Hope

ovvero “come abbandonarsi nell’oblio dell’apatia empatica”

Semplice e conciso

Parliamoci chiaro.

Esistono frazioni temporali dove io non sono io; il mio me stesso esce allo scoperto, si fa un giro in piazza e distrugge tutto quello che trova.
Distrugge sorrisi, speranze, virtà, onori. Distrugge lo sguardo di chi con pietà mi porge la mano: “no grazie, preferisco eclissarmi senza ipocrisie”. Distrugge le richieste del mondo e nel mondo rifugia il suo odio.

Parliamoci chiaro.

Mi sono sempre sentito diverso, sempre. Ed ogni volta non ho mai cercato di apparire per qualcun altro. Sono io. Che vi piaccia o no, non ha importanza.

Parliamoci chiaro.

Sono strano, lunatico, incomprensibile, tediante. Offrirei qualunque cosa per dipingere un sorriso sul viso di chi se lo merita. E il più delle volte sbaglio. Continuo a sbagliare e sbaglio tutt’ora. Ma sono io, sono l’essere strano che alberga dentro di me; il mio cuore è fermo, stretto in un pugno: ecco perchè non lo sentite battere.

Parliamoci chiaro.

Non tengo a me stesso, non mi permetto il lusso di mostrarmi al mondo, provo ribrezzo per chi è così semplice e normale; come se il mondo non esistesse e fosse fermo.
Vorrei invertire il senso di questo globo e trascinar tutti per terra.

Parliamoci chiaro.

Mi sciolgo quando la musicalità dell’aria tocca i miei timpani, fa muovere i miei neuroni. Mi sciolgo quando qualcuno mi sorride, mi sciolgo quando sono utile a qualcuno.

Parliamoci chiaro.

Sono quello che sono, e me ne vanto. Mi vanto di essere me stesso, mi vanto di avere un qualcosa in piu’, mi vanto di non essere superbo come voi credete.

Mi vanto di non esser uguale agli altri. In tutto, per tutto.



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2 Commenti

  1. Ad eccezione di tediante, vada per tutto il resto.
    Ti vanti… Com’è giusto che tu faccia.

  2. Non sarebbe giusto, alla fin fine, ma il mio me stesso mi obbliga a farlo. E dal canto suo, ha pure ragione.

    (vada anche e SOPRATTUTTO per il tediante)

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