Cornice

giugno 15th, 2009 § 3

Ah, ragazzi.
Ho venti anni, il mio primo anno di università e quasi finito e non so dove andrò, dove sarò, dove esisterò. Non so neanche se arriverò ad un futuro del genere, eh.

Ah, figlioli miei.
Non ho ancora perso quei ticchettii (o peculiarità, come dice qualcuno) del mio carattere e del mio corpo che mi rendono “strano” o “diverso”. Non ho ancora perso l’abitudine di battere le dita al bancone del bar mentre aspetto, di suonar sul legno come l’aria sul pianoforte, di girar in lungo e in largo a pensare e a pensare, di farmi male da solo più di quanto qualcuno possa fare.

Ah, bambini di questo mondo.
Vivete, viviamo questa vita. Non c’è altro da fare, alla fine. E lo sapete benissimo, anche voi, li fuori, che mi considerate tanto “sciocco”.

Immortaliamo l’esistenza nell’unica cornice che valga la pena costruire.
Lasciamoci accecare dalla luce del Sole.
Quello che non siamo, non saremo mai.
Se lo fossimo, non saremmo noi stessi.

Friendship sto ‘ene

settembre 14th, 2008 § 0

L’amico di tutti e tutte finisce qua.

Simile

luglio 5th, 2008 § 4

Non scusarti se respiri.

Ho la mania di scusarmi quando faccio qualcosa che non va. Lo so, è strano, dato che gli unici che si scusano a questo mondo sono quelli che lo fanno per lavoro o i poveri dipendenti del solito pezzo grosso troppo impegnato a farsi masturbare dalla segretaria per rispondere alle parole di qualche cliente incavolato.

Mi scuso perchè credo che con determinate azioni possa distrugger quel rapporto di rispetto che potrebbe essersi instaurato. Lo credo perchè io di rispetto ne ho sempre avuto il minimo e ne ho sempre mostrato il massimo, pensando che l’unica cosa che conta in questo mondo è quella di regalare un sorriso.

Il bello è che il sorriso l’ho sempre regalato ma mai ricevuto, da chi l’aspettavo. Va beh, arrivi ad un punto che ti rassegni, arrivi ad un punto dove ogni cosa cambia aspetto, arrivi ad un punto dopo il picco di felicità dove precipiti inesorabilmente giù per poi risalire dopo tanto tempo; arrivi ad un punto che capisci che il sorriso l’hai regalato e hai fatto male, perchè tanto non ne riceverai.

Arrivato a quel punto ti fermi e pensi “ma davvero esistono?”.

E li ti accorgi che, alla fine, hai sempre cercato il giorno dove il cielo restava nero anche dopo la notte. E sorridi.

Sorridi perchè sei tu. E non qualcuno simile a tutti gli altri.

Time is over

giugno 15th, 2008 § 8

Ho sviscerato quello che credo di esser ad una persona. Questa persona, stranamente, sorrideva. Alla fine, mi dice: “Si, esattamente come ti vedo”.

Ora, mi domando: chi altro mi vede realmente per quello che sono?

Nessuno, forse?

Time is over.

Che qualcuno mi fulminasse, ora!

giugno 13th, 2008 § 4

Fatemi una foto, richiedete un autografo, pretendete una cena insieme perchè stasera mi trovate felice.

Non so perchè. Cioè, lo so, ma non voglio ammetterlo. Perchè? Non domandatemelo, rispondetevi da soli. Capirete che è la più banale (seppur dolorosa) paura che esista al mondo: ho paura che tutto questo finisca.

Aaah, ma stavolta mi sentono, da lassù. Stavolta mi impongo, più di quanto abbia mai fatto. Non lascerò consolidare la faccenda come sempre. Stavolta ho io in pugno l’Universo. E se non è così, che qualcuno mi fulminasse, ora! All’istante!

… cinque minuti dopo…

Ok, a parte un piccolo tuono nel circondario, sono ancora vivo.

Ciò significa che la battaglia è iniziata e, questa volta, non vedrà il nostro Amico come vincitore.

Assolutamente, no.

10 Giugno

giugno 10th, 2008 § 4

A volte, come sempre, tutte le volte, mi chiedo cosa debba fare per cambiare un po’ tutte le situazioni che nel mio “arrancar” in avanti si sono create. E, come tutte le volte, non riesco a trovar una risposta a questa mia domanda.

Sono le 11:46 di un 10 Giugno.

Sto ascoltando un pezzo di un artista giapponese; no, non sto imparando la lingua ne credo mai la imparerò (non ha neanche le parole questo pezzo, per dire).
Navigo sul web da circa mezz’ora, in cerca di qualche cosa che possa ispirarmi per alcuni miei progetti. In una finestrella pero’, vedo ancora schizzar in lungo e in largo la mappa concettuale della mia tesina. Bah, “tesina” è una parola grossa; vorrei, anzi, parlerò della Globalizzazione a questo esame di “maturità” che di maturità mi sa poco e nulla, » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «

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