Il tempo, per me, non è quella cosa impensabile.
Il tempo, per me, non si arresterà, perchè non esisterà una frazione della mia esistenza senza i tormenti del tempo.
Le deformazioni mentali della nostra realtà quotidiana ci hanno indotti a considerare i tempo in senso assoluto. Il tempo esiste nella nostra testa come componente dimensionale con la quale ci ostiniamo a descrivere il trascorrere degli eventi. Passato, presente, futuro… Ma ha senso parlare di tempo se non esiste il cambiamento? Ha senso parlare di tempo se non in stretta relazione con il concetto di movimento? Ha senso parlare di tempo innanzi all’uno e al tutto? Secondo Kant, il tempo è una forma a priori della nostra coscienza mediante la quale è possibile la conoscenza della realtà sensibile. E’ possibile conoscere il reale solo spazializzando e temporalizzando i dati sensibili. Con Einstein, invece, il tempo diventa dipendente dalla velocità e dal riferimento da noi scelto per la misurazioe dell stesso. E’ l’avvento della teoria della relatività, Ma il tempo, il nostro tempo è solo un’invenzione relazionale.
“Per due volte il solo è sorto là dove tramonta e per due volte è tramontato là dove sorge.”
Dobbiamo ai sacerdoti Egizi e a Eudosso il primo accenno al moto di precessione.
Dobbiamo ai greci l’unica razionale interpretazione di quello che oggi chiamiamo tempo.
Il tempo greco è cairologico, ossia occasionale. Il tempo è ciclico e una verità è tale solo e sole se si ripete nel tempo. Il moto di precessione è realtà. L’universo è reale. Ed è per questa ragione che il fisico si ostina a cercare disperatamente l’invarianza nella trasmutabilità del reale.
Il tempo odierno è, dunque, una convenzione umana e in quanto tale può essere cambiata. Non è razionale tramutare una convenzione atta a semplificare le relazioni umani in una proprietà intrinseca della natura. Non ha senso nemmeno attribuire al nostro universo un’età, perchè siamo stati noi ad introdurre questa concentualizzazione. Lo spazio stesso non è un contenitore, perchè ciò che sussiste in esso lo modifica inesorabilmente.
“La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso.”
“Talvolta un pensiero mi annebbia l’io: sono pazzi gli altri, o sono pazzo io?”
Ha senso parlare di tempo se non in stretta relazione con il concetto di movimento?
Purtroppo, si.
Il tempo scorre, per quanto possa essere una proprietà intrinseca nella convinzione che da millenni viviamo. Il tempo scorre, ad ogni modo. Il tempo scorre dentro di noi stessi e noi non lo sappiamo. Il tempo scorre ad ogni battito del nostro organo vitale: non scandisce unità, scandisce della vita.
Il tempo scorre mentre qualcuno ci prende per mano e ci porta con se; il tempo scorre quando qualcuno ci odia, quando qualcuno ci sbeffeggia, quando qualcuno ci guarda con occhi estranei, come se qualcuno fosse degno di farlo.
Il tempo scorre nella nostra mente, perchè intrinseco è tale nella nostra vita. Il tempo è vita, perchè noi, come giustamente affermi, abbiamo voluto sia tale.
Ma senza il tempo, non avremmo occasione di scandire la nostra vita, non avremmo occasione di frattagliarla.
Senza il tempo non esisterebbero piu’ i ricordi, perchè senza il tempo non esisterebbe un passato, un presente, un futuro.
Passato, presente e futuro, di fatto, non esistono.
Il tempo, di fatto, non esiste.
Innanzi a un evento costante, il tempo non esiste.
Esiste solo la trasmutabilità del reale.
In quanto esseri finiti e precari non riusciamo a percepire la realtà se non in termini spaziali o temporali. Ma un limite umano non è sufficiente ad attribuire ad una costruzione mentale come il tempo un valore sostanziale.
Le deformazioni mentali della nostra realtà quotidiana ci hanno indotti a considerare i tempo in senso assoluto. Il tempo esiste nella nostra testa come componente dimensionale con la quale ci ostiniamo a descrivere il trascorrere degli eventi. Passato, presente, futuro… Ma ha senso parlare di tempo se non esiste il cambiamento? Ha senso parlare di tempo se non in stretta relazione con il concetto di movimento? Ha senso parlare di tempo innanzi all’uno e al tutto? Secondo Kant, il tempo è una forma a priori della nostra coscienza mediante la quale è possibile la conoscenza della realtà sensibile. E’ possibile conoscere il reale solo spazializzando e temporalizzando i dati sensibili. Con Einstein, invece, il tempo diventa dipendente dalla velocità e dal riferimento da noi scelto per la misurazioe dell stesso. E’ l’avvento della teoria della relatività, Ma il tempo, il nostro tempo è solo un’invenzione relazionale.
“Per due volte il solo è sorto là dove tramonta e per due volte è tramontato là dove sorge.”
Dobbiamo ai sacerdoti Egizi e a Eudosso il primo accenno al moto di precessione.
Dobbiamo ai greci l’unica razionale interpretazione di quello che oggi chiamiamo tempo.
Il tempo greco è cairologico, ossia occasionale. Il tempo è ciclico e una verità è tale solo e sole se si ripete nel tempo. Il moto di precessione è realtà. L’universo è reale. Ed è per questa ragione che il fisico si ostina a cercare disperatamente l’invarianza nella trasmutabilità del reale.
Il tempo odierno è, dunque, una convenzione umana e in quanto tale può essere cambiata. Non è razionale tramutare una convenzione atta a semplificare le relazioni umani in una proprietà intrinseca della natura. Non ha senso nemmeno attribuire al nostro universo un’età, perchè siamo stati noi ad introdurre questa concentualizzazione. Lo spazio stesso non è un contenitore, perchè ciò che sussiste in esso lo modifica inesorabilmente.
“La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso.”
“Talvolta un pensiero mi annebbia l’io: sono pazzi gli altri, o sono pazzo io?”
Ha senso parlare di tempo se non in stretta relazione con il concetto di movimento?
Purtroppo, si.
Il tempo scorre, per quanto possa essere una proprietà intrinseca nella convinzione che da millenni viviamo. Il tempo scorre, ad ogni modo. Il tempo scorre dentro di noi stessi e noi non lo sappiamo. Il tempo scorre ad ogni battito del nostro organo vitale: non scandisce unità, scandisce della vita.
Il tempo scorre mentre qualcuno ci prende per mano e ci porta con se; il tempo scorre quando qualcuno ci odia, quando qualcuno ci sbeffeggia, quando qualcuno ci guarda con occhi estranei, come se qualcuno fosse degno di farlo.
Il tempo scorre nella nostra mente, perchè intrinseco è tale nella nostra vita. Il tempo è vita, perchè noi, come giustamente affermi, abbiamo voluto sia tale.
Ma senza il tempo, non avremmo occasione di scandire la nostra vita, non avremmo occasione di frattagliarla.
Senza il tempo non esisterebbero piu’ i ricordi, perchè senza il tempo non esisterebbe un passato, un presente, un futuro.
Passato, presente e futuro, di fatto, non esistono.
Il tempo, di fatto, non esiste.
Innanzi a un evento costante, il tempo non esiste.
Esiste solo la trasmutabilità del reale.
In quanto esseri finiti e precari non riusciamo a percepire la realtà se non in termini spaziali o temporali. Ma un limite umano non è sufficiente ad attribuire ad una costruzione mentale come il tempo un valore sostanziale.
Allora tu non esisti, perchè non hai ricordi.
Io non esisto, perchè non ho ricordi.
Chi potrebbe esistere?