Thanks

ottobre 18th, 2009

Ho sentito che la prima stesura di qualunque cosa va buttata giù con il cuore. Il cuore, pff. Trovatemelo un cuore dentro di me, e allora vi butto migliaia di stesure col cuore, prima delle revisioni grammaticali, lessicali e semantiche.

Trovatemelo un cuore perché voglio vedere com’è fatto, un qualcosa del genere. A parte le solite valvole e pulsazioni varie, voglio vedere l’allegoria trasullarsi nell’aria e darmi quella sensazione di dolcezza e passione che soltanto milioni di sentimenti buttati al seguito di quell’organo, possono destare in ognuno di noi.

Ieri sera erano le 3.30, circa, che mi eclissavo nel mio letto cercando di farmi prendere da Morfeo per portarmi in giro in paesi lontani. Mi addormentavo, così, sorridente. Sul serio, non scherzo. Sorridevo. Non so perché, sinceramente, eh. Oppure lo so ma son così impacciato, timido e pauroso di non ammetterlo, perché magari poi non sorrido più o sorridono tutti tranne me. Eppure pensavo a questo, a quello, e sorridevo. Sorridevo tra la pioggia che tichettava sui vetri della mia finestra, tra i fulmini che squarciavano il cielo e il silenzio, tra le foglie che si muovevano a ritmo di una ventosa melodia fatta di rumori e silenzi. Sorridevo e ringraziavo.

Sì, ringraziavo. Che cazzo, io ringrazio sempre; le persone che mi aiutano o che mi danno consigli o che fanno questo o quello, le ringrazio sempre. Ho sempre avuto la mania di ringraziare, ma non ringraziando tutti: ringrazio sempre chi non vuol mai essere ringraziato. Ringrazio perché alla fine, da qualche parte, c’è stato un accenno di aiuto o di qualcos altro e quindi, perché non ringraziare? Cioè, non ringraziare sarebbe da orgogliosi, da fiQi, da idioti, ecco. Non ringraziare sarebbe come dire a chi ti ha aiutato “ok, fammi un pompino e puoi andare via” (indipendentemente dal sesso, usato in modo dispregiativo) o roba del genere. Eppure boh, ieri sera ringraziavo. E il bello, sapete, che non so neanche chi cazzo stavo ringraziando!

Ringrazio perché c’era quella patina di calore che tanto basta. Ringrazio perché c’era il cielo che tra fulmini e saette trovava un po’ di tempo per me. Ringrazio perché se sorridevo sarà sicuramente grazie a chi ringrazio, se solo sapessi chi io stia ringraziando. Ringrazio perché trovo che l’unico modo che ho ora per salire lì sopra e gridare, è ringraziare, appunto.

Boh, ringrazio perché c’è chi se lo merita. E se qualcuno si merita un ringraziamento, io ringrazio. E continuo a farlo. Sempre.

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