Se un giorno avessi un figlio, vorrei che imparasse il pianoforte.
Il pianoforte è quello strumento che ha tasti neri e tasti bianchi. E’ come la vita: ci son cose nere, e cose bianche. Le cose nere non finiscono mai e il bianco è sempre li a far da contorno, ma alla fine, in quale colore viviamo di più?
Il nero, come la morte. Il nero è il colore dell’oblio, della dimenticanza, della paura, della delusione, dello sconforto.
Il bianco, come la luce. Il bianco è il colore della serenità, della tranquillità, della fantasia, della leggerezza.
Il misto diviene carne e noi lo viviamo perennemente, ogni giorno della nostra vita.
Eppure, molte volte mi vien da pensare a tutti questi colori e alla loro base nella loro vita. Da una parte il bianco, da una parte in nero, in mezzo l’assoluta trasparenza e concretezza delle sfumature.
E ora ditemi, quale colore dovremmo vivere, per vivere?
Io credo nell’esistenza di una moltitudine di grigi.
In scala di grigi (sei molto più esperta di me in questo)