16/01/2009

gennaio 16th, 2009 § 3

No, no, no.

Non esiste luce più grande di quella che il mondo ospita in ogni tempo e in ogni dove. Il problema, fatto sta, rimane che io quella luce non la vedo e quella luce, quando la vedo, non riesco a raggiungerla e quando la raggiungo, la disintegro.

Mi dispiace tanto. Mi dispiace perchè condanno gli esseri che vivono e spero di non esser mai come loro, quando invce sono il primo a portar alta la bandiera delle disperazioni e delle paure umane. Mi rendo conto di quanto io mi faccia schifo da solo, in certi frangenti. Mi rendo conto di quanto posso capire le luci che vanno via e che non ritornano più. mi rendo conto di tutto, ma nonmi rendoconto di quanto ho fatto male i miei calcoli.

Perchè di calcoli, si tratta, a questo punto. Non è un frangente di emozione, ne di speranza. Qui si tratta di freddo meccanicismo che mi accompagna nella virtù dell’egoismo, che di virtuoso non ha un bel niente.

Sbaglio, sbaglio e sbaglio. Ma non per questo mi fermo. Però, almeno per una volta, desidererei non sbagliare e continuare, così, imperterrito, per la mia via.

Non posso portar indietro la primavera, se la primavera non vuole tornare. Ma vivo in quella primavera e in quella primavera temo di morire.

Dal monte la voce si alzò e come un tuono il rombo rieccheggiò nell’aria. Il problema, fatto sta, è che quel rombo lo creato io e io vorrei non crearlo di nuovo.

(questo è un post astratto, che più astratto non si può. questo non è un post, parliamoci chiaro. chiedo scusa alla mia amica Valentina per le parole del 16/01/2009)

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§ 3 Responses to “16/01/2009”

  • Valentina scrive:

    Innanzitutto, grazie, sul serio, per l’appellativo “amica”.
    Mi fa uno strano effetto, non lo nego, ma è sempre un piacere essere considerati tali.
    O forse no, non è un piacere. Semplicemente mi fa riflettere e la riflessione porta con sè altre mille nuove responsabilità.
    Ad ogni mooodo, per l’ennesima volta ti ripeto che non è nella mia natura serbare rancori.
    A prescindere dal fatto che non esistono motivazioni atte a giustificare le nostre azioni, io non intendo nemmeno giudicarti nè tantomeno ho intenzione di fare delle mie belle parole un orpello con il quale giustificare crimini che non ho commesso.
    Lascio ai fatti l’onere di proclamare la mia sentenza.
    Le parole mi piacciono, mi sono sempre piaciute… Ma con le parole non si dimostra un bel niente. Con le parole non è possibile dimostrare il proprio valore.
    E poichè io sono consapevole del mio di valore e tu del tuo, non servono sul serio le scuse.
    Credo che tu ti sia logorato a sufficienza. Non ci pensare più.

    Una cosa è certa… Oggi tra la questione delle relazioni con Francesca, te e Manuele non mi sono sentita pienamente a mio agio. Me ne rammarico, ma ucciderò presto questa mia umanissima parte intollerante.

  • Valentina scrive:

    Credo…
    Spero…

    O M G

  • Finalfire scrive:

    Innanzitutto, grazie, sul serio, per l’appellativo “amica”.
    Mi fa uno strano effetto, non lo nego, ma è sempre un piacere essere considerati tali.
    O forse no, non è un piacere. Semplicemente mi fa riflettere e la riflessione porta con sè altre mille nuove responsabilità.

    Grazie. Di cosa? Io non ho fatto assolutamente nulla.
    Sai, immagina una fetta di mela. Magari non vuole, magari non se lo ricorda, magari non lo crede, ma è stata tagliata, da qualche parte. E quella parte è ancora li ad aspettarla. Vuoi scommettere? ;)

    Ad ogni mooodo, per l’ennesima volta ti ripeto che non è nella mia natura serbare rancori.
    A prescindere dal fatto che non esistono motivazioni atte a giustificare le nostre azioni, io non intendo nemmeno giudicarti nè tantomeno ho intenzione di fare delle mie belle parole un orpello con il quale giustificare crimini che non ho commesso.
    Lascio ai fatti l’onere di proclamare la mia sentenza.

    Non hai commesso niente, appunto. La situazione è stata valutata male. Sicuramente, se avessi veramente commesso qualcosa, non starei scrivendo ora. Credimi.

    Le parole mi piacciono, mi sono sempre piaciute… Ma con le parole non si dimostra un bel niente. Con le parole non è possibile dimostrare il proprio valore.

    Con le parole è possibile dimostrare quello che hai paura ti venga dimostrato. E mi dispiace, non sei nessuno per impedirmi di farlo ;)

    Una cosa è certa… Oggi tra la questione delle relazioni con Francesca, te e Manuele non mi sono sentita pienamente a mio agio. Me ne rammarico, ma ucciderò presto questa mia umanissima parte intollerante.

    Gia’ spiegato, non era per quello. Come hai potuto vedere (spero), ho vinto. E non solo ho vinto io, ma ho fatto vincere semplicemente una persona “così”. Non solo ho sopportato il mio peso, ma ne ho portato avanti un altro senza un motivo ben preciso.
    E, comunque, non sopprimere nulla. Non sarei contento.

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