novembre 14th, 2008 §
Uhm, che succede?
Fievoli luci intravedo dal balcone. Che succede, ditemi. Io non so spiegarmelo.
Questa situazione inizia a non piacermi. Quello che vedo, purtroppo, non mi piace.
Mi sembra strano che possa accadere di nuovo, ma se non procedo con cautela mi perdeò ancora in quei labirinti e tutto ciò non è buono, proprio no, per la mia persona.
Eppure sono sicuro che voglio, voglio a tutti i costi perdermi in quei labirinti, voglio a tutti i costi perdermi nella marea di emozioni che tanto mi travagliano e tanto mi rendono “felice”.
Non voglio usufruire di quest’ultimo termine, non mi piace. Non perchè io non l’abbia provato, forse perchè l’ho provato e non mi è piaciuto, forse perchè l’ho provato e mi ha fatto soltanto pena, forse perchè l’ho provato nel modo più ipocrito di tutti i modi.
Credo di aver diritto ad essere felice, anch’io.
Credo di aver il diritto di sorridere, anch’io.
Credo di aver il diritto di pensare che io abbia un diritto.
Credo di avere il diritto, anch’io, di esser sorriso.
novembre 11th, 2008 §
Math on air.
Mi sono fermato due secondi: non ho voglia di seguire, altro mi innebbia la mente.
Mi domando se quello che dico sia utile o meno.
Beh, la mia parte surreale mi porta a pensare, mi obbliga a credere che quello che dico sia inutile, in ogni caso.
Ma sappiamo bene che non sono io, non è il mio “io” che parla ma un timone che controlla la rotta.
Il problema è sempre e solo uno: non posso aiutare qulacuno, se non riesco ad evitare il mio destino.
novembre 9th, 2008 §
Ma com’è che più mi guardo in giro, più cerco di leggere e più trovo blog senza senso, inutili, ridicoli e idioti?
Bah.
(dimenticavo, Hope è tra questi, eh)
novembre 9th, 2008 §
No, non doveva correre tutto così in fretta. Non doveva passare tutto così in fretta.
Non riesco a star dietro agli eventi, che mi succede?
Perchè deve essere così?
novembre 8th, 2008 §
Primo post dal nuovo MacBook.
Omg.
novembre 7th, 2008 §
Ben venga, sono un animale come tutti gli altri, accetto piu’ che volentieri. Ma un orgasmo non mi riempie la vita. Un sentimento, magari, si.
novembre 7th, 2008 §
Non posso farci nulla.
Sono le 23.35. Ho un mal di stomaco micidiale: credo che qualche progettista cinese stia mettendo in atto le basi per costruire la bomba atomica del nuovo millenio nelle mie budella.
Mi sento male. Tanto.
No, non è lo stomaco. Quello passa, anche se non è passato, passerà.
Il problema è che quello passa, l’anima non passa e sta ferma lì dove si trova, ancorata a quello scoglio di cenere.
Mi sento male questa sera, tanto. Conservo il solito sorriso, conservo la solita spensieratezza, conservo la solita falsità.
Musica mi riporta indietro nel tempo, musica mi riporta indietro nella tomba.
Musica mi trapassa il cuore e resta ferma li a distruggermi lentamente.
Perchè doveva succedere tutto questo? Perchè sono ancora qui? Sono più che sicuro che il mio posto non è qui. Non mi sento di tale ambiente, non mi sento di tale conformismo, non mi sento di tale socialità.
E se il mio posto non è qui, dov’è allora?
novembre 6th, 2008 §
novembre 6th, 2008 §
Il tempo, per me, non è quella cosa impensabile.
Il tempo, per me, non si arresterà, perchè non esisterà una frazione della mia esistenza senza i tormenti del tempo.
novembre 5th, 2008 §
Parliamoci chiaro.
Esistono frazioni temporali dove io non sono io; il mio me stesso esce allo scoperto, si fa un giro in piazza e distrugge tutto quello che trova.
Distrugge sorrisi, speranze, virtà, onori. Distrugge lo sguardo di chi con pietà mi porge la mano: “no grazie, preferisco eclissarmi senza ipocrisie”. Distrugge le richieste del mondo e nel mondo rifugia il suo odio.
Parliamoci chiaro.
Mi sono sempre sentito diverso, sempre. Ed ogni volta non ho mai cercato di apparire per qualcun altro. Sono io. Che vi piaccia o no, non ha importanza.
Parliamoci chiaro.
Sono strano, lunatico, incomprensibile, tediante. Offrirei qualunque cosa per dipingere un sorriso sul viso di chi se lo merita. E il più delle volte sbaglio. Continuo a sbagliare e sbaglio tutt’ora. Ma sono io, sono l’essere strano che alberga dentro di me; il mio cuore è fermo, stretto in un pugno: ecco perchè non lo sentite battere.
Parliamoci chiaro.
Non tengo a me stesso, non mi permetto il lusso di mostrarmi al mondo, provo ribrezzo per chi è così semplice e normale; come se il mondo non esistesse e fosse fermo.
Vorrei invertire il senso di questo globo e trascinar tutti per terra.
Parliamoci chiaro.
Mi sciolgo quando la musicalità dell’aria tocca i miei timpani, fa muovere i miei neuroni. Mi sciolgo quando qualcuno mi sorride, mi sciolgo quando sono utile a qualcuno.
Parliamoci chiaro.
Sono quello che sono, e me ne vanto. Mi vanto di essere me stesso, mi vanto di avere un qualcosa in piu’, mi vanto di non essere superbo come voi credete.
Mi vanto di non esser uguale agli altri. In tutto, per tutto.
novembre 4th, 2008 §

A Valentina, la quale potrebbe vedersi sopprimere ben altro.
novembre 4th, 2008 §
Pensavo fosse più difficile.
Mi sembra inutile cantare vittoria ma tant’è che ad un punto ci sono arrivato (si, al punto di non ascoltare le persone mentre ti parlano, NdR) e mi sono fermato.
Sono fermo stavolta, ma non ad un bivio.
Mi trovo in mezzo ad un parco. Autunnali foglie cadute mi tengono compagnia. Sono seduto su di una panchina e sotto i miei piedi il mondo. Sembra tutto così piccolo, è tutto così piccolo. Il mondo è insignificante ora che lo vedo da questa prospettiva.
Eppure, non riesco a non pensare a quanto io sia insignificante per il mondo, a quanto sia insignificante per qualcuno ma, valutando la situazione, capisco che è tutto finito.
E’ finito il passato, sta finendo il presente, finirà il futuro.
E magari troverò del nero, di fronte a me, e non il solito rosso.