settembre 21st, 2009 §
E ora prendimi, squarciami il petto e portami via il cuore.
Che schifo di tempo, oggi. La pioggia incombe su queste campagne e le strade sembran trappole per i topi. Non vedo l’ora di poter andar via, di uscire qualche giorno, di andare all’università e non rimettere piede qui e lì, soliti posti, soliti facce, solite disgrazie.
Che schifo di tempo, oggi. Mi sento come se dietro quella nuvola ci fosse una stella pronta a rincorrermi, toccarmi, sbattermi per terra e strapparmi il cuore dalla gola, pronta a dilaniarmi e a straziare la mia anima come carta straccia. Non mi stupisco più di nulla e proprio questa mancanza di stupore mi porta a raccattar vecchi fogli, tagliarli e conservare solo le parole più importanti in essi presenti.
Dai, diamoci un taglio e alziamo gli occhi al cielo: aspettiamo la distruzione senza aver paura, perché la paura non esiste, perché nella paura ci viviamo e non la vediamo.
settembre 3rd, 2009 §
Ci sei cascato di nuovo, Finalfire!
Bello. Ogni volta che ci casco, però, mi sento rinascere. E poi vabbeh, quando se ne esce, si muore come al solito.
Ieri sera è stata una serata un po’ tormentata. Grazie alla mia immonda stupidità, prima di tutto. Tra cose di cui oramai ho intapreso la strada a cose che non conosco, si son fatte avanti e mi hanno invitato a duellare all’arma bianca. Ho preso quella spada e ho iniziato a combattere.
E ho perso.
Ho perso perché sono stato stupido e tutte le volte che sono stupido, come sempre, ci perdo qualcosa. Appunto, ho perso.
Ho perso, ok, ma non credo che abbia finito qui. Non credo e sinceramente, non voglio crederlo.
Di aver perso altro ieri sera, beh, era scritto. Ma di aver perso la possibilità di raccogliere un fiore, beh: no. Il destino se lo può dimenticare, il mondo se lo può dimenticare, la vita se lo può dimentcare. Questa occasione, stavolta, non la perdo. E queste sensazioni, stavolta, non le lascio.
La Lisa mi ha detto che quello di cui parlo sono “stronzate”, sono “parole di un mondo che non vivi, al quale non appartieni”. Magari è anche vero, sì. Può darsi che il mondo costituito dalle mie speranze, dalle mie passioni, dai miei sogni sia solo un mondo fatto di cartapesta, sia un mondo inutile, fuorviante, pieno del nulla. Magari la speranza non esiste, i sogni non esistono e il mondo è una gran rottura di palle. Ok, magari è tutto così, tutto, dalla prima all’ultima virgola.
E va bene, non mi interessa. Ma non permetto, mi dispiace, che tutto questo non esista per chi dico io. Non è un “meritare” o meno qualcosa.
Semplicemente ci sono anime, e anime.
E per l’anima che mi guarda ora spezzerò una lancia a favore e starò lì, ad aspettare la solita alba.
giugno 15th, 2009 §
Ah, ragazzi.
Ho venti anni, il mio primo anno di università e quasi finito e non so dove andrò, dove sarò, dove esisterò. Non so neanche se arriverò ad un futuro del genere, eh.
Ah, figlioli miei.
Non ho ancora perso quei ticchettii (o peculiarità, come dice qualcuno) del mio carattere e del mio corpo che mi rendono “strano” o “diverso”. Non ho ancora perso l’abitudine di battere le dita al bancone del bar mentre aspetto, di suonar sul legno come l’aria sul pianoforte, di girar in lungo e in largo a pensare e a pensare, di farmi male da solo più di quanto qualcuno possa fare.
Ah, bambini di questo mondo.
Vivete, viviamo questa vita. Non c’è altro da fare, alla fine. E lo sapete benissimo, anche voi, li fuori, che mi considerate tanto “sciocco”.
Immortaliamo l’esistenza nell’unica cornice che valga la pena costruire.
Lasciamoci accecare dalla luce del Sole.
Quello che non siamo, non saremo mai.
Se lo fossimo, non saremmo noi stessi.
giugno 1st, 2009 §
Non è giusto.
E’ facile, dire che non è giusto. Cos’è giusto? Cosa non è giusto? E’ giusto che il mondo ti tratti così, che non ti trattì così?
Non è giusto. Non dire che non è giusto. Non puoi farci nulla, se non alzarti e vivere, pensando a te.
Per chi sopravvive, non è giusto. Per chi vive non è giusto, ma la speranza non la toglie nessuno.
Nessuno.
maggio 30th, 2009 §
Non vedo l’ora di scendere in scena.
Gli eventi della mia vita stanno succedendosi in modo furioso e irrefrenabile. Si muovono con una velocità tale da farmi paura, a volte. Però, quando li vivi, quando li vedi passare, comprendi molto bene che non esiste paura tale da porterti fermare dal viverli, dal vederli passare.
Ricordo che da piccolino (come adesso, più che altro), nelle situazioni artistiche (teatro, musica) ho sempre sofferto di manie di protagonismo. Ok, magari non è vero, ma mi piace pensarlo; mi piace pensarlo per non limitarmi ad essere uno “come tutti”. Tutt’oggi, soffro di una maledettissima mania di protagonismo, che riguarda l’affittare il cuore di una persona, e non andarsene mai più (vabbeh, se poi mi si sfratta, è un’altra storia).
E’ fottutamente tardi, è fottutamente tardi e io mi incavolo, come al solito. Ma so benissimo che incavolarsi alla fine non mi poterà mai a niente, tanto è come il vento: entra da una parte, esce dall’altra (ammesso che ci siano almeno due cavità da dove uscire, eh).
Ieri ho deciso e oggi continuo a decidere.
Ho deciso che assimilierò tutte le pene, tutte le lacrime, la tristezza e tutte le paure che potrebbero uscir allo scoperto. Nei cieli di Novembre mi alzerò, semplicemente.
E’ semplicemente stupendo iniziar con una frase che non ha altro che regalarti uno splendido sorriso. E’ semplicemente strabiliante.
maggio 24th, 2009 §
Stasera vorrei sparire.
Stasera vorrei semplicemente guardare attraverso questa nebbia che mi lascia qui lontano.
Stasera vorrei prender l’insegna di quell’hotel che si vede dalla mia finestra e sbatterla giù per terra.
Stasera vorrei esser ancora fermo lì a parlare.
Stasera vorrei che quel tempo così misero fosse un tempo massimo.
Stasera vorrei che il Sole sorgesse, adesso.
Stasera vorrei legar la luna con una corda, e darla in dono.
Stasera vorrei soltanto che questa sera finisse, per arrivar a domani.
Stasera vorrei semplicemente addormentarmi e svegliarmi domattina.
Semplicemente questo.
maggio 23rd, 2009 §
Ah, che bella la notte.
Ieri notte erano le tre, ritornavo a casa, e fermandomi sotto il ciliegio di casa mia notai una piccola lucina intermittente che gli esseri umani, a volte, chiamano “lucciola”. Ho cercato di seguirla con lo sguardo ma credo sia andata a schiantarsi contro qualche ragnatela, finendo poi per esser rovinosamente catturata dal ragno di turno.
Poi ho alzato gli occhi al cielo, e ho intravisto solo una stella. Solo una, in un cielo così limpido e così vuoto allo stesso tempo. La luna che muore e il Sole che sorge mi riempivono di gioia il cuore. Alla fine venne l’oscurità e mi addormentai, con quella stella fissa nel cuore. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «
febbraio 8th, 2009 §
Travolgente onda di luce, prendi con te coloro che non credono e portali in un mondo di luci e colori, così che possano fermarsi a pensare, così che possano fermarsi a guardare, così che possano fermarsi ad gustare il sapore di un delizioso peccato che poi peccato non è, che poi emozione non è.
Incalzante melodia sulle nuvole batti le ali e in picchiata travolgi terra arida di sentimenti ed empatie. Incalzante melodia sulle nuvole voli, scendi velocemente e il vento raccogli, niente può impedire di far un sogno la tua reale esistenza.
novembre 7th, 2008 §
Ben venga, sono un animale come tutti gli altri, accetto piu’ che volentieri. Ma un orgasmo non mi riempie la vita. Un sentimento, magari, si.
novembre 4th, 2008 §
Pensavo fosse più difficile.
Mi sembra inutile cantare vittoria ma tant’è che ad un punto ci sono arrivato (si, al punto di non ascoltare le persone mentre ti parlano, NdR) e mi sono fermato.
Sono fermo stavolta, ma non ad un bivio.
Mi trovo in mezzo ad un parco. Autunnali foglie cadute mi tengono compagnia. Sono seduto su di una panchina e sotto i miei piedi il mondo. Sembra tutto così piccolo, è tutto così piccolo. Il mondo è insignificante ora che lo vedo da questa prospettiva.
Eppure, non riesco a non pensare a quanto io sia insignificante per il mondo, a quanto sia insignificante per qualcuno ma, valutando la situazione, capisco che è tutto finito.
E’ finito il passato, sta finendo il presente, finirà il futuro.
E magari troverò del nero, di fronte a me, e non il solito rosso.
settembre 4th, 2008 §
Dovrei fare un resoconto di questi ultimi mesi ma, sinceramente, non ne avrei voglia. Dico “non ne avrei” perchè in fondo devo farlo; fare un resoconto potrebbe aiutarmi a capire se ho sbagliato qualcosa o meno o potrebbe aiutarmi a capire cosa doveva succedere e cosa no.
Bene, iniziamo.
Primo passo: fine della scuola superiore.
Ok, qui è da collasso. La scuola “dell’obbligo” è finita; finita per sempre.
Qualcuno esclama, anch’io esclamo, come tutti, perchè mi piace identificarmi con una massa di idioti deficienti senza un futuro e senza aspettative. Esclamo, ok, ma alla fine penso e ripenso e giungo alla conclusione che la libertà che si dovrebbe ottenere dopo la scuola superiore è solo un’utopia vera e propria. La libertà si trova nei banchi di quella scuola che per forza dovresti frequentare, di quella scuola che ti costringe ad alzarti la mattina dopo che la notte hai fatto tardi.
La libertà che si conquista alle superiori è quella libertà che ti toglie ogni responsabilità e che non ti fa crescere; ognuno la desidera, inutile mentire.
Secondo passo: università.
Qualcuno lassù mi vuole così bene che ha deciso di rendermi le cose impossibili, sovraccaricandomi di stress pre-entrata e pre-pre-test. Boh, magari ci riesco.
Sarebbe un passo grande, perchè voglio studiar qualcosa che mi piace, non qualcosa che dovrei sputar per forza in faccia a qualche professore, per dire. Si lo so, sono un bambino che sogna, ma che male c’è?
Beh, l’estate generalmente è passata così e finisce così; le mie skill aumentano, i miei sogni s’ingigantiscono e purtroppo, qualche persona è rimasta dietro. La mia anima ha pianto lacrime amare, le piange tutt’ora ma mi fa bene fingere, fortifica corpo e spirito.
Non sia mai detto che mi lascio sconfiggere da un’empatia che, forse, non finirà mai.
luglio 29th, 2008 §
Io so di essere una persona tediante quando soffro d’empatia. E ne ho avuto la prova sinceramente. Grazie a qualcuno che non riesce a mentirmi, grazie a qualcun altro lassù.
E mi accorgo che fa male veramente, la bugia. Perchè io lo so di essere tediante, non mentite.