Hope

ovvero “come abbandonarsi nell’oblio dell’apatia empatica”

Donne, 25 Novembre

Il mio non è un articolo a sfondo giornalistico, non ho bisogno e non ho voglia di informare nessuno su niente.

Il 25 Novembre sarà la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

A parte che, per me, questa “giornata” non serve e non servirà ad un beneamato cavolo; ne ora, ne mai.
Pero’, con queste righe, voglio soffermarmi sul gesto, sull’incredibile arroganza di cui gli uomini si macchiano e, soprattutto, si prendono il lusso di macchiarsi.

Violenza contro una donna. Magari sono piccolo, magari i miei 19 anni non mi hanno insegnato nulla, magari non esisto e sono solo una vostra proiezione mentale, magari sono solo un criceto che gira sulla ruota.
Eppure, qualunque cosa io sia, non la capisco.

Perchè fare violenza contro una donna? Non mi vengono motivi per i quali sarebbe giusto. Nel discorso di fondo vige il mio “non credo esista giusto o sbagliato” ma non riesco a trovare la fede e la speranza che potrebbero servire per agire contro una donna.

Diciamoci la verità: l’essere femminile è strano, è strano di suo (sicuramente nella nostra mente la scintilla dell’odio si attaccherebbe in molte situazioni, di questo ne sono certo). Ne vedo tante sciacquette e mi fanno pure schifo ma, alla fine, è la loro vita, la vivino come desiderano, tanto io non sono coinvolto. Ne vedo tante di ragazze senza futuro, senza passioni, soltanto con un didietro al vento e un trucco che non nasconde nulla, se non il vuoto. Ne vedo tante di ragazzine biologicamente adulte, che lasciano la terra e viaggiono tra i loro sogni, tanto il braccino del papino inquisito è sempre lì pronto a sganciare qualcosa.

Però, vedo anche altre donne: vedo quelle donne che lottano per qualcosa, quelle donne che non si fanno mettere i piedi in testa, quelle donne che vogliono soltanto una spalla sulla quale appoggiarsi, quelle donne che si alzano all’alba e non si coricano più, quelle donne che studiano e che ti sorridono quando non riesci a capire i loro insegnamenti.

Vedo quelle donne che abbracci, che annusi, che vuoi bene; vedo quelle donne che non riusciresti a smetter di baciare, vedo quelle donne che ti stringono la mano e che ti verbiano “ti voglio bene” alle orecchie, vedo quelle donne che ti cullano il cuore e ti verbiano “ti amo” alle orecchie.
Vedo quelle donne che non sembrano donne, ma angeli.
Vedo quelle donne con cui non rimpiangi e non rimpiangeresti mai di aver condiviso un pranzo con loro, di esserle stato accanto, di aver passato pomeriggi interi a parlare, di aver passato fantastici lassi di tempo che magari il tempo neanche toccano.
Vedo quelle donne che hanno un cervello e hanno anche tanto in più, si.

Magari sono io, il solito criceto in corsa, che non riesco a pensare a come far male ad una donna anche se non nego una qualunque eccezione.

La giornata del 25 Novembre è totalmente inutile, perchè non si dimostra quello che veramente si dovrebbe dimostrare. Ma, è normale: chi avrebbe il coraggio di dire “io le voglio bene”?

Nessuno. Ne sono certo.



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4 Commenti

  1. L’ennesimo degradante quanto deprimente tentativo di sensibilizzazione delle masse.
    Credo che le nobilissime ceneri di Rosa Luxemburg si stiano contorcendo nella altrettanto noblissima bara che nobilissimamente le ospita.
    Non credo che nessuno si degnerà di domandarle scusa per questa trovata spudoratamente oltraggiosa, infantile e ridicola.

    I tuoi pensieri sono meritevoli di apprezzamento, ma, sinceramente, il rispetto che nutro nei tuoi confonti e la consepovolezza della dignità della mia persona, mi impongo di scadere in una retorica disonorevole, la retorica del singolo che si attribuisce (con quale diritto poi?) i meriti intrinsechi di un genere. Quindi, opto per una consona epokè, una sospensione del giudizio, che più ipocrita e fasulla non potrebbe apparire, visto e considerato che ho detto già troppo.

  2. I miei pensieri sono meritevoli.

    Non credo, non credo esista qualcuno (magari esclusa te) che rifletta veramente sui miei pensieri.
    Ma poi, pensandoci e ripensandoci, è il mio soggettivismo a farmi parlare così.

    E, sinceramente, preferisco esser cieco e guidato dalla mia soggettività che adattarmi ad una massa di idioti.

    Senza parlare poi che te il diritto ce l’hai. Il problema è che non vuoi crederci.

  3. Io i tuoi post li leggo é_è

    *commento poco serio ad ora alquanto tarda e malsana mode off*

  4. Io torno ora, fatti il conto :(

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