Where fuckin’ are you?

gennaio 4th, 2011 § 4

Ah, che bella vita.

Ho maturato un profondo odio per tutte le ragazzette e i ragazzetti che su vari blog e social network del cazzo scrivono frasi come “The Birthday is only a broken condom’s anniversary” e cazzate del genere. Porco cane, che nervi, che rabbia, che… nulla.

Il 2011 è iniziato in malo modo, in un modo proprio brutto, è iniziato con l’apoteosi della depressione e della tristezza e dello star male e dello aver voglia di scomparire. Essì, che palle, non ce la fo più, credetemi. Non ce la fo veramente più! E non mi sto lamentando, oh no, non sto dicendo assolutamente nulla; alla mia condizione sfortunatamente (o fortunatamente?) ci sono abituato, ci ho condiviso un periodo della mia vita lungo tredici anni (a otto anni non mi reputavo così cosciente di quello che mi accadeva intorno, eppur già mi reputavo). Adesso però la vita è estenuante, straziante, soffrente, dolorosa. Essì, cari amici miei, il vostro scrittore preferito è veramente stanco, ma stanco stanco. Mille problemi, millemila problemi, millemilamilioni di problemi, uno sopra l’altro, uno al seguito dell’altro, uno a fianco l’altro, tredicimilacinquecentoquarantatre bilioni di problemi. Eddai, cazzo, non venite a dirmi “devi avere fede”, “tutto accade per un motivo”: tutto accade per sto cazzo, ecco. Sì, per l’apparato genitale che io e voi lettori maschili avete (e non se son molto sicuro).

Dai, basta favole, basta il “ce la faremo”, basta il “ne usciremo sani e salvi”. Che palle! Rredicimilacinquecentroquarantaquattro bilioni di “che palle!”.

È da un paio d’anni a questa parte che mi succede, sempre più spesso, di consolare le persone che dovrebbero consolarmi. Oibò, signori, ditemi, dov’è la mia consolazione? Non son degno forse di esser consolato? Dove sono tutti i predicatori di bene e di speranza, eh? Dove sono? Dove siete, adesso?

Saluti.

Dove sono?

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