Qualcuno aveva ragione.
Le sue parole mi risuonano in mente ogni volta che questi eventi si susseguono e mi colpiscono di volta in volta. “Parli di un mondo che non conosci”.
Le parole di uno stupido come me possono solo essere ascoltate da qualche altro stupido, ma non da persone vere. Infatti, io della realtà non so un beneamato cazzo.
Diciamo la verità, tutta la verità, il valore aggiunto della mia utilità è praticamente pari a zero. E sì: empatia, amore, voler bene, ascoltare. Tutte cazzate, innumerevoli ed enormi cazzate. Cazzate perché non esistono, non si vedono, e se ci sono giocano a nascondino.
Ricordate Hope? Il blog, sì. Il blog nei suoi primi anni di vita. Il sarcasmo che viveva in queste pagine dava vita a sfoghi, emozioni, iralità, leggerezza. Sì, proprio la leggerezza. Quella che cerco tanto, mista alla serenità. Quella che voglio tanto, ma che non trovo. E cammino, cammino e cammino. Mi fermo, mi volto e che trovo? Trovo la leggerezza, lì, ferma: l’ho mancata semplicemente perché la cercavo troppo. L’ho mancata perché ero, sono e sarò troppo pesante per poterla portare con me. Il peso infinitesimale della leggerezza non avrà mai posto in me; per quanto la desideri, non ci sarà mai.
E qui ora i discorsi sono due: accettare o non accettare tutto questo?
Potrei dire di non accettare: sbolognare parole sulla speranza, su quello, su questo, sul fatto che siamo forti, che siamo grandi, che non dobbiamo farci abbattere dal destino etc etc. Potrei scrivere un trattato filoscientifico sul fatto che la speranza riempe i cuori delle persone, che fa girare il mondo. Potrei perfino portar in ballo l’amore e le passioni, farci un giro di pista e colloquiare con i soliti ignoti a bordo sala su come sia bello e eccitante tutto questo, come ti riempia di gioia e di calore.
Potrei dire di non accettare, sì. Però penso a come potrei dire che voglio accettare. E lì mi fermo, osservo, valuto la situazione è capisco: si è già accettato tutto.
Nella mia vita ho visto molte cose, moltissime. Sono ancora un bambino di 20 anni, eh, ma ho visto tante cose, ho vissuto tante persone, ho scavato in mezzo ai ricordi e ai pensieri più remoti. Ho vissuto tante cose, ma non ho mai vissuto la cosa più incredibile che c’era da vivere, cioè il nulla.
Mi sono fermato a riempire la mia vita di qualcosa, per cosa poi? Perché amavo qualcuno? Perché volevo bene? Perché avevo bisogno di qualcuno o di qualcosa? Mi sono fermato a riempire la vita degli altri di qualcosa, semplicemente perché aspettavo che qualcun altro riempisse la mia.
Non ho mai vissuto delle persone vere. Tutte insulse fotocopie di tutto quello che non avrei mai voluto, nella mia vita: falsità. Persone che non mi chiedevano come stavo, persone che avevano paura di farmi una critica solo perché la stupidità porta a pensare che io scappi via, persone che pur di esser volute bene transigevano su tutto. E io, stupido bambino del cazzo, per quella fottuta paura di restar in disparte non mi sono mai accollato la verità di capire quale fossero i miei difetti e di correggerli.
Ma sì, baffanculo. Un sonoro baffanculo. Un sonoro baffanculo perché quello che voglio, io, voglio meritarmelo. E ora voglio quello che voglio. Dovessi sconfiggere demoni, dovessi cambiare il corso delle stelle, dovessi cambiare, sì, CAMBIARE. Dovessi fare quello di cui ho paura, dovessi comportarmi da sciocco irresponsabile, dovessi sbattere la testa al muro.
Voglio meritarmi quello che ho e voglio prender le mie stelle, una ad una, e posizionarle come voglio. Voglio meritarmelo, avendolo o meno. Voglio meritarmelo, anche se dovessi sparire.
Sparirei con il sorriso sulle labbra, perché ho veramente avuto un importante corso della storia. Nella mia storia, nela sua storia, nella nostra storia.
Andrò contro chiunque. Chiunque.
Mi ritrovo proprio in un sacco di cose che hai scritto. A cominciare dal fatto che anche io sono stupida e non conosco la realtà. È che non ci riesco proprio, non ci provo nemmeno più a capirla…
Hai coraggio a voler perfino cambiare, però.
Bel blog, comunque :)
Ti voglio bene. (sì sì sì, lo so, sono OT. E parecchio ù_ù)
Mi dispiace.