Aah, questo blog non ascolta parole del genere da tanto, tanto tempo.
Ciao a tutti. Mi chiamo Francesco, ho 20 anni e studio informatica. Sono un ragazzo timido, introverso, divertente e triste. Perennemente triste. Non so perché sono triste, o magari lo so e non voglio ammetterlo. O magari lo sono e mi piace esserlo, chi lo sa. Comunque, mi presento. Sono il fondatore, il padre, lo scrittore di questo blog: sono colui che vomita le parole dalle dita, come qualcuno diceva nel mio passato.
Il passato, che brutto. Voglio far un po’ di chiarezza in questi due ultimi anni, e faccio questa chiarezza non nella mia mente, dove so che non sarebbe ascoltata, sopratutto da me stesso. Voglo fare chiarezza in questo blog, in queste pagine, perché da molto tempo a questo parte queste mere pagine digitali mi hanno dato conforto, e mi hanno offerto una casa quando non ne avevo una, mi hanno offerto una dimora dove essere me stesso, dove essere chi voglio essere, dove essere colui che non deve tenersi qualcosa dentro per la paura di apparire diverso o di non piacere a gli altri, o ad una sola persona. Uso queste pagine, oggi, per stilare una classifica delle cose migliori e delle cose peggiori di questi ultimi due anni. La mia classifica, però, non è una classifica come tante altre. E’ una classifica stilata con il sottofondo musicale di un pianoforte: a volte Debussy, a volte Einaudi, a volte un pianista sconosciuto che muore e rinasce ogni volta che lo ascolto.
E’ un anno intero, oramai, che sono uno studente universitario. La mia vita universitaria procede bene: non sarò un geniaccio, ma non mi interessa, quello che mi piace lo faccio, lo studio e lo spiego nel migliore dei modi. Forse sono sbruffone, egocentrico, un “pallone gonfiato”, ma non credo di aver mai dato l’impressione di esserlo e anche se lo avessi fatto, conosco i miei limiti; non sono mai andato fuori strada, sapendo che quella strada non era alla mia portata, in quel momento, e sono rimasto lì, fermo, ad ascoltare i battiti del presente e capire come il futuro possa convergere e come converga, a distanza di pochi secondi. Passo le mie giornate tra corsi, algoritmi, amici, coinquilini e musica. Parto il lunedì, ritorno il venerdì e così via, in una solita mera routine settimanale, che cambia soltanto nelle sessioni d’esame, quando qualcuno è lì di fronte a te a domandarti di tutto e tu rispondi, magari anche con fatica, e quello resta così, basito, e non sa che dire. E neanche te sai che dire, quando comprendi che molto di quello che hai detto non l’hai detto, ma l’hai semplicemente pensato, e resti lì, fuori, che ancora devi entrare, ad aspettare il tuo turno.
In questo anno ne son successe di cotte, di crude, di marcie, di mature, e di qualunque altra cosa voi vogliate immaginar. Ho perso un’estate, non mi sono goduto il mare che volevo, un po’ per lo studio, un po’ per malanni, un po’ per problemi, un po’ per cazzate assurde. Questo è stato l’anno dei litigi: ho litigato con Claudia, ho litigato con una ex-ragazza, ho litigato con Federica, ho litigato con altre persone. Ho litigato e litigato, anche quando non c’era bisogno, semplicemente per far capire che tutto quello di cui avevo bisogno non era litigare, ma stare con chi di dovere, stringer la mano a chi di dovere, piangere sulla spalla di chi di dovere.
C’è una cosa che mi porto dietro da anni, oramai. Un giorno una persona si mise a piangere per me, davanti a me; quel giorno, il mio cuore sparì. Quel cuore smise di esistere, perché per la prima volta nella mia vita avevo infranto l’unica promessa che mi son fatto da quando ho iniziato a provare sentimenti: non far piangere una persona per colpa mia. Quel giorno mi resi conto che il mondo non era diverso, che la gente non era diversa: ero io ad essere diverso. E se ho sempre marciato sulla mia diversità, sul fatto che magari pensavo ad altro, che avevo un carattere diverso, che non ero come “tanti”, quel giorno la mia diversità smise di esistere e tutto finì, in un millesimo di secondo, in un cumulo di polvere di stelle.
Da piccolo, ricordo, che la mia diversità consisteva nel balbettare. Sì, all’età di 10 anni iniziai a balbettare: non era una balbuzie al suo stato normale, ma era un lieve accenno; non riuscivo a pronunciare alcune parole poiché sentivo la mia gola spegnersi e l’aria fermarsi sotto, come se ci fosse un tappo. Negli anni a seguire, poi, migliorai e tutt’oggi ho qualche accenno di balbuzie sparsa un po’ ovunque ma quasi sempre impercettibile.
Da piccolo, ricordo, che non avevo tanti amici o meglio, ne avevo ma li vedevo solo a scuola, tranne per alcuni con cui ho passato l’infanzia. Ora ho un sacco di amici, un sacco, davvero! Mi meraviglio anch’io, eh, ma ho conosciuto così tante persone nel corso di questo mio viaggio che solo Iddio sa se mi siano tutti amici o meno. Sì, amici… Diciamolo tutti in coro. Non mi lamento, non mi sono mai lamentato. Ho una persona fidata, ho una persona che mi ama per quello che sono, che mi conosce, che mi vuole bene, che non mi ha mai visto piangere perché non voglio piangere davanti a lei, che non si merita di vedermi piangere, per quanto mi ama. Ho questa persona e questa me la tengo ben stretta, non la dimenticherò mai e ci sarò sempre per lei, sempre.
Ho conosciuto molte altre persone che veramente si sono rivelate straordinarie. Un semplice esempio è un mio coinquilino, che è davvero una grandissima persona e spero per lui tutto il bene a questo mondo.
E tra tutti i sentimenti che ho provato e che provo in questo mio viaggio, l’amore è quello che mi ha fatto fare le migliori e le peggiori cose nella mia vita. L’amore è quella cosa che muove il mondo, non smetterò mai di crederci, anche se l’amore mi sta pugnalando, ora, mi sta uccidendo come non mai. E non posso prendermela con il sentimento stesso, perché è colpa mia se l’amore mi porta a compiere determinati gesti, determinate azioni, sconclusionate e stupide; è colpa mia perché sono innamorato. L’amore è una colpa, l’amore è una colpa che non ti puoi scrollare di dosso, di cui non ti puoi scusare. L’amore, l’amore, l’amore… Ma poi, boh, non so neanche se sia amore, non so neanche che cosa cazzo sia l’amore. Ma sento una colpa che mi grava addosso e ciò non può significare altro che una cosa: l’amore.
La mia vita è un putiferio, la mia vita è un circolo vizioso che non si può cambiare. Non esiste scienza, non esiste religione, non esiste spiegazione alcuna a tutto questo. La mia vita è un putiferio, e tale resterà, non c’è salvezza, non c’è combattimento che regga.
La mia vita è un putiferio, ma voglio viverla. Le situazioni che vivo, le azioni che compio, le persone che incontro, quelle che amo, quelle con cui vorrei passare il resto del mio tempo. Tutto questo non cambia, perché è la mia vita. E tutto questo non cambierà mai, perché la mia vita non cambierà, perché è semplicemente una vita, una piccola grande vita, una straordinaria e malefica vita.
Non so dove arriverò, non so se riesco a sopportare ancora tutto questo, non so se riesco a sopportare il non parlare, il non pensare, il non volere. Non so se riesco a sopportare ancora una volta la mia mania di distruzione. Non so se capirai quello che dico, non so se capirete quello che dico. Tu, voi. Soprattutto tu. Non so quale sia la mia vita, ma continuerò a viverla, senza respiro.
Non ti meravigliare se hai un sacco di amici perchè una persona fantastica e sempre disponibile come te merita di averne molti!
Sn contento di averti conosciuto, e sn felice del fatto che passeremo un altro paio di anni insieme!
Ti stimo!
Grazie PoZ, la stima è reciproca. Sei una grandissima persona, una delle migliori mai conosciute in qualunque ambiente. Resta sempre uguale, eh!
Sei un grande.
“Quel cuore smise di esistere, perché per la prima volta nella mia vita avevo infranto l’unica promessa che mi son fatto da quando ho iniziato a provare sentimenti: non far piangere una persona per colpa mia.”
E’ successo anche a me, è stata dura da sopportare, ma le persone piangono in continuazione ed è una cosa che ho dovuto accettare. Possiamo solo fare del nostro meglio affinché non accada.
La tua vita ha molte cose in comune con la mia sai? XD
Magari sei mia sorella e non lo so O:
LoL, però è vero che ti vedo un po’ come un fratellino ^^
** Grazie sorellina *_*