Da ‘x’ a ‘y’ ci son due passi

gennaio 26th, 2010 § 2

Tutti i giorni.

Ogni giorno è sempre più duro, veramente duro. Veramente bestiale, veramente “non alla mia portata”. Veramente, l’unica cosa di vero qui è che ci si deve muovere, e anche velocemente.

Veramente, eh.

Cazzi e mazzi e vaffanculo

dicembre 20th, 2009 § 2

“Va sempre così”.

No, non va sempre così. Assolutamente no. Sono così arrabbiato che dovrei scrivere un libro di 8000 pagine, ma non ci riesco. Sono arrabbiato, arrabbiato dentro. E pure fuori. Sono arrabbiato perché alla fine son sempre il cattivo, anche quando non lo sono.

Ma dico, cazzo, non ho mai chiesto nulla, mai. Neanche una volta. Non si chiede nulla, in effetti, nulla. Ma dopo del tempo passato ad amare, a voler bene, semplicemente a condividere tempi brutti e belli, ti senti dire che fai tutte queste cose solo quando la situazione è allegra, scorre leggera e cazzi e mazzi.

Ehvabbeh, ma vaffanculo allora. Un vaffanculo generale a me stesso che idiota pensa prima a gli altri e non a se stesso. Ehvabbeh, e poi mi dicono che non sono cinico. Ok, magari avete ragione, ma situazioni come queste non fanno altro che spingermi ad esserlo.

This isn’t a phoenix, man

ottobre 13th, 2009 § 0

Eh, bof, quest’anno sarà duro, ma veramente duro.

Non parlo dell’università in se, no; quella si fa, basta volerlo, impegnarsi e morire sbronzi in una delle solite feste.
Il problema sono e restano altri, purtroppo. Unfortunately, direi, se fossi a qualche anno fa. Ma ho smesso di essere “a qualche anno fa” da un sacco di tempo, oramai. Cerco ogni volta di scrivere qualcosa ma qua di scrivere qualcosa non se ne parla, anzi, la miseria delle pagine bianche regnano incontrastate in questo blog.

Eppure, sto coso non muore, come non muoio io. E ora ci rimobocchiamo le maniche, cerchiamo di passare Ottobre e aspettiamo un altro mese, e poi un altro, e poi un altro. Meno male, almeno ho un paio di obiettivi da raggiungere, molte aspettative e l’intrinseca forza di qualcuno che da qualche parte forse m’aspetta.

Boh, vediamo se riesco a risogere, va.Fr

Congratulazioni

settembre 15th, 2009 § 0

Congratulazioni.

Un giorno

giugno 14th, 2009 § 2

Lui, un giorno, non ci sarà più.
Lui, un giorno, non ci sarà più a sentire i vostri discorsi.
Lui, un giorno, non ci sarà più a raccattar le stelle e a regalarvele.
Lui, un giorno, non ci sarà più e nessuno piangerà sulla sua tomba.
Lui, un giorno, smetterà di esistere, portandosi con se il nulla.
Lui, un giorno, sparirà, senza dir nulla a nessuno.
Lui, un giorno, non ci sarà più.

Quel giorno, quel maledettissimo giorno dove ti verrà in mente di domandargli come sta, lui non ci sarà più. E allora sulla sua lapide leggerete “io per voi, chi per me?”.

Se ce l’avrà, una lapide.

La serenità non esiste

giugno 9th, 2009 § 1

La serenità non esiste.
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.

Why do you lie?

aprile 13th, 2009 § 1

A volte mi domando perché.

E’ semplice, alla fine. Si è nati diversi, tutto qua. Che poi, “nati” è una parola grossa. Parlando di venuta al mondo, beh, tutti siamo usciti da qualche essere umano, ok. Semplicemente, ecco, possiamo dire che si è “vissuti” diversamente. Ed è naturale, quindi, che si è diversi e mai uguali, a questo mondo.

Però poi ci pensi e ci ripensi, e ti domandi “e perché io, allora?”. Beh, è semplice: perché ci credi e ci hai sempre creduto e le persone che ti hanno sempre detto di crederci e che credevano con te, semplicemente, mentivano.

Ecco perché, alla fine, ti senti diverso: perché, almeno questo, non sei un fottuto bugiardo.

The light is so far away

aprile 9th, 2009 § 3

Eh beh, se possibile vorrei odornare la luna di luci e suoni, così da farla vedere e ascoltare a chi di dovere.

Non ho mai creduto che la vita fosse un miracolo. Non ho mai creduto nei miracoli, alla fin fine.

Ma ho sempre creduti in qualcosa che mi ha ucciso e che, ancora, continua ad uccidermi.

Capire?

marzo 13th, 2009 § 12

“Lo vuoi capire che non vale? E’ inutile, perché insisti?”

Perché sono un emerito coglione.

No, non il testicolo. Un coglione in senso lato. Un coglione che più coglione non si può.
Ok, sono troppo egocentrico e superbo per offendere me stesso. Ma più continuo e più mi rendo conto che la parte reale ha ragione e la parte surreale sta per cedere.

E ho paura proprio di questo. Tanta, tanta paura.

QQL HRV
LVF WR

Believe me when I say goodbye

gennaio 7th, 2009 § 1

E il bello è vedere, soltanto alla fine, quanto non eri tu a sbagliare tutto. Assolutamente, non eri tu.

Io non posso entrare

gennaio 1st, 2009 § 6

Perchè?

C’era un universo dove gli angeli non esistevano e gli dei erano dei simulacri di misticismo e fantasia che riempivano il cuore delle persone di speranza. C’era un universo dove l’acqua non scorreva nei fiumi ma lasciava il posto alle lacrime dei bambini che non riuscivano a far smettere i propri genitori di litigare.

C’era un posto dove i fiori non sbocciavano e la terra regalava i suoi frutti al nucleo che dentro di essa dimorava; divorava tutto, mangiava e mangiava; cancellava ogni cosa e le anime dei defunti non trovavano pace in un fiume che non era un fiume, ma un immensa distesa di lava che fiori di ciliegio trasportava verso il nulla.

C’era un mondo dove le parole si trasformavono in fatti e i fatti morivano ancor prima di nascere. C’era un mondo dove la realtà schiacciava i forti, schiacciava i deboli, schiacciava i sognatori, tana di una speranza equivoca e senza senso, che trasportava con te allori di vergogna.

C’era un mondo dove i cavalieri non erano cavallereschi e le dame non erano altro che illusioni di un’epoca morta e sepolta. C’era un mondo dove l’amore riempiva i sorrisi dei monti, c’era un mondo dove l’amore sbocciava dietro i monti, prima di morire.

C’era un mondo senza senso e senza prospettive. C’era un mondo che non capivo e che non volevo capire, ma che amavo dal fondo del mio cuore.

C’è un mondo dove io non posso entrare, di cui io non posso far parte. C’è un mondo dove non esistono distanze.

Perché?

Vicino la fine

dicembre 21st, 2008 § 0

“Bentornato, che ci fai qui?”

Vorrei che tu mi spiegassi il perché; beh, a dire il vero il perché già lo conosco ma sai, la mia idiozia mi impone di pensare come qualunque altro essere vivente e non rendermi conto di quello che è successo.

“Vorresti risposte da me? Lo sai benissimo che è successo, non domandarmelo; tanto, sei destinato a vagare in questo falso limbo fino a quando non ti deciderai a svegliarti”

Volevo cambiare e ci sono riuscito. Credi sia una cosa buona, vero? Beh, guardami: mi riconosci? Io non più. Devo frenarmi e non so come. Come posso fare per frenarmi? Dimmelo, se ci riesci, come posso?

“Non puoi frenarti, se non lo vuoi per davvero; e lo sappiamo entrambi che non lo vuoi. La domanda, però, resta comunque: perché non lo vuoi? Cosa ti trattiene?”

Mi trattiene di vedermi diverso, di vedermi da qualche altra parte, di vedermi estraneo.

“Non c’è altro da chiedermi, non c’è altro che tu voglia chiedermi. Vai via e risvegliati”

Vado via, vado via…

Dove sono?

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