E’ appena andata via.
Ritorno solo dalla notte dei tempi, ritorno solo tra le luci di una città che non è mia e che mai sarà mia.
Ritorno tra autobus e strade, tra controllori idioti e fermate inesistenti.
Ritorno nella mia casetta non casetta, nella mia casa non casa, nel mio buco che di buco odora e di buco da l’idea.
Ho aspettato fuori al freddo, alle intemperie, al gelo. Ho aspettato fuori guidato da una luce che ombre non creava, che realtà regalava a chi realtà sapeva scorgere.
Splendida, stella in terra dove le stelle non esistono, astro in cielo dove astri popolano l’ipocrisia più grande.
Brillante, fievole, effimera. Un turbinio di luci e colori che nulla fan trapassare, che tutto portano con se e amano fino alla fine.
Giovedì 27, giorno da non dimenticare, giorno di cui l’altare corona il desiderio della sua attenzione.
“Cosa senti?”
Domanda alla quale nessuno sa rispondere, domanda alla quale nessuno potrebbe rispondere, domanda alla quale qualcuno risponde.
“Non voglio nulla, voglio soltanto quello che già mi dai”
Bello, bello, bello. Fantasia d’astratta concezione in divina coerenza si manifesta davanti a me; non ci sono retoriche che possano descrivere il suono di quei passi, quel tempo fermo in quell’attimo, quel lasso di occasione che nessuno ha, che tutti sognano, che io ho sfruttato.
Bello, bello, bello. Nuvole d’argento ricoprono il cielo mentre la terra si apre per ospitar il tuo cammino; nuvole d’argento ricoprono la terra che nella nebbia emette i suoi dolori, che nel sole elude l’amore.
“Non andrò io, fin quando non andrai tu”
Incoerenza allo stato puro. Una semplice connessione permette questo, e ben altro. Permette lo scambio reciproco di anime che con un solo scopo si fermano, si baciano, si abbracciano, si vogliono. Anime in cielo, anime in terra, non esiste emozione tale da competer con la fusione, con l’osmosi di due sentimenti. Anime in cielo, anime la terra popolano, anime in terra si incontrano, anime in cielo volano.
Questo è il mio tributo per aver chiesto qualcosa, a qualcuno o a nessuno.
Questo è il mio tributo e questa è la pena che dovrò soffrire prima di riuscire a ritornare.
Questo è il mio tributo per un’anima che tutto da e tutto riceve, almeno da qualcuno.
Questo è il mio tributo per quegli attimi struggenti, questo è il mio tributo per quel suono che ancora riempie la mia testa, questo è il mio tributo all’anima che ho appena lasciato fuggire, questo è il mio tributo per l’anima che ho stretto e che mai avrei voluto lasciare.
Questo sono io e questo è il mio sentimento.
Ave, Immanuel, genitore di semplicità potenti!
…Ribadisco che dovrebbero darti la licenza poetica :)
…E grazie ancora per ieri…
Ti voglio bene…davvero.
Una carezza,
un abbraccio,
un bacio,
un sorriso…