Siano i cristalli di neve il mio tesoro

dicembre 17th, 2010 § 0

Anche questo natale sta per arrivare e io, ancora, non capisco se devo scrivere natale con la n maiuscola o meno.

Il problema è che ogni natale arriva quatto quatto, ti stravolge un po’ e se ne va, non lasciando tracce. Altro che fantasmi del natale precedente, qui non basta la cronologia per ricordare ogni evento natalizio.

Questo post deve essere filosofico e introspettivo, deve essere una panoramica completa della mia vita, del mio io, del mio essere ma, come ben sapete, non so che dire sul mio io, sul mio essere, sulla mia vita. In verità, però, ho qualcosa da dire e soprattutto da chiedere: perché?

Perché il vento arriva e mi sconvolge i capelli? Perché?
Perché quel burrone deve aprirsi ogni volta e portarmi giù, giù, giù fin quando vuole? Perché?
Perché la neve deve essere portatrice di freddo e di confusione? Perché?

Ricordo quel giorno, me lo ricordo nettamente, ho giurato che non avrei più fatto quello che ho fatto, ho giurato che avrei impedito che succedesse di nuovo. Il mio giuramento non è stato vano, non è andato perduto, non è stato frantumato.

Ma sei sempre lì, dietro quella porta a spiarmi dallo spioncino, a muovere lentamente la maniglia per insidiarmi nella testa il baco della curiosità, il tarlo del sospetto o qualunque cosa tu voglia fare.

Dimmi, perché?

Questo blog significa ‘speranza’

gennaio 22nd, 2010 § 1

Questo blog è nato per infondere speranza.

Questo blog è nato soprattutto per infondere speranza in me, che non c’ho mai creduto nella speranza. Però ho sempre creduto nei sogni, e nelle passioni. E da oggi, e da ieri, e da domani, voglio che tutto cambi. Non voglio nulla di vecchio, di inutile; non voglio nulla di nuovo, di utile: voglio solo sognare. Voglio che il mio pane quotidiano siano i sogni, siano le passioni, siano la volontà di far qualcosa. Al diavolo ogni altra cosa.

Voglio creare, voglio appassionarmi, voglio sognare di stare su una nuvola e di non patire né il freddo né il caldo; voglio mandare al diavolo gli esseri umani, voglio mandare al diavolo la fiducia che ripongo in loro, che ripongo in tutti voi, e averne solo per me stesso, per quel misero omino che è me medesimo. Voglio esser amico di tutti e di nessuno, voglio non esser qualcuno per nessuno. Voglio esser l’ombra delle foglie che cadono in settembre dagli alberi stanchi e strattonati dal vento.

Voglio prender per mano la vita e tirarla verso un’altra direzione, verso una direzione che scelgo io.

No mercy

gennaio 12th, 2010 § 1

Nessuna pietà.

Altre 23 ore e muoio dissanguato o di qualunque altra malattia inimmaginabile. ‘sto 2010 non so che anno sarà, ma sarà che mi so già rotto di tutto e tutti. Oh my fuckin’ god.

E ora mi metto qui a scrivere, e punto un dito contro quelli che non hanno letteralmente “un cazzo da fare” nella vita. E sì, perché se qualcuno avesse qualcosa da fare, non darebbe la propria esistenza in dono all’arte di rompere i maroni o, come si dice da queste parti, i cugliuni altrui. Non avete un cazzo da fare, ammettetelo. E mi fate pietà quando vi lamentate, poi: “oh nooo, bla bla bla ble ble ble aww aww aww” (mi fa schifo anche sol riportare le lamentele che qualunque essere appartenente a questa categoria possa portar avanti) e state sempre lì, ad autocommiserarvi con le vostre lacrime da coccodrillo. Potete crepare, per me.

Sì. Smettetemi pure di leggere, ma sinceramente la parte del buono non mi si addice più. E son du palle letteralmente. Trovatevi un lavoro, un’occupazione, studiate, ingigantite la vostra cultura, masturbatevi, non so, fate qualcosa, ma non scassate le palle a me. Esseri inetti. Non mi credo migliore, assolutamente no. Ma se leggete di questa speranza qualche anno fra troverete che le identiche parole che dicevo allora son riportate qui, in ogni minima parte.

Perché dopo tanti anni ci si perde la mente a dare speranza a destra e a manca. Chi sono io, un dio? Ma fottetevi.

Oh-oh-oh, merry xmas

dicembre 24th, 2009 § 4

E il vostro blogger preferito, che fa?

Buon Natale! (per quanto me ne possa fregar)

Cazzi e mazzi e vaffanculo

dicembre 20th, 2009 § 2

“Va sempre così”.

No, non va sempre così. Assolutamente no. Sono così arrabbiato che dovrei scrivere un libro di 8000 pagine, ma non ci riesco. Sono arrabbiato, arrabbiato dentro. E pure fuori. Sono arrabbiato perché alla fine son sempre il cattivo, anche quando non lo sono.

Ma dico, cazzo, non ho mai chiesto nulla, mai. Neanche una volta. Non si chiede nulla, in effetti, nulla. Ma dopo del tempo passato ad amare, a voler bene, semplicemente a condividere tempi brutti e belli, ti senti dire che fai tutte queste cose solo quando la situazione è allegra, scorre leggera e cazzi e mazzi.

Ehvabbeh, ma vaffanculo allora. Un vaffanculo generale a me stesso che idiota pensa prima a gli altri e non a se stesso. Ehvabbeh, e poi mi dicono che non sono cinico. Ok, magari avete ragione, ma situazioni come queste non fanno altro che spingermi ad esserlo.

I’N'LUSION

dicembre 14th, 2009 § 0

Woa!

Finalfire è sottoposto a durissimi interventi psicologici dalla sua realtà incredibilmente rompi palle. E come al solito si destreggia tra mille peripezie e quando arriva al capezzale, stanco e con i piedi gonfi, cerca un po’ di pace, un po’ di amore, e come al solito non trova nulla; nulla di nulla, tranne una freccia che indica in un’altra direzione.

Una direzione che non è la sua.

Il mio fiore

dicembre 13th, 2009 § 1

Sei il mio fiore per novantanove e sempre più uno motivi.

Sei il mio fiore perché sorridi sotto la tempesta, inzuppata dalla pioggia.
Sei il mio fiore perché ti muovi a ritmo della mia musica.
Sei il mio fiore perché non muori mai e anche se dovessi morire, non te lo permetterei.
Sei il mio fiore perché il sole splende per te.
Sei il mio fiore perché la notte dormi, non ti serve la luce della luna, quella luna sei tu.
Sei il mio fiore perché la vita ti riserva miliardi di sorprese.
Sei il mio fiore perché le strade cambiano, s’intrecciano, e portano tutte in un’unica direzione, e ogni volta sei tu ad indovinare quale sia.
Sei il mio fiore perché sbocci e sorridi, mostrandomi tutto quello che hai.
Sei il mio fiore perché corri tra le lancette del tempo e non ti fermi mai.
Sei il mio fiore perché sanguini su di me.
Sei il mio fiore perché reagisci con me.
Sei il mio fiore perché sei sempre lì, sopra il mio cuore.
Sei il mio fiore perché dormi e non rispondi, lasciandomi immaginare.
Sei il mio fiore perché il tuo stelo e fragile e potrebbe spezzarsi, ogni volta.
Sei il mio fiore perché sorridi in un vortice di fragorosità.
Sei il mio fiore perché lasci perdere il mondo e lo guardi da lassù.
Sei il mio fiore perché ogni tuo petalo non porta mai a dire “non mi ama”.
Sei il mio fiore perché sei un semplice fiore.

Un semplice e unico fiore.

Con dolore e sofferenza, vinciamo

dicembre 9th, 2009 § 0

Non c’è nulla di completamente mio a questo mondo, e credo non ci sarà mai nulla.

Staremo a vedere, in realtà, ma credo di conoscere già la realtà.
Oggi ho parlato con una persona che non sentivo da un anno circa e sta male, a quanto ho capito. Spero ritorni a stare bene, spero ritorni io un giorno a star bene.

Non so, non so davvero. Non ho nulla di cui lamentarmi, per carità. Assolutamente nulla. Eppure, i colori mi sfuggono, e sconfinati prati grigi mi riempiono il mondo di malinconia e tristezza.

Quest’anno mi sono comportato male, veramente male. Non rinnego nessuna scelta, nessuno. Ma mi merito tutte le punizioni di questo mondo, semplicemente perché so fronteggiarle. E come ogni volta, vinciamo. Con dolore e sofferenza, vinciamo.

Anzi, no. Vinco.

Un solo granello di sabbia

settembre 27th, 2009 § 3

Qualcuno aveva ragione.

Le sue parole mi risuonano in mente ogni volta che questi eventi si susseguono e mi colpiscono di volta in volta. “Parli di un mondo che non conosci”.

Le parole di uno stupido come me possono solo essere ascoltate da qualche altro stupido, ma non da persone vere. Infatti, io della realtà non so un beneamato cazzo.
Diciamo la verità, tutta la verità, il valore aggiunto della mia utilità è praticamente pari a zero. E sì: empatia, amore, voler bene, ascoltare. Tutte cazzate, innumerevoli ed enormi cazzate. Cazzate perché non esistono, non si vedono, e se ci sono giocano a nascondino.

Ricordate Hope? Il blog, sì. Il blog nei suoi primi anni di vita. Il sarcasmo che viveva in queste pagine dava vita a sfoghi, emozioni, iralità, leggerezza. Sì, proprio la leggerezza. Quella che cerco tanto, mista alla serenità. Quella che voglio tanto, ma che non trovo. E cammino, cammino e cammino. Mi fermo, mi volto e che trovo? Trovo la leggerezza, lì, ferma: l’ho mancata semplicemente perché la cercavo troppo. L’ho mancata perché ero, sono e sarò troppo pesante per poterla portare con me. Il peso infinitesimale della leggerezza non avrà mai posto in me; per quanto la desideri, non ci sarà mai.

E qui ora i discorsi sono due: accettare o non accettare tutto questo?
Potrei dire di non accettare: sbolognare parole sulla speranza, su quello, su questo, sul fatto che siamo forti, che siamo grandi, che non dobbiamo farci abbattere dal destino etc etc. Potrei scrivere un trattato filoscientifico sul fatto che la speranza riempe i cuori delle persone, che fa girare il mondo. Potrei perfino portar in ballo l’amore e le passioni, farci un giro di pista e colloquiare con i soliti ignoti a bordo sala su come sia bello e eccitante tutto questo, come ti riempia di gioia e di calore.

Potrei dire di non accettare, sì. Però penso a come potrei dire che voglio accettare. E lì mi fermo, osservo, valuto la situazione è capisco: si è già accettato tutto.

Nella mia vita ho visto molte cose, moltissime. Sono ancora un bambino di 20 anni, eh, ma ho visto tante cose, ho vissuto tante persone, ho scavato in mezzo ai ricordi e ai pensieri più remoti. Ho vissuto tante cose, ma non ho mai vissuto la cosa più incredibile che c’era da vivere, cioè il nulla.
Mi sono fermato a riempire la mia vita di qualcosa, per cosa poi? Perché amavo qualcuno? Perché volevo bene? Perché avevo bisogno di qualcuno o di qualcosa? Mi sono fermato a riempire la vita degli altri di qualcosa, semplicemente perché aspettavo che qualcun altro riempisse la mia.

Non ho mai vissuto delle persone vere. Tutte insulse fotocopie di tutto quello che non avrei mai voluto, nella mia vita: falsità. Persone che non mi chiedevano come stavo, persone che avevano paura di farmi una critica solo perché la stupidità porta a pensare che io scappi via, persone che pur di esser volute bene transigevano su tutto. E io, stupido bambino del cazzo, per quella fottuta paura di restar in disparte non mi sono mai accollato la verità di capire quale fossero i miei difetti e di correggerli.

Ma sì, baffanculo. Un sonoro baffanculo. Un sonoro baffanculo perché quello che voglio, io, voglio meritarmelo. E ora voglio quello che voglio. Dovessi sconfiggere demoni, dovessi cambiare il corso delle stelle, dovessi cambiare, sì, CAMBIARE. Dovessi fare quello di cui ho paura, dovessi comportarmi da sciocco irresponsabile, dovessi sbattere la testa al muro.

Voglio meritarmi quello che ho e voglio prender le mie stelle, una ad una, e posizionarle come voglio. Voglio meritarmelo, avendolo o meno. Voglio meritarmelo, anche se dovessi sparire.

Sparirei con il sorriso sulle labbra, perché ho veramente avuto un importante corso della storia. Nella mia storia, nela sua storia, nella nostra storia.

Andrò contro chiunque. Chiunque.

Perché parliamo?

settembre 20th, 2009 § 3

Oggi leggo un articolo passatomi da Fede  su La Repubblica:

Non si stupisce della débâcle nei test di valutazione Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia della Crusca. “Da tempo diciamo che la formazione per l’italiano è carente – sottolinea -. Oggi la lingua ha una sua complessità. La si usa per sms, chat, blog, ma anche per tesi, relazioni, saggi, oltre che per parlare. Bisogna attrezzare i ragazzi a una mobilità in spazi linguistici diversi senza demonizzarne nessuno”.

Ok, prima di cascare in qualche rimasuglio di discorso non ben capito, analizziamo questa piccola parte (e no, non c’entra il restante, analizzo solo questo punto poiché mi fa schifo). Il pezzo soprastante dice, in parole brevi, che la sconfitta delle matricole ai test di ammissione universitari di quest’anno è stata pressoché eclatante. Il punto cruciale è dato dal fatto che i ragazzi usano la lingua italiana in diversi campi, in diverse situazioni.

Ma il centro del discorso, qual è? Cerchiamo di capirlo, va.

Io uso la lingua italiana in ogni contesto: sms, chat, email, giochi, relazioni, post. Qualunque cosa abbia a che fare con il parlare e con lo scrivere (c’è qualcosa che non implica queste due cose? fare sesso, forse, ma anche lì le paroline dolci al partner son d’obbligo, tra una scopata e l’altra) necessità della lingua italiana; usandola in ogni contesto, la miglioro, alleno il mio scrivere e il mio parlare e sopratutto faccio la conoscenza della musicalità delle parole.

Ricordo che al tempo delle superiori il mio italiano era già mediocre: non avendo seguito studi classici non potevo valutare la mia conoscenza ma, scrivendo e riscrivendo in varie parti, ho iniziato a concepire come e in che modo contestualizzare la lingua italiana serva ad elevare la propria persona. Sì, “elevare”. Perché, ragazzi, parliamoci chiaro: se non sappiamo parlare, non avremo considerazione (e questo credo che lo sappia anche il mio gatto che mi sta guardando scrivere, ora).

Il problema moderno è da definire e centrare nel panorama scolastico italiano. Da piccolo studente posso dire di non aver trovato mai, e sottolineo il mai, un docente che abbia saputo spiegare, in parole povere, quanto la lingua italiana serva; se ora le matricole sbagliano e fanno pena, non è colpa loro (lo è, ma siamo troppo codardi e bugiardi per dirlo) ma dell’istituzione, la quale circoscrive l’uso di una corretta lingua italiana soltanto nell’ambito scolastico, lasciando le speranze di un povero ragazzino desideroso di saper parlare meglio di un dio alla propria capacità autodidattica.

“Tanto, basta che prendi il diploma”.
E questa cazzata si portò avanti per decenni…

Sì, ho scritto un post quasi italiano. Solo perché non so scrivere, non significa che io non abbia idea di come scrivere. Amen.

Spingere non serve a nulla

settembre 3rd, 2009 § 2

Ci sei cascato di nuovo, Finalfire!

Bello. Ogni volta che ci casco, però, mi sento rinascere. E poi vabbeh, quando se ne esce, si muore come al solito.

Ieri sera è stata una serata un po’ tormentata. Grazie alla mia immonda stupidità, prima di tutto. Tra cose di cui oramai ho intapreso la strada a cose che non conosco, si son fatte avanti e mi hanno invitato a duellare all’arma bianca. Ho preso quella spada e ho iniziato a combattere.
E ho perso.

Ho perso perché sono stato stupido e tutte le volte che sono stupido, come sempre, ci perdo qualcosa. Appunto, ho perso.
Ho perso, ok, ma non credo che abbia finito qui. Non credo e sinceramente, non voglio crederlo.
Di aver perso altro ieri sera, beh, era scritto. Ma di aver perso la possibilità di raccogliere un fiore, beh: no. Il destino se lo può dimenticare, il mondo se lo può dimenticare, la vita se lo può dimentcare. Questa occasione, stavolta, non la perdo. E queste sensazioni, stavolta, non le lascio.

La Lisa mi ha detto che quello di cui parlo sono “stronzate”, sono “parole di un mondo che non vivi, al quale non appartieni”. Magari è anche vero, sì. Può darsi che il mondo costituito dalle mie speranze, dalle mie passioni, dai miei sogni sia solo un mondo fatto di cartapesta, sia un mondo inutile, fuorviante, pieno del nulla. Magari la speranza non esiste, i sogni non esistono e il mondo è una gran rottura di palle. Ok, magari è tutto così, tutto, dalla prima all’ultima virgola.

E va bene, non mi interessa. Ma non permetto, mi dispiace, che tutto questo non esista per chi dico io. Non è un “meritare” o meno qualcosa.
Semplicemente ci sono anime, e anime.

E per l’anima che mi guarda ora spezzerò una lancia a favore e starò lì, ad aspettare la solita alba.

LOL

settembre 1st, 2009 § 0

Finalfire sta ridendo, anzi: si sta sbellicando.

E finalmente, finalmente!

Dove sono?

Stai visualizzando un mucchio di post che riportano il tag persone, sempre e solo su Hope.

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