Rapsodia del momento

agosto 22nd, 2009 § 2

Eh beh, allora siamo sempre al solito punto.

Oggi ero a mare e tra una nuotata e l’altra ho colpito violentemente la testa contro una pietra (si, io non guardo dove vado, spero solo di andar da qualche parte). No, il vostro eroe non muore, però poi mi son sdraiato e ho iniziato a pensare (no commozione cerebrale, non preoccupatevi).

Ho iniziato a pensare a tutto quello che ho scritto in questi ultimi mesi su questo piccolo angolo di rete. Ho iniziato a pensare a tutto quello che ho provato e che sto provando in questi ultimi mesi in questo piccolo angolo di vita. Dovrei darmi un resoconto, perché ne ho bisogno più di qualunque altra cosa. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

Ventuno rintocchi

agosto 18th, 2009 § 0

Al primo rintocco la platea si alzò, un uomo esile e di media statura iniziò a camminare e il vento la musica fece cessare.
Al secondo rintocco il vento salì, un turbine di odio investì la luna che dall’universo scese, portando con se il vecchio e freddo cielo.
Al terzo rintocco il fiore ai piedi dell’uomo sbocciò e di azzurre tinte l’aria nacque e la pioggia di quel freddo mese iniziò a scendere su quella terra.
Al quarto rintocco la carrozza si fermò, la principessa scese e il cielo smise di esistere.
Al quinto rintocco la speranza prese forma, si chinò davanti l’uomo e raccolse il fiore, strappandolo come un bambino strappa le ali ad una libellula, per gioco.
Al sesto rintocco non molto lontano una farfalla sbatté le ali e nell’aureo circondario ogni pianta seccò e gli alberi ritornarono semi.
Al settimo rintocco il monte vicino crollò e dalle viscere di quel terreno oscuri insetti si fecero avanti, diretti verso il mistico luogo.
All’ottavo rintocco non si intravedeva luce ma semplice paura di cacciare via la vita e ritornar alla morte.
Al nono rintocco la musica ritornò a suonare e avide di sentimenti le note cominciarono ad ammaliare i presenti.
Al decimo rintocco l’uomo alzò una mano e si fermò.
All’undicesimo rintocco l’uomo abbassò la mano e sulla sua spalla destra uno scricciolo di colore azzurro si posò.
Al dodicesimo rintocco la folla scomparve e la solitudine prese con se l’uomo e lo portò su di una nuvola: al di sopra il niente, al di sotto il tutto.
Al tredicesimo rintocco la nuvola si mosse e lunghi cirri misti a fantasia corsero per tutto il globo, quasi a stringer in una mossa la poca speranza rimasta, dopo il quinto rintocco.
Al quattordicesimo rintocco le nuvole si dissolsero e l’uomo iniziò a cadere verso la terra.
Al quindicesimo rintocco la terra scomparve e l’universo si fermò: creazione e distruzione, cambiamenti su cambiamenti. Il fermo assoluto del riposo del non dormiente.
Al sedicesimo rintocco le fiamme apparirono tra le stelle e ognuna di essere si smise di brillare.
Al diciassettesimo rintocco il mondo ricomparve, la natura ricomparve, i fiori ricomparvero.
Al diciottesimo rintocco il mondo continuò il suo vivere e la platea ritornò, la musica continuò a suonare e il cielo ascese al suo posto originale.
Al diciannovesimo rintocco la speranza riapparve con ali da fata e il fiore in mano, rivolto verso il Sole.
Al ventesimo rintocco l’uomo portò il braccio in avanti e le dita si rivolsero contro il fiore, cercando di prenderlo…

Cercando di prenderlo.

Zan zan (cit.)

agosto 6th, 2009 § 0

Mi sa tanto che devo smetterla di perdere tempo, son stufo di giocare.

Tremolante

agosto 5th, 2009 § 0

Eh, ancora e ancora.

Sembra che non cambia nulla in questa vita, eh, non cambia nulla. Ho mille deja-vù, uno dopo l’altro e quando ad uno di questi ci credi,  finisce come al solito. Oh, ma è una strada a senso unico oramai. Non cambia, non cambierà nulla, non cambierà mai nulla.

E poi arrivano i soliti, i belli, i giganti, a dirmi che “no, non è così”, a dirmi che “allora dovresti esser te e non io” e ancora e ancora io mi comporto come un invertebrato del cazzo.

Dio, si. E’ colpa mia di tutto. Questo è poco ma sicuro. E non ho mai pianto per le mie colpe, semplicemente la spada che mi porto dietro è più pesante di molte altre. E si continua, ancora e ancora, ad immaginar il fiore che, per una cazzo di volta, sta fermo, invece di esser sbattuto qua e la dal vento.

Devo andar prima che il soffitto ceda, non ho voglia di restar schiacciato.

E ma che giornate di cazzo!

luglio 16th, 2009 § 2

Per esempio, stamattina parto presto e ritorno stasera, a casa! Che bello! Hallelujah!

… e intanto Finalfire cercava una corda con la quale impiccarsi…

You’ve to wait right now

giugno 29th, 2009 § 2

Si aspetta invano. Quasi sempre, si aspetta invano.

Si aspetta invano la luce che dovrebbe farti alzare, domattina. Si aspetta invano il Sole che speri sorga, a quest’ora di notte. Si aspetta invano il tempo.

E quel tempo, non arriva.
Non arriva mai.

I’m so tired, you know?

giugno 18th, 2009 § 4

Dovrei scrivere di tante, tante, tante cose.

Ma sono stanco, voglio solo sparire.
Addormentarmi e sognare.
Uscire e non tornar più.

Perché, dai, l’abbiam capito tutti: alla fine, muore sempre e solo il mio me stesso.
Come sempre.

Un giorno

giugno 14th, 2009 § 2

Lui, un giorno, non ci sarà più.
Lui, un giorno, non ci sarà più a sentire i vostri discorsi.
Lui, un giorno, non ci sarà più a raccattar le stelle e a regalarvele.
Lui, un giorno, non ci sarà più e nessuno piangerà sulla sua tomba.
Lui, un giorno, smetterà di esistere, portandosi con se il nulla.
Lui, un giorno, sparirà, senza dir nulla a nessuno.
Lui, un giorno, non ci sarà più.

Quel giorno, quel maledettissimo giorno dove ti verrà in mente di domandargli come sta, lui non ci sarà più. E allora sulla sua lapide leggerete “io per voi, chi per me?”.

Se ce l’avrà, una lapide.

Figlio di una realtà crudele

giugno 10th, 2009 § 2

Sono anni che ho smesso di creder in qualcosa. Perché? Bah.

Qualcuno dice autodifesa, qualcuno dice superfilosofia, qualcuno dice questo e quello. Io non dico un benamato cazzo, sinceramente. Sapete, non preferisco esprimermi, non c’è nulla sul quale esprimersi, alla fine.
Non c’è una luce che ti prende e che ti porta via con se. Non c’è quella flebile speranza che ti si manifesta sotto forma di un sorriso o di una cavolata, sotto forma di un abbraccio o una cazzata. Non c’è quella piccola stellina che brilla sempre per te, nel cielo. Non c’è quel simulacro di materia che è stata “creata” o “modificata” semplicemente per te. Non c’è nulla che sia per te, nel mondo, alla fine.

Diciamoci la verità. Creder che ci sia qualcosa “solo per te” è da egoisti, perché mai nulla ci sarà per te. Non ci sarà mai nulla semplicemente perché siamo esseri umani, e desiderare qualcosa così intensamente da pensar all’unicità della creazione, non ha senso. Come non ha senso domandarsi se quello che stai scrivendo sia vero o falso, se abbia delle fondamenta solide, se abbia qualcosa che possa far gridare alla verità.

Semplicemente non ha senso soffrire, come non ha senso sorridere. Non ha senso il tutto, qui, perché tutto ha un senso che non possiamo considerare “nostro”. Non possiamo per un semplicissimo motivo: non sappiamo più cosa considerare.

Una cosa è certa. Tutto accade per una ragione. E ogni ragione avrà sempre e solo il freddo e cattivo eco delle tue colpe.

La serenità non esiste

giugno 9th, 2009 § 1

La serenità non esiste.
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.
La serenità non esiste.

Parole sante

giugno 8th, 2009 § 1

Un mio amico al riguardo di una sua associazione

… sono abituato a parlare con gente inetta tipo quelli dell’associazione che ora invece di ascoltare il discorso si sarebbero soffermati a pensare che vuol dire la parola inetta.

Hello World!!!

maggio 12th, 2009 § 0

Bene, ora che ti ho salutato non rompere il cazzo.

Dove sono?

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