamattina parto presto e ritorno stasera, a casa! Che bello! Hallelujah!
… e intanto Finalfire cercava una corda con la quale impiccarsi…
luglio 5th, 2009 § 5
Boh, sono stanco. Stanco morto.
Ho bisogno di un po’ di tempo per me, soltanto per me. E dio santissimo, ’sto tempo non lo trovo mai; più cerco, più perdo tempo nel cercare, più ritorno sempre e comunque a mani vuote.
Sono stanco di pensare a tutto e a tutti, vorrei pensare due secondi a me. Semplicemente due secondi, non chiedo altro.
Ho bisogno di morire, per poi resuscitare in piene forze e ricominciar a combattere.
giugno 10th, 2009 § 2
Sono anni che ho smesso di creder in qualcosa. Perché? Bah.
Qualcuno dice autodifesa, qualcuno dice superfilosofia, qualcuno dice questo e quello. Io non dico un benamato cazzo, sinceramente. Sapete, non preferisco esprimermi, non c’è nulla sul quale esprimersi, alla fine.
Non c’è una luce che ti prende e che ti porta via con se. Non c’è quella flebile speranza che ti si manifesta sotto forma di un sorriso o di una cavolata, sotto forma di un abbraccio o una cazzata. Non c’è quella piccola stellina che brilla sempre per te, nel cielo. Non c’è quel simulacro di materia che è stata “creata” o “modificata” semplicemente per te. Non c’è nulla che sia per te, nel mondo, alla fine.
Diciamoci la verità. Creder che ci sia qualcosa “solo per te” è da egoisti, perché mai nulla ci sarà per te. Non ci sarà mai nulla semplicemente perché siamo esseri umani, e desiderare qualcosa così intensamente da pensar all’unicità della creazione, non ha senso. Come non ha senso domandarsi se quello che stai scrivendo sia vero o falso, se abbia delle fondamenta solide, se abbia qualcosa che possa far gridare alla verità.
Semplicemente non ha senso soffrire, come non ha senso sorridere. Non ha senso il tutto, qui, perché tutto ha un senso che non possiamo considerare “nostro”. Non possiamo per un semplicissimo motivo: non sappiamo più cosa considerare.
Una cosa è certa. Tutto accade per una ragione. E ogni ragione avrà sempre e solo il freddo e cattivo eco delle tue colpe.
giugno 9th, 2009 § 1
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.