Strabiliante

maggio 30th, 2009 § 0

Non vedo l’ora di scendere in scena.

Gli eventi della mia vita stanno succedendosi in modo furioso e irrefrenabile. Si muovono con una velocità tale da farmi paura, a volte. Però, quando li vivi, quando li vedi passare, comprendi molto bene che non esiste paura tale da porterti fermare dal viverli, dal vederli passare.

Ricordo che da piccolino (come adesso, più che altro), nelle situazioni artistiche (teatro, musica) ho sempre sofferto di manie di protagonismo. Ok, magari non è vero, ma mi piace pensarlo; mi piace pensarlo per non limitarmi ad essere uno “come tutti”. Tutt’oggi, soffro di una maledettissima mania di protagonismo, che riguarda l’affittare il cuore di una persona, e non andarsene mai più (vabbeh, se poi mi si sfratta, è un’altra storia).

E’ fottutamente tardi, è fottutamente tardi e io mi incavolo, come al solito. Ma so benissimo che incavolarsi alla fine non mi poterà mai a niente, tanto è come il vento: entra da una parte, esce dall’altra (ammesso che ci siano almeno due cavità da dove uscire, eh).

Ieri ho deciso e oggi continuo a decidere.
Ho deciso che assimilierò tutte le pene, tutte le lacrime, la tristezza e tutte le paure che potrebbero uscir allo scoperto. Nei cieli di Novembre mi alzerò, semplicemente.

E’ semplicemente stupendo iniziar con una frase che non ha altro che regalarti uno splendido sorriso. E’ semplicemente strabiliante.

Ah, la buona notte

maggio 28th, 2009 § 7

Pa pa paaaa pa pa paaaa.

Non ci sono stelle in cielo. Sono rimasto fuori in balcone a pensare per circa 1 ora, ma non ho visto neanche una fottuta stella. Fottuta si, in questo caso sta benissimo come aggettivo, fottuta proprio perché si nasconde alla mia vista, lontana, lontana.

Però. Questa sera spira un venticello fresco, qui fuori. Mi sembra impossibile, sinceramente, visto la quantità di calore che in questi giorni mi sta assalendo. E’ come un macigno: non puoi uscire fuori la porta che lui si presenta, ti stringe la mano e poi ti spinge giù, giù, sotto terra. Che caldo, dio mio (se esiste lassù; magari si è chiuso nel freezer, visto il tempo).

E per questa sera mi eclisso qui, dopo aver finito una cosuccia da spedire a breve.

Dicevo, anche questa sera mi eclisso e vediam se il Sole sorge prima o dopo. Si spera sempre prima ma, come ben sappiamo, la speranza qui è la prima a morire, a discapito del titolo.

Goodnight.

Con quella stella fissa nel cuore

maggio 23rd, 2009 § 9

Ah, che bella la notte.

Ieri notte erano le tre, ritornavo a casa, e fermandomi sotto il ciliegio di casa mia notai una piccola lucina intermittente che gli esseri umani, a volte, chiamano “lucciola”. Ho cercato di seguirla con lo sguardo ma credo sia andata a schiantarsi contro qualche ragnatela, finendo poi per esser rovinosamente catturata dal ragno di turno.

Poi ho alzato gli occhi al cielo, e ho intravisto solo una stella. Solo una, in un cielo così limpido e così vuoto allo stesso tempo. La luna che muore e il Sole che sorge mi riempivono di gioia il cuore. Alla fine venne l’oscurità e mi addormentai, con quella stella fissa nel cuore. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

Da qualche parte nel firmamento

maggio 21st, 2009 § 2

Sarà una giornata a dir poco di “merda”, oggi.
Il senso del “lo faccio? non lo faccio?” mi divorerà.

Eppure, non riuscirò a vivere, oggi. Sono già morto, ho bisogno dei caldi raggi del Sole sulla mia pelle.

Sisi, lo so

aprile 20th, 2009 § 1

Io a quest’ora dovrei dormire, dato che domattina alle 6 dovrei alzarmi.

E allora perché sono ancora qui, ad aspettare? Tanto, non ci sarà un lieto fine.

“sei stupido e lo sai”

… and I wasn’t here

aprile 14th, 2009 § 0

Bello era pensare di quello che accadeva in quel circondario.

Quando non c’eri sapevi di non esserci e ti crucciavi per quello. Alla fine ritornavi, e non c’era nessuno ad accoglierti. Ritornavi però, con la speranza di vedere qualcuno li fuori ad aspettare qualcun altro magari. E allora ci scambiavi qualche parole, gli chiedevi di lasciarti in pace e gli chiedevi di venire con te.

Alla fine ritornavi e come sempre non c’era nessuno. Però, alle volte, quel nessuno bussava alla porta e ti chiedevi se volevi compagnia. Rispondevi di si, e andavi a letto, senza compagnia.

Bello era pensare di quello che accadeva in quel circondario.

Quando c’eri, sapevi che non eri li in quel momento ma da qualche altra parte. Sapevi che il tesoro sul fondo del mare non era, in realtà, sul fondo del mare ma sul fondo del tuo cuore. Sapevi, alla fin fine, che il tesoro non esisteva e che avevi bisogno dell’esistenza di qualche tesoro.

Alla fine c’eri e quando dovevi esserci non c’eri mai, e quando c’eri non servivi a nulla. E allora ti domandavi perché l’amico così cattivo con te doveva essere e allo stesso momento rispondevi ad una domanda che magari potevi farti qualche secondo prima, che magari potevi farti qualche secondo dopo.

22.16.06 e non c’ero, quella volta.

La stessa luna

febbraio 20th, 2009 § 8

Non credo ci sia bisogno di leggere qualcosa che non è stata scritta per qualcuno; non credo ci sia bisogno di leggere qualcosa di un ignioto cretino che scrive nel buio pregando che la sua candela non si spenga mai.

A volte penso che scrivere non mi porti a nulla. A volte penso che una sinfonia sia qualcosa di veramente esagerato per le orecchie di qualcuno; a volte, penso che pensare qualcosa sia estremamente pericoloso, fuorviante e veramente esoso in termini di risorse.

E a volte, come adesso, inizio a scrivere senza pensare a cosa scrivere. Ah no, non parlatemi di sintassi, semantica, grammatica. VI dico la verità, non so quello che sto scrivendo: scrivo mentre osservo dalla finestra il mondo che gira, scrivo mentre osservo dalla finestra le stelle che si muovono, scrivo mentre vendo quella cometa allontanarsi dalla mia vista. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

La pioggia sulla strada

maggio 14th, 2008 § 4

Basterebbe una semplice occhiata.

Basterebbe un semplice sorriso a quello che sei, per dimenticare tutto e tutti. Basterebbe che venissi qui a leggere, che venissi qui a tenermi la mano, che venissi qui a danzare sulle nuvole che ricoprono il mio cielo: ogni tocco cancellerebbe le nuvole, portandosi via la pioggia che sul mio viso da troppo tempo oramai ricade.

Basterebbe che venissi qui a leggere per comprendere quanto io sia perso in questa strada, oramai. Non vedo fiori sui cigli alle mie estremità, non vedo il sole all’orizzonte che illumini il tragitto, non vedo persone farmi “ciao” con la manina in attesa che li raggiunga. Non vedo nulla, tranne quella pioggia che da troppo tempo oramai ricade su questa strada. Sulla pioggia scivolo e scivolano via le mie identità, i miei sogni, le mie speranze, le mie felicità. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

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