A Cognitive Hope Story

marzo 12th, 2012 § 0

Ho aperto un piccolo raccoglitore di pensieri, una selezione caleidoscopica di costrutti cerebrali senza forma alcuna.

Si chiama A Cognitive Hope Story ed è un trafiletto di Hope. Vi invito a seguirlo in contemporanea a questo poiché, avendo sempre meno tempo, i miei pensieri si limitano a concetti brevi, piuttosto che variegate salse degne di accompagnare Hope. Spero di incontravi anche lì.

Il vostro fidatissimo,
F.

Bachelor’s degree

dicembre 16th, 2011 § 4

Adesso che son un dottore, posso operare a cuore aperto?

Il tempo della conoscenza

novembre 30th, 2010 § 0

Questo è un inno alla cultura, questo è un inno a tutte le cose che sappiamo, a tutte le cose che non sappiamo ma che vorremmo sapere. Questo è un inno alla nostra forza, al nostro saper alzarci in piedi e combattere, al nostro saper abbassare la testa e farci bastonare. Questo è un inno a quelle cose che manipoliamo ogni giorno, alla pletora di eventi che la nostra cultura ci porta a vivere.

La cultura è un bene prezioso, la cultura non è una frase fatta come la precedente.
La cultura è la speranza di incontrare una persona, un giorno, e saperci parlare.
La cultura è quell’anima che ti ravviva le serate con una ragazza, con gli amici, con chiunque.
La cultura è quella specie di “sogno” che coltiviamo fin da piccoli.
La cultura è un arnese di scarso utilizzo ma di grandissimo potenziale.
La cultura è quella luce che, una volta vista, ti cambia la vista permanentemente.
La cultura la vedi quando ridi o piangi perché sai di dover ridere o piangere.
La cultura è la paura, è il terrore che qualcosa vada storto perché sai che quel qualcosa può andare storto.
La cultura è la felicità, la gioia nel vedere che la tua impronta è rimasta da qualche parte.
La cultura è il sapere e il non sapere.
La cultura è quel altissimo livello di astrazione che ti porta ad apprezzare e a ripugnare la tua terra.
La cultura è quel bassissimo livello di astrazione che devia la mente in altri continenti astrali, piuttosto che in un buco nero.
La cultura è una strada che non è mai interrotta o è chiusa, basta solo stare attenti ai lavori in corso.
La cultura è il sapersi esprimere cantando e ballando, la cultura è il sapersi esprimere ascoltando e osservando.
La cultura è il provare invidia per gli altri.
La cultura è il non sapere se si ha cultura o meno.
La cultura è un semplice pensiero che ti ruba uno o due minuti della tua vita.
La cultura è la chiusura del concetto di espressione.

Non sono mai stato un tipo pieno di cultura, non so neanche se sia vero. Non so esprimere questo concetto con parole semplici o con semantiche facili. Questo è semplicemente un mio tributo alla cultura, queste sono semplicemente parole vomitate da una serata passata in modo diverso, da un pensiero arrivato alla mia mente sotto diversa forma. Questa è la cultura, non so se sia tale.

Questo è il mio concetto di cultura. Questo potrebbe essere il nostro concetto di cultura.

Che bella la nostra università, eh?

settembre 29th, 2010 § 0

Bon, mi metto a far propaganda anch’io, dai!

Questa lettera aperta è a nome di tutti gli studenti della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa, riuniti in assemblea il 27 Settembre 2010.

Con la seguente, vogliamo denunciare l’indifferenza soprattutto mediatica riguardo la situazione in cui versano le Università italiane. La nostra protesta si basa sui seguenti punti:

1) Il taglio del 20% nei prossimi tre anni ai fondi dell’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), che è il principale strumento per il pagamento dei docenti e dei ricercatori universitari;

2) La riforma del ruolo del ricercatore universitario, che prevede la scomparsa della figura del ricercatore a tempo indeterminato e l’introduzione dei contratti a tempo determinato, di durata massima di sei anni non ulteriormente rinnovabili;

3) Il blocco delle assunzioni, che costringe il ricercatore, dopo sei anni di precariato, a cercare un altro impiego in Italia o dare nuova linfa alla cosiddetta ‘fuga dei cervelli’.A causa di ciò, i ricercatori si sono rifiutati di svolgere quelle attività didattiche completamente gratuite e volontarie che hanno svolto sino all’anno scorso, che erano e sono tuttora indispensabili per l’apertura dei corsi: è incredibile che, a questo punto, l’Università necessiti di straordinari non pagati per far partire le lezioni. Nonostante questa protesta colpisca duramente noi studenti, non possiamo che appoggiarla: se si accettasse la situazione attuale, ovvero una didattica mutilata, andremmo solamente incontro ad una progressiva distruzione dell’Università pubblica, a favore di quella privata.L’Università contribuisce al benessere di tutto il Paese, portando innovazione: affondandola, pregiudichiamo il futuro dell’Italia intera. La nostra non è una protesta di principio: è in ballo il nostro ed il vostro futuro.Ci siamo resi conto che, ad eccezione delle persone direttamente coinvolte nell’Università, ben pochi sono a conoscenza di quanto abbiamo detto.Siamo fiduciosi che il Vostro giornale possa dare sufficiente risalto alle problematiche che abbiamo posto, finora passate inosservate nel panorama mediatico nazionale.Riferito in particolar modo alla situazione di Pisa e stato creato questo sito sulla protesta. https://sites.google.com/site/protestaunipi/

Mi han invitato sul social network e ho deciso di far un po’ di propaganda anche su Hope, poiché la questione riguarda anche me. Potete trovar altre info qui.

Saluti e buona università.

Finalfire e i cappuccini dell’amore

luglio 12th, 2010 § 1

cappulove

(e mi dimentico sempre che alla mattina il cappuccino può arrecarmi gravi danni)

Nessuna destinazione

maggio 7th, 2010 § 2

Ehvabbeh, non poteva andar diversamente.

Bello per davvero. Son arrivato verso le ultime posizioni – contando dalla fine – nelle graduatorie di un noto progetto chiamato “Erasmus” messo a disposizione dall’università. E’ bello perché puoi andar in un paese europeo, farti canne per 6 mesi, magari imparar qualcosa e ritornar con il sorriso sulle labbra, spensierato e tanto felice! O almeno, è bello perché è una cosa ben diversa, è un bel sogno, e le canne non c’entrano un cazzo.

Ebbeh, allora scelgo un’ottima università europea per imparar qualcosa di computer science e andarmene via per un po’, coronando così il mio idilliaco sogno d’amor con il mondo che nasce nella mia infanzia. E quindi mando email a destra e a manca, giro e rigiro, scrivo di qui e di lì, parlo con persone e tutte quelle belle cose che si fanno in questi casi.

E poi, camminando, sbatto contro il muro della realtà fornitami dalle innumerevole informazioni, ufficiali, ufficiose e non, che mi han dato e che ho cercato: fare lo studente in questa ottima università europea significa trovarsi un alloggio, fornito o meno dall’università, in un intervallo di 250-450€ mensili, estremi compresi.

Apperò! Siam ancora più felici! Mi piace la cosa!

“… mi scuso per un ipotetico ritardo ma rinuncio alla borsa vinta nel progetto Erasmus per alcuni problemi che non sto qui a snocciolare…”

Autocontrollo

marzo 23rd, 2010 § 2

“Che stai facendo?”

“Niente, perché?”

“Bene, allora smettila di far niente.”

NINE INCH NAILS

giugno 25th, 2009 § 2

Un esercizio dell’esame di oggi:

Quanti anagrammi si possono formare con la parola NINEINCHNAILS tenendo presente che bla bla bla e poi bla [...]

Il docente è un grande, un GRANDE!

Nel mondo di oggi o in quello di ieri, non saprei

aprile 21st, 2009 § 0

Dai, ok, il bello è che io sono sempre il solito cinico.

Ma alla fine, mi conoscete bene, credo che l’amore sia ancora e tuttora il motore del mondo.
Non posso farci niente se mi viene da parlare di sogni, di fantasie, di emozioni, di sentimenti. Sono fatto così, punto e basta. E se qualcuno mi legge, alla fine, significa che gli interessa. O che non ha un cazzo da fare.

Però.

Sono le 10.13. Ho spazzato per la mia camera universitaria, qui, piena di polvere e cartacce varie (non perdo il vizio di appuntarmi tutto su post-it e poi buttarli in terra). E ora aggiorno il sito di un cliente, e ora mi fa male la testa, e ora non so che fare. Magari studio un po’ (magari) o magari gioco un po’ (magari) o magari lavoro (quello dovrei farlo, per dire, altro che magari).

Ieri è iniziato il terzo trimestre in questa facoltà chiamata Informatica. Beh, che dire: Object-Oriented Programming, Elettricità e Magnetismo, Matematica Discreta II. Ok, avrò un bel da fare, di questo ne sono certo. Non ho ancora nulla da dire al riguardo di questi corsi (ne sono iniziati due e già uno non mi piace, tanto per) ma spero di averne al più presto (altrimenti qua si chiude, non scrivo nulla oramai, a questo punto mi conviene prendere ispirazione dalla natura o dai bagni pubblici, magari).

E come sempre credo che bisogna morire, per capire che si ama. Perché si muore? Perché poi, almeno, si ha una ragione per resuscitare.
Concordi?

(oibò, riesco ancora a concludere un post in modo quasi sensato)

Giù dal tubo

aprile 17th, 2009 § 0

E qua si deve cambiare.

Sinceramente, mi sono rotto. Il bello è che poi me lo dirò tra qualche anno, ecco.
E allora, dato che voglio essere muto, tra qualche anno, ora si cambia.

Oxygen

marzo 26th, 2009 § 0

Ti saresti adeguata all’ossigeno di Marte, ti devi adeguare all’ossigeno dell’università.

A. Canetti

Risposta superlativa a domanda idiota.

Verso l’infinito, e oltre (cit?)

marzo 1st, 2009 § 2

L’algebra lineare non è altro che il prolungamento della geometria, ove la nostra fantasia non riesce ad arrivare.

Matematica Discreta 1, Docente A. Canetti

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