Non vedo l’ora di scendere in scena.
Gli eventi della mia vita stanno succedendosi in modo furioso e irrefrenabile. Si muovono con una velocità tale da farmi paura, a volte. Però, quando li vivi, quando li vedi passare, comprendi molto bene che non esiste paura tale da porterti fermare dal viverli, dal vederli passare.
Ricordo che da piccolino (come adesso, più che altro), nelle situazioni artistiche (teatro, musica) ho sempre sofferto di manie di protagonismo. Ok, magari non è vero, ma mi piace pensarlo; mi piace pensarlo per non limitarmi ad essere uno “come tutti”. Tutt’oggi, soffro di una maledettissima mania di protagonismo, che riguarda l’affittare il cuore di una persona, e non andarsene mai più (vabbeh, se poi mi si sfratta, è un’altra storia).
E’ fottutamente tardi, è fottutamente tardi e io mi incavolo, come al solito. Ma so benissimo che incavolarsi alla fine non mi poterà mai a niente, tanto è come il vento: entra da una parte, esce dall’altra (ammesso che ci siano almeno due cavità da dove uscire, eh).
Ieri ho deciso e oggi continuo a decidere.
Ho deciso che assimilierò tutte le pene, tutte le lacrime, la tristezza e tutte le paure che potrebbero uscir allo scoperto. Nei cieli di Novembre mi alzerò, semplicemente.
E’ semplicemente stupendo iniziar con una frase che non ha altro che regalarti uno splendido sorriso. E’ semplicemente strabiliante.