Anche questo natale sta per arrivare e io, ancora, non capisco se devo scrivere natale con la n maiuscola o meno.
Il problema è che ogni natale arriva quatto quatto, ti stravolge un po’ e se ne va, non lasciando tracce. Altro che fantasmi del natale precedente, qui non basta la cronologia per ricordare ogni evento natalizio.
Questo post deve essere filosofico e introspettivo, deve essere una panoramica completa della mia vita, del mio io, del mio essere ma, come ben sapete, non so che dire sul mio io, sul mio essere, sulla mia vita. In verità, però, ho qualcosa da dire e soprattutto da chiedere: perché?
Perché il vento arriva e mi sconvolge i capelli? Perché?
Perché quel burrone deve aprirsi ogni volta e portarmi giù, giù, giù fin quando vuole? Perché?
Perché la neve deve essere portatrice di freddo e di confusione? Perché?
Ricordo quel giorno, me lo ricordo nettamente, ho giurato che non avrei più fatto quello che ho fatto, ho giurato che avrei impedito che succedesse di nuovo. Il mio giuramento non è stato vano, non è andato perduto, non è stato frantumato.
Ma sei sempre lì, dietro quella porta a spiarmi dallo spioncino, a muovere lentamente la maniglia per insidiarmi nella testa il baco della curiosità, il tarlo del sospetto o qualunque cosa tu voglia fare.
Dimmi, perché?