This isn’t a phoenix, man

ottobre 13th, 2009 § 0

Eh, bof, quest’anno sarà duro, ma veramente duro.

Non parlo dell’università in se, no; quella si fa, basta volerlo, impegnarsi e morire sbronzi in una delle solite feste.
Il problema sono e restano altri, purtroppo. Unfortunately, direi, se fossi a qualche anno fa. Ma ho smesso di essere “a qualche anno fa” da un sacco di tempo, oramai. Cerco ogni volta di scrivere qualcosa ma qua di scrivere qualcosa non se ne parla, anzi, la miseria delle pagine bianche regnano incontrastate in questo blog.

Eppure, sto coso non muore, come non muoio io. E ora ci rimobocchiamo le maniche, cerchiamo di passare Ottobre e aspettiamo un altro mese, e poi un altro, e poi un altro. Meno male, almeno ho un paio di obiettivi da raggiungere, molte aspettative e l’intrinseca forza di qualcuno che da qualche parte forse m’aspetta.

Boh, vediamo se riesco a risogere, va.Fr

La serenità non esiste

giugno 9th, 2009 § 1

La serenità non esiste.
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.

Atto 2 “La luce non è che un regalo d’addio”

gennaio 6th, 2009 § 0

Come molti di voi sapete, io abito in campagna, in un paesino sperduto della Calabria.

Sin da piccolo, passavo molte ore della mia quotidianità “fuori”. Si, fuori di casa. Tra pozzanghere, fango, erba e alberi mi destreggiavo e inventavo nuove cose da fare. Come tutti i bambini, in poche parole, ma io lo facevo fuori e non dentro, davanti qualche televisione (che poi non la condanno affatto, come fanno tutte gli ipocriti che vediamo tutt’oggi, proprio in tv).

Ricordo ancora che in giorni come questi, tanti anni fa, l’erba odorava di bagnato e l’aria consisteva in un umidità che ti schiacciava con una forza immane. Eppure, fuori era bello e dentro era brutto. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

Esserne all’altezza

agosto 5th, 2008 § 0

Ecco. Lo sapevo, non poteva durare.

L’ansia, la paura, la confusione ha ripreso a pervadere la mia mente, il mio cuore, la mia anima.

Come una vedova nera che cammina silenziosamente sulle corde di quel pianoforte, pronta a sbucar e a divorar l’ignaro pianista.
Come un girasole che si volge verso il sole per raccogliere i suoi raggi e viene schiacciato dagli assurdi movimenti della moderna civilità.
Come quella mano che tende ad aiutarti e che non senti arrivare, per poi rimpiangerla una volta caduto nel burrone.

Devo scegliere un corso di laurea. In verità l’ho già scelto ma la mia mente spazia ancora nei trastulli giochetti da bambini: sogni, speranze, idee, emozioni.

Arrivati a questo punto tutto si vanifica e la paura di non essere all’altezza di riempie e ti impedisce di muoverti come prima.

Non ci sono altre strade. Stringere i denti, si.

Facile a dirlo.

Lentamente

giugno 27th, 2008 § 2

Mi sto rovinando.

Anoressia

maggio 30th, 2008 § 21

“Ciao, ti piace saltare, a quanto vedo!”

Mi ricordo che così conobbi Alice.
Le piaceva fare skate. Non avevo mai visto ragazze fare skate in vita mia ma quel giorno mi si prospettava qualcosa di diverso.
Ero solito andar in quel minuscolo parco a correre con la mia tavola; più che correre, diciamo anche che strisciavo per terra con il mio fondoschiena la maggior parte del tempo!
Quel parco sembrava un set di un film, per quanto era curato: stradine in cemento liscio, nessun segno di rottura o crepe; ai lati folti cespugli le costeggiavano. Una distesa di verde e di allegria così bella da sembrar fasulla. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

Dove sono?

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