Che significa starti vicino?
Non lo so, spiegatemelo voi. O meglio, me lo spiegasse la diretta interessata.
A volte credo di esser strano. Ma non per qualcosa, credo di esser strano perché provo a dare quello che ho, ma tutte le volte non è mai abbastanza. Io non lo so, davvero, credetemi, non lo so.
A volte mi sembra di cercar la stella che più brilla nell’universo, mentre cerco di dare qualcosa.
Voglio raccontare una storia: mesi fa conobbi una ragazza, una ragazzina molto dolce. La conobbi in un periodo strano e mi appassionò parlarci, le prime volte. Poi, iniziai a comprendere che qualcosa in lei di diverso albergava e allora la curiosità prese il sopravvento e iniziai a conoscerla meglio. Un giorno, di botto, capì che era speciale. Il perché? Non domandatemelo, non riesco a domandarmelo io tutt’ora, figuriamoci.
So solo che ogni volta che la esortavo a guardare il cielo, pregavo così tanto per riuscire a scorgere un astro da dedicarle. E molte volte ci riuscivo, molte altre no. Mi sembra normale non essere la prima persona di un mondo, non avendo voluto mai esserlo, perché non c’è bisogno di essere i primi per voler bene.
E come se il mondo finisse dopo l’orizzonte. E’ esagerato, ma l’orizzonte finisce presto, credetemi. Il bello, però, e non capire il perché finisce. E si combatte li, sul filo, per non cadere dall’altra parte ma tornare indietro.
A volte mi domando se è veramente necessario uccidere me stesso per voler bene. E tutte le volte, un tiepido ‘si’ è la risposta.
Quella, è la risposta.
Buona notte.