Il mio vecchio abbeccedario

ottobre 12th, 2010 § 1

Stamane, mettendo ordine tra le mie cose, ho trovato un foglio.

Non era un foglio qualsiasi, di quelli bianchi e profumati che trovi in cartoleria, di quelli appena strappati dal solito album dedicati alle tue avventure immaginarie. Era un foglio con sopra molte linee, dei puntini cicciottelli con degli occhielli serigrafati e strani simboli tutti colorati di neri: era uno spartito, un vecchio spartito della mia infanzia pianistica.

E allora mi son deciso, son salito al piano di sopra e ho aperto la solita piccola porticina color legno contenete vecchi ricordi. Ho fatto spazio tra le cianfrusaglie, ho spostato questo lì e quell’altro la e sono arrivato al mio obiettivo: uno scatolone di cartone, molto largo e poco spesso, ammanettato da pezzi di scotch sopra e sotto. L’ho preso, sono tornato al presente e ho fatto un lungo respiro, rilasciandolo per far andar via l’odore di vecchiaia e di dimenticanza da quello scatolo.

Scese le scale, ho poggiato tutto per terra, mi son seduto come in meditazione e ho aperto lo scatolone, strappando con le dita i pezzi di scotch che tenevano legato il contenuto agli anni passati. Ho immerso le mani nel passato che adesso diventa presente, ho stretto con forza e ho tirato fuori l’eterno abbeccedario dei sogni. L’ho preso in braccio e l’ho tenuto sulle mie gambe, proprio come un bambino piccolo che cerca disperatamente qualcuno che gli dia qualcosa, proprio come un gattino appena nato che ha bisogno della mamma e, magari, di una grattatina sulla pancia.

Ho spostato il mio corpo per poggiar la schiena al muro, ho messo il mio vecchio creatore di emozioni davanti a me, così che con una leggera curvatura delle mie vertebre possa toccarlo senza fatica. Lasciando il mio sguardo lì, fermo, ad ammirare quell’oggetto, mi sono fermato un attimo a pensare a qualche anno fa, quando ancora lasciavo che il mondo venisse creato da quell’oggetto, quando ancora la composizione delle meravigliosi frasi era affidata all’istinto e alla voglia di imparare.

Mi sono alzato di scatto, sono corso in cucina a prender un piccolo straccio umidiccio, e son tornato indietro a raschiare via i pezzi delle emozioni passate.

Ho lasciato che il mio corpo si appoggiase dolcemente alla parete e sono finito di nuovo davanti al mio vecchio compositore di vita, osservandolo ancora un po’. Poi, ho poggiato le mani su di esso, ed ho fatto sì che il mondo tornasse a girare come volevo, ho cercato di nascondermi ancora una volta dietro quelle fantasie, che a volte fanno male e a volte fanno star bene. Ho riprodotto, di nuovo, la luce nascosta dalle porte chiuse, ho riprodotto il modello di chiave che mi serviva per aprire quelle porte.

Stamane, mettendo ordine tra le mie cose, ho trovato un foglio. Era uno spartito. Ho preso il mio vecchio piano digitale e l’ho suonato. E’ stato bellissimo.

Do, re, mi e tutte le armonie che ne posson venir fuori

settembre 3rd, 2010 § 3

Eccolo qua! Vedi come ritorna a scrivere Finalfire su Hope! Ebbeh, mica era morto!

Mi hanno rubato il mio sax. Il mio sax. Ok, non è una cosa grave, tanto lo si ricompra, quando s’avranno i soldi.

Eh no, cazzo. E’ grave, la cosa, molto molto molto grave. Sono 9 anni che suono e 9 anni che suono con quello strumento. Non suono con altri strumenti, non ne ho mai avuti; magari vogliateci contar la chitarra ma che me ne frega, di quella.

Erano 9 anni che suonavo con quello strumento e 9 anni che andavo in giro per paesi, città e concorsi a suonar questo o quello, a suonar ai concerti e alle feste paesane, a suonar con gli amici e in piazza con altri musicisti; e adesso, mi ritrovo con un pugno di mosche in mano. La colpa? Boh.

Ieri sera son andato a suonare da amici e quindi bon, ci siam divertiti e ho lasciato il mio strumento, come al solito, nel cofano della macchina: “tanto, chi vuoi se lo prenda”. E allora mi son messo a dormire, tornato a casa, e stamane mi son alzato per studiare! Che bravo ragazzo, eh?

Ricevo una chiamata: “oh, ma il sax è a casa?” e io “ehm no, è nella macchina come sempre”. E lì boom. Il botto. Sax rubato, si son presi una busta della spesa (???) e il mio strumento: il mio strumento.

Boh vabbeh, sarò un sentimentale, sarò un cretino, sarò una femminuccia, cazzo me ne frega. Quel sax mi ricordava tanto Claudia, mi ricordava le mie scelte, mi ricordava quello che ho fatto in 9 anni.

Boom. 9 anni buttati nel cesso. Fanculo.

Con dolore e sofferenza, vinciamo

dicembre 9th, 2009 § 0

Non c’è nulla di completamente mio a questo mondo, e credo non ci sarà mai nulla.

Staremo a vedere, in realtà, ma credo di conoscere già la realtà.
Oggi ho parlato con una persona che non sentivo da un anno circa e sta male, a quanto ho capito. Spero ritorni a stare bene, spero ritorni io un giorno a star bene.

Non so, non so davvero. Non ho nulla di cui lamentarmi, per carità. Assolutamente nulla. Eppure, i colori mi sfuggono, e sconfinati prati grigi mi riempiono il mondo di malinconia e tristezza.

Quest’anno mi sono comportato male, veramente male. Non rinnego nessuna scelta, nessuno. Ma mi merito tutte le punizioni di questo mondo, semplicemente perché so fronteggiarle. E come ogni volta, vinciamo. Con dolore e sofferenza, vinciamo.

Anzi, no. Vinco.

I Believe I Can Fly – Kenny G. feat. Yolanda Adams

novembre 18th, 2009 § 0

I’ll Be Over You – Andy McKee

novembre 8th, 2009 § 0

Julie, I swear, it’s so hard to bear it!

ottobre 16th, 2009 § 0

Cosa vuoi da me – Turi

agosto 17th, 2009 § 0

Ok, le ragazze/donne/esseri di sesso femminile/procreatrici magari si sentiranno un po’ offese ma, sincerely, il tutto è più che fantastico.

Where’d you go – Fort Minor

agosto 7th, 2009 § 0

Wither – Dream Theater

agosto 5th, 2009 § 0

I wither
And give myself away

Day Seven: Hope – Ayreon

agosto 2nd, 2009 § 1

Hands Held High – Linkin Park

luglio 27th, 2009 § 0

Shalott – Emilie Autumn

luglio 13th, 2009 § 0

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