Sick

luglio 6th, 2010 § 2

Sto male.

Il mio fiore

dicembre 13th, 2009 § 1

Sei il mio fiore per novantanove e sempre più uno motivi.

Sei il mio fiore perché sorridi sotto la tempesta, inzuppata dalla pioggia.
Sei il mio fiore perché ti muovi a ritmo della mia musica.
Sei il mio fiore perché non muori mai e anche se dovessi morire, non te lo permetterei.
Sei il mio fiore perché il sole splende per te.
Sei il mio fiore perché la notte dormi, non ti serve la luce della luna, quella luna sei tu.
Sei il mio fiore perché la vita ti riserva miliardi di sorprese.
Sei il mio fiore perché le strade cambiano, s’intrecciano, e portano tutte in un’unica direzione, e ogni volta sei tu ad indovinare quale sia.
Sei il mio fiore perché sbocci e sorridi, mostrandomi tutto quello che hai.
Sei il mio fiore perché corri tra le lancette del tempo e non ti fermi mai.
Sei il mio fiore perché sanguini su di me.
Sei il mio fiore perché reagisci con me.
Sei il mio fiore perché sei sempre lì, sopra il mio cuore.
Sei il mio fiore perché dormi e non rispondi, lasciandomi immaginare.
Sei il mio fiore perché il tuo stelo e fragile e potrebbe spezzarsi, ogni volta.
Sei il mio fiore perché sorridi in un vortice di fragorosità.
Sei il mio fiore perché lasci perdere il mondo e lo guardi da lassù.
Sei il mio fiore perché ogni tuo petalo non porta mai a dire “non mi ama”.
Sei il mio fiore perché sei un semplice fiore.

Un semplice e unico fiore.

What about you?

ottobre 15th, 2009 § 0

Boh.

Ora scrivo sicuramente perché ho le dita atrofizzate e quindi le devo riscaldare e dato che non posso giocare con gli stuzzicadenti gioco con la tastiera, e sforno un post che non sa di nulla ma ha un buon sapere (paradosso).

Comunque, che c’è? Dimmelo. Lo so che c’è qualcosa, non sono un bambino, eh. Ok, lo sono, ma non trattarmi come tale! Non c’è niente? Ancora meglio, ma sinceramente se c’è qualcosa voglio saperlo, semplicemente per poter cambiare le stelle da qualche parte e sventolare il mondo all’ombra dell’universo e farmi beffa di chi non ha questa fortuna.

Cheers.

Un solo granello di sabbia

settembre 27th, 2009 § 3

Qualcuno aveva ragione.

Le sue parole mi risuonano in mente ogni volta che questi eventi si susseguono e mi colpiscono di volta in volta. “Parli di un mondo che non conosci”.

Le parole di uno stupido come me possono solo essere ascoltate da qualche altro stupido, ma non da persone vere. Infatti, io della realtà non so un beneamato cazzo.
Diciamo la verità, tutta la verità, il valore aggiunto della mia utilità è praticamente pari a zero. E sì: empatia, amore, voler bene, ascoltare. Tutte cazzate, innumerevoli ed enormi cazzate. Cazzate perché non esistono, non si vedono, e se ci sono giocano a nascondino.

Ricordate Hope? Il blog, sì. Il blog nei suoi primi anni di vita. Il sarcasmo che viveva in queste pagine dava vita a sfoghi, emozioni, iralità, leggerezza. Sì, proprio la leggerezza. Quella che cerco tanto, mista alla serenità. Quella che voglio tanto, ma che non trovo. E cammino, cammino e cammino. Mi fermo, mi volto e che trovo? Trovo la leggerezza, lì, ferma: l’ho mancata semplicemente perché la cercavo troppo. L’ho mancata perché ero, sono e sarò troppo pesante per poterla portare con me. Il peso infinitesimale della leggerezza non avrà mai posto in me; per quanto la desideri, non ci sarà mai.

E qui ora i discorsi sono due: accettare o non accettare tutto questo?
Potrei dire di non accettare: sbolognare parole sulla speranza, su quello, su questo, sul fatto che siamo forti, che siamo grandi, che non dobbiamo farci abbattere dal destino etc etc. Potrei scrivere un trattato filoscientifico sul fatto che la speranza riempe i cuori delle persone, che fa girare il mondo. Potrei perfino portar in ballo l’amore e le passioni, farci un giro di pista e colloquiare con i soliti ignoti a bordo sala su come sia bello e eccitante tutto questo, come ti riempia di gioia e di calore.

Potrei dire di non accettare, sì. Però penso a come potrei dire che voglio accettare. E lì mi fermo, osservo, valuto la situazione è capisco: si è già accettato tutto.

Nella mia vita ho visto molte cose, moltissime. Sono ancora un bambino di 20 anni, eh, ma ho visto tante cose, ho vissuto tante persone, ho scavato in mezzo ai ricordi e ai pensieri più remoti. Ho vissuto tante cose, ma non ho mai vissuto la cosa più incredibile che c’era da vivere, cioè il nulla.
Mi sono fermato a riempire la mia vita di qualcosa, per cosa poi? Perché amavo qualcuno? Perché volevo bene? Perché avevo bisogno di qualcuno o di qualcosa? Mi sono fermato a riempire la vita degli altri di qualcosa, semplicemente perché aspettavo che qualcun altro riempisse la mia.

Non ho mai vissuto delle persone vere. Tutte insulse fotocopie di tutto quello che non avrei mai voluto, nella mia vita: falsità. Persone che non mi chiedevano come stavo, persone che avevano paura di farmi una critica solo perché la stupidità porta a pensare che io scappi via, persone che pur di esser volute bene transigevano su tutto. E io, stupido bambino del cazzo, per quella fottuta paura di restar in disparte non mi sono mai accollato la verità di capire quale fossero i miei difetti e di correggerli.

Ma sì, baffanculo. Un sonoro baffanculo. Un sonoro baffanculo perché quello che voglio, io, voglio meritarmelo. E ora voglio quello che voglio. Dovessi sconfiggere demoni, dovessi cambiare il corso delle stelle, dovessi cambiare, sì, CAMBIARE. Dovessi fare quello di cui ho paura, dovessi comportarmi da sciocco irresponsabile, dovessi sbattere la testa al muro.

Voglio meritarmi quello che ho e voglio prender le mie stelle, una ad una, e posizionarle come voglio. Voglio meritarmelo, avendolo o meno. Voglio meritarmelo, anche se dovessi sparire.

Sparirei con il sorriso sulle labbra, perché ho veramente avuto un importante corso della storia. Nella mia storia, nela sua storia, nella nostra storia.

Andrò contro chiunque. Chiunque.

Una strada senza fine

agosto 12th, 2009 § 0

Io lo so di essere idiota, eh.

Non è un’autocommiserazione, la precedente. Io le odio, le autocommiserazioni. Ma a volte, io so di essere idiota. Dico “a volte” perché non sempre mi accorgo di fare cose idiote. Il bello, però, è che stavolta me ne sono accorto e alla fine ho capito semplicemente che non c’è stato niente di idiota. Tutto quello che c’è stato e che ci sarà non è per nulla idiota, per nulla.

Questa è una strada senza fine: sai il perché?
Perché non voglio che ci sia una fine.

La fantasia non è bella come la realtà

luglio 6th, 2009 § 0

“Tu mi fai vivere”

Fossero parole mie, me ne andrei consolando. Tanto si sa, io non so parlare e chi mai ci crederebbe?
Ma a volte, ci son parole che non sono parole; ci son parole che vengono verbiate così, con felicità, con leggerezza, con semplicità tale da riempirti il cuore. E io non potrei che ringraziare chiunque, se dovessi ringraziare qualcuno, per tutto questo.
Semplicemente non ringrazio e metto da parte, alzo gli occhi al cielo e penso al momento in cui pioverà e sarò li a tener su l’ombrello per qualcuno, qualcuno di estremamente speciale.

E ora via, tra le stelle.

Dichiarazione d’amore geek

giugno 30th, 2009 § 0

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Sisi, lo so

aprile 20th, 2009 § 1

Io a quest’ora dovrei dormire, dato che domattina alle 6 dovrei alzarmi.

E allora perché sono ancora qui, ad aspettare? Tanto, non ci sarà un lieto fine.

“sei stupido e lo sai”

La stessa luna

febbraio 20th, 2009 § 8

Non credo ci sia bisogno di leggere qualcosa che non è stata scritta per qualcuno; non credo ci sia bisogno di leggere qualcosa di un ignioto cretino che scrive nel buio pregando che la sua candela non si spenga mai.

A volte penso che scrivere non mi porti a nulla. A volte penso che una sinfonia sia qualcosa di veramente esagerato per le orecchie di qualcuno; a volte, penso che pensare qualcosa sia estremamente pericoloso, fuorviante e veramente esoso in termini di risorse.

E a volte, come adesso, inizio a scrivere senza pensare a cosa scrivere. Ah no, non parlatemi di sintassi, semantica, grammatica. VI dico la verità, non so quello che sto scrivendo: scrivo mentre osservo dalla finestra il mondo che gira, scrivo mentre osservo dalla finestra le stelle che si muovono, scrivo mentre vendo quella cometa allontanarsi dalla mia vista. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

Believe me when I say goodbye

gennaio 7th, 2009 § 1

E il bello è vedere, soltanto alla fine, quanto non eri tu a sbagliare tutto. Assolutamente, non eri tu.

Ultima sonata

dicembre 12th, 2008 § 0

Insorabilmente la pioggia cade, cade, cade.
Su questo mondo la pioggia inesorabilmente cade con quell’inaudita violenza che il cielo regala a questo mondo.

La violenza di lacrime versate inutilmente, senza senso e sensa obiettivo. La violenza di un mondo dove la guerra non può cessare, dove la guerra è combattere giorno per giorno per conquistare la serenità che mai hai trovato, che mai troverai. La violenza di una luna spaccata che come una meteora su questo mondo sta per schiantarsi, sta per uccidere tutti. La violenza di un bambino con il suo falso sorriso, la violenza di un adulto con la sua vera tristezza, la pietà di un ragazzo che non riesce a combattere il proprio destino. La violenza di un essere rinchiuso tra sbarre di nuvole, la violenza di un essere sepolto dalla cenere. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

Questa volta ferma

dicembre 5th, 2008 § 1

No, non ci riesco.
Questa volta non devo fossilizzarmi, non devo fermarmi all’osservare l’intrinseca bellezza della natura. Questa volta non dovrà andar così. Questa volta dovremo essere solo io e la mia mente.

Il cuore, almeno questa volta, fermiamolo.

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