Ventuno rintocchi

agosto 18th, 2009 § 0

Al primo rintocco la platea si alzò, un uomo esile e di media statura iniziò a camminare e il vento la musica fece cessare.
Al secondo rintocco il vento salì, un turbine di odio investì la luna che dall’universo scese, portando con se il vecchio e freddo cielo.
Al terzo rintocco il fiore ai piedi dell’uomo sbocciò e di azzurre tinte l’aria nacque e la pioggia di quel freddo mese iniziò a scendere su quella terra.
Al quarto rintocco la carrozza si fermò, la principessa scese e il cielo smise di esistere.
Al quinto rintocco la speranza prese forma, si chinò davanti l’uomo e raccolse il fiore, strappandolo come un bambino strappa le ali ad una libellula, per gioco.
Al sesto rintocco non molto lontano una farfalla sbatté le ali e nell’aureo circondario ogni pianta seccò e gli alberi ritornarono semi.
Al settimo rintocco il monte vicino crollò e dalle viscere di quel terreno oscuri insetti si fecero avanti, diretti verso il mistico luogo.
All’ottavo rintocco non si intravedeva luce ma semplice paura di cacciare via la vita e ritornar alla morte.
Al nono rintocco la musica ritornò a suonare e avide di sentimenti le note cominciarono ad ammaliare i presenti.
Al decimo rintocco l’uomo alzò una mano e si fermò.
All’undicesimo rintocco l’uomo abbassò la mano e sulla sua spalla destra uno scricciolo di colore azzurro si posò.
Al dodicesimo rintocco la folla scomparve e la solitudine prese con se l’uomo e lo portò su di una nuvola: al di sopra il niente, al di sotto il tutto.
Al tredicesimo rintocco la nuvola si mosse e lunghi cirri misti a fantasia corsero per tutto il globo, quasi a stringer in una mossa la poca speranza rimasta, dopo il quinto rintocco.
Al quattordicesimo rintocco le nuvole si dissolsero e l’uomo iniziò a cadere verso la terra.
Al quindicesimo rintocco la terra scomparve e l’universo si fermò: creazione e distruzione, cambiamenti su cambiamenti. Il fermo assoluto del riposo del non dormiente.
Al sedicesimo rintocco le fiamme apparirono tra le stelle e ognuna di essere si smise di brillare.
Al diciassettesimo rintocco il mondo ricomparve, la natura ricomparve, i fiori ricomparvero.
Al diciottesimo rintocco il mondo continuò il suo vivere e la platea ritornò, la musica continuò a suonare e il cielo ascese al suo posto originale.
Al diciannovesimo rintocco la speranza riapparve con ali da fata e il fiore in mano, rivolto verso il Sole.
Al ventesimo rintocco l’uomo portò il braccio in avanti e le dita si rivolsero contro il fiore, cercando di prenderlo…

Cercando di prenderlo.

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