La mia progressione deriva dalla sua regressione (in senso buono, naturalmente); per Cristina

settembre 20th, 2008 § 4

Da qualche mese a questa parte, mi sento di poter annullare e recidere ogni barriera sociale tra gli esseri di questo pianeta.

Basta etichettare qualcuno come povero, ricco, infame, modesto, gentile, fascista, comunista o altro. Basta etichettare qualcuno secondo le proprie idee, sogni e speranze. Basta etichettare.

Sono cinque mesi, ormai, che una persona è diventata mia conoscente e, soprattutto, amica.

Non voglio introdurre questa persona, non sarebbe giusto; si introduce qualcosa quando la si vuole descrivere, la si vuole collocare in un posto ben preciso. Io, invece, proprio non so dove collocare quest’essere.

Voi tutti mi conoscete o, leggendo qualcosa di queste righe, avrete capito chi sono, come ragione e quali sono gli ideali che porto avanti a testa alta; io non vi conosco, posso dirlo tranquillamente. Non conosco tutti voi lettori (tranne qualche raro caso) ma il piacere di veder qualcuno commentare le mie blasfeme idee è sempre piacevole.

Un giorno una persona commentò uno dei miei soliti post “cinici/depressi”.
Questa persona continuò a commentare tutti i post successivi, lasciandomi così di stucco.

Provai a leggere il suo blog e rimasi quasi sconcertato nel veder che abisso c’era tra i miei e i suoi ideali, eppure qualcosa mi tratteneva dal lasciarla andare, qualcosa di forte e misterioso.

Decisi di conoscerla più a fondo, decisi di cercar un confronto e capire se avessi potuto trovar qualcosa in comune, così da dimostrar quello che ora è più che scontato: l’uguaglianza.

Parole, parole, parole.
Parole che ci hanno accompagnato per tanto tempo ora risuonano in un’aria celestiale, piena di luci e colori; parole che mi han fatto capire quanto l’universo sbagli a non accogliere in se una stella del genere, quanto la Luna sbagli a non risplendere per se stessa e per nessun altro.
Parole che mi han fatto capire quanto la progressione non conta, se durante questa progressione si riesce a regredire in qualunque situazione.

Ora mi basta sentir il suono della giovinezza per capire il significato della vita e dimostrare a tutto il mondo quanto qui tutti sbaglino a non volersi bene, a rinchiudersi tra barriere politico-sociali, a distreggiarsi tra le comuni idee che rendono questo mondo lo schifo che mostra.

Qui tutti sbagliano.

Tranne noi due.

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§ 4 Responses to “La mia progressione deriva dalla sua regressione (in senso buono, naturalmente); per Cristina”

  • ciribiribin scrive:

    uhm…
    qui tutti sbagliano… TRANNE NOI DUE.
    non posso dire altro giusto? :-)

    “E adesso che sono arrivato
    Fin qui grazie ai miei sogni
    Che cosa me ne faccio
    Della REALTÀ

    Adesso che non ho
    Più le mie illusioni
    Che cosa me ne frega
    Della VERITÀ

    Adesso che ho capito
    Come va il mondo
    Che cosa me ne faccio
    Della SINCERITÀ
    E adesso
    E adesso

    E adesso che non ho
    Più il mio motorino
    Che cosa me ne faccio
    Di una macchina

    Adesso che non c’è
    Più Topo Gigio
    Che cosa me ne frega
    Della Svizzera

    Adesso che non c‘è
    Più brava gente
    E tutti son più furbi
    Più furbi di me”

    Vasco Rossi

  • Francesco scrive:

    Potevi risparmiarti Vasco Rossi pero’ xD

  • @Le scrive:

    Sul serio oh, è ancora vivo? Hai capito il Francesco C. comunque. Ebbravo.

  • ciribiribin scrive:

    uffa f.
    non hai ancora accettato che potrei essere tua madre
    e come tale ho malinconie rimpianti attualmente vagamente “alla Vasco”?
    ti voglio bene :-)

    f.

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