Cornice

giugno 15th, 2009 § 3

Ah, ragazzi.
Ho venti anni, il mio primo anno di università e quasi finito e non so dove andrò, dove sarò, dove esisterò. Non so neanche se arriverò ad un futuro del genere, eh.

Ah, figlioli miei.
Non ho ancora perso quei ticchettii (o peculiarità, come dice qualcuno) del mio carattere e del mio corpo che mi rendono “strano” o “diverso”. Non ho ancora perso l’abitudine di battere le dita al bancone del bar mentre aspetto, di suonar sul legno come l’aria sul pianoforte, di girar in lungo e in largo a pensare e a pensare, di farmi male da solo più di quanto qualcuno possa fare.

Ah, bambini di questo mondo.
Vivete, viviamo questa vita. Non c’è altro da fare, alla fine. E lo sapete benissimo, anche voi, li fuori, che mi considerate tanto “sciocco”.

Immortaliamo l’esistenza nell’unica cornice che valga la pena costruire.
Lasciamoci accecare dalla luce del Sole.
Quello che non siamo, non saremo mai.
Se lo fossimo, non saremmo noi stessi.

Those Who Fight (piano) – Final Fantasy VII Advent Children

novembre 6th, 2008 § 0

Il mio cielo stellato

luglio 3rd, 2008 § 10

Ritirandomi osservavo il mio cielo stellato, stasera.

Un cielo mai visto prima: pieno di stelle, di magia, di fantasia. Stelle piccole, grandi, visibili, meno visibili, brillanti, spente. Il mio cielo stellato.

Rifletto su quello che sto affrontando, su quello che in questi giorni percorro. Rifletto sempre e solo su quell’idee di serenità, di felicità, di spensieratezza. Eppure, riflettendo, non giungo mai ad una conclusione. Rifletto troppo, e non serve. Proprio no.

Il mio cielo stellato era lì, questa sera. Bellissimo, ripeto. Sullo sfondo buio della mia anima si rifletteva lo splendore delle emozioni che l’Universo mi regala.

Bello, bello, bello, il mio cielo stellato.

Lunedì ho affrontato il mio esame di “maturità” (si fa per dire, mi sento meno maturo di prima). L’ho affrontato in un clima di umanità e non di solite ragioni sociali distorte che la gente ti propina, finendo di scrivere il tuo nome su di una generica lista nera. Ho affrontato il mio esame in perfetta calma, conscio dei miei limiti e conscio del fatto che l’unico mio limite sia il cielo. Ho affrontato il mio esame partendo in quarta, e finendo con il motore bruciato per la troppa velocità. Ho affrontato il mio esame verbiando astrusi concetti, sparlando di quello che “loro” volevano sentirsi dire. Ho affrontato il mio esame sperando che, un giorno, tutto questo mi porti a salire quelle maledette scale.

Lunedì ho affrontato il mio esame di “maturità” e questa sera mi ritiravo con il mio cielo stellato sopra di me, sotto di me, ovunque.

Bello, bello, bello, il mio cielo stellato.

Eppure i pensieri di quel vortice oscuro mi spingono tutt’ora a credere di non riuscire a cambiare; mi spingono tutt’ora a capire che, forse, sto sbagliando tutto; mi spingono tutt’ora a dire “forse non dovrei farlo”. Mi spingono da tempo, ormai, ma ancora non riesco a fermarmi, a fermare i miei occhi prima che si perdano nel mio cielo stellato.

Non riesco neanche più a scrivere, dai, diciamocelo; vedo gente scrivere pagliacciate e venir acclamate; vedo gente scrivere cavolate e venir osannate; vedo gente non scrivere nulla e pregare qualcuno lassù affinché trovino l’ispirazione.
Non riesco a scrivere più come prima e di questo soffro, perchè significa che ho superato il confine e non riesco a ritornar sui miei passi, non riesco a metter un piede dietro l’altro; non riesco, e mi perdo nel mio cielo stellato.

Bello, bello, bello, il mio cielo stellato.

Eppure, credo che dovrei smetter di alzar la testa, sperando.

Everything is gonna be alright

maggio 15th, 2008 § 6

“Tutto bene”.

Quante volte l’abbiamo sentito dire? Quante volte ce l’hanno detto? Quante volte me l’hanno detto?

Tante, tante, tante. Ma io non ho mai creduto a tutto ciò perchè se veramente qualcosa andasse per il verso giusto allora non avrei lo stimolo a cambiarle, le cose che non vanno per il verso giusto.

In fondo, credo sia giusto. Senza lo stimolo di cambiare le cose, le persone, la vita, sarei un cumulo di cenere in attesa del suo posto nel primo vagone del treno, suo amico, chiamato vento.

E pur di non essere preda degli eventi, preferisco mentire sul fatto che vada tutto bene.

Guestcast by Jennifer (cos’è un Guestcast?)

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