Il mio cielo stellato
Ritirandomi osservavo il mio cielo stellato, stasera.
Un cielo mai visto prima: pieno di stelle, di magia, di fantasia. Stelle piccole, grandi, visibili, meno visibili, brillanti, spente. Il mio cielo stellato.
Rifletto su quello che sto affrontando, su quello che in questi giorni percorro. Rifletto sempre e solo su quell’idee di serenità, di felicità, di spensieratezza. Eppure, riflettendo, non giungo mai ad una conclusione. Rifletto troppo, e non serve. Proprio no.
Il mio cielo stellato era lì, questa sera. Bellissimo, ripeto. Sullo sfondo buio della mia anima si rifletteva lo splendore delle emozioni che l’Universo mi regala.
Bello, bello, bello, il mio cielo stellato.
Lunedì ho affrontato il mio esame di “maturità” (si fa per dire, mi sento meno maturo di prima). L’ho affrontato in un clima di umanità e non di solite ragioni sociali distorte che la gente ti propina, finendo di scrivere il tuo nome su di una generica lista nera. Ho affrontato il mio esame in perfetta calma, conscio dei miei limiti e conscio del fatto che l’unico mio limite sia il cielo. Ho affrontato il mio esame partendo in quarta, e finendo con il motore bruciato per la troppa velocità. Ho affrontato il mio esame verbiando astrusi concetti, sparlando di quello che “loro” volevano sentirsi dire. Ho affrontato il mio esame sperando che, un giorno, tutto questo mi porti a salire quelle maledette scale.
Lunedì ho affrontato il mio esame di “maturità” e questa sera mi ritiravo con il mio cielo stellato sopra di me, sotto di me, ovunque.
Bello, bello, bello, il mio cielo stellato.
Eppure i pensieri di quel vortice oscuro mi spingono tutt’ora a credere di non riuscire a cambiare; mi spingono tutt’ora a capire che, forse, sto sbagliando tutto; mi spingono tutt’ora a dire “forse non dovrei farlo”. Mi spingono da tempo, ormai, ma ancora non riesco a fermarmi, a fermare i miei occhi prima che si perdano nel mio cielo stellato.
Non riesco neanche più a scrivere, dai, diciamocelo; vedo gente scrivere pagliacciate e venir acclamate; vedo gente scrivere cavolate e venir osannate; vedo gente non scrivere nulla e pregare qualcuno lassù affinché trovino l’ispirazione.
Non riesco a scrivere più come prima e di questo soffro, perchè significa che ho superato il confine e non riesco a ritornar sui miei passi, non riesco a metter un piede dietro l’altro; non riesco, e mi perdo nel mio cielo stellato.
Bello, bello, bello, il mio cielo stellato.
Eppure, credo che dovrei smetter di alzar la testa, sperando.
Tags: confusione, emozioni, persone, sentimenti, speranza
Categoria: All This
e questo sarebbe non riuscire più a scrivere??????
questo è uno dei tuoi post più belli che hai mai scritto
fammi un piacere: non dire cazzate Fra!!!!
sei pronto…a tutto…e lo sai
Cristina
http://www.cicciapasticcia.ilcannocchiale.it
Pronto a nulla, forse.
hai ragione forse nemmeno io
ogni tanto mi faccio prendere dall’ottimismo
oggi invece non è giornata
L’ottimismo non esiste, come non esiste il pessimismo.
Esiste quello che vediamo, quello che sentiamo; non deve essere influenzato da qualche vaga corrente.
quando ci si è scaricati di tutto
di tutta l’adrenalina
di tutta la fiducia che ci muoveva
domani non è più nemmeno sabato
semplicemente non ce ne frega nulla
http://www.cicciapasticcia.ilcannocchiale.it
Quando ci si è scaricati di tutto
di tutta l’adrenalina
di tutta la fiducia che ci muoveva
domani non sarà più nemmeno domani
perchè se non siamo noi a crederci
nessuno crederà per noi.
Fra, ma alla fine com’é andato l’esame?
Devo scrivere anche di quello, cribbio.
Comunque ottimo :^