Mi sto rovinando.
Lentamente
giugno 27th, 2008 § 2
Scritti k.o.
giugno 26th, 2008 § 2
39.
Lunedì ultima tappa.
Sesso? Leggi il libretto!
giugno 25th, 2008 § 4
Attenzione: se sei una ragazzina che non sa che pesci pigliare (olè!) o un allupato arrivato tramite qualche keyword porno (aaargh), non leggere. Se rispecchi qualunque altra categoria, continua pure. Ma ti ho avvertito, sappilo.
Giorni fa a scuola consegnavano un giornalino (chiamarlo giornale sarebbe troppo) tutto impasticciato di consigli per la maturità, per l’università, per la vita. In poche parole, uno di quei giornalini scritti da nullatenenti per nullatenenti.
Fatto sta che proprio in quel momento avevo un urgente bisogno di carta per tappezzare le pareti della mia sala torture. Quindi, con grande padronanza della situazione, mi avvicino al tizio che distribuiva e domando “potrei averne uno?”.
Dieci minuti dopo riesco a uscire dalla montagna di giornalini consegnatami e ne prendo uno. Noto subito che il cosiddetto è avvolto in una carta plastificata: subito, la mia mente avida ed egoistà pensa “wow, ci sarà qualche cd o qualche cosa che mi farà esaltare come un bambino dopo aver rubato al supermercato!”.
Scarto con tutta la furia che ho in corpo (a volte mi meraviglio di quanto sia idiota, si).
Trovo solanto un libretto. Si, un libretto.
Dopo essermi ripreso dal brutale colpo (mi aspettavo qualcosa di utile), mi chiedo “bon, leggiamolo” (se non l’avessi letto avrei oziato in qualche altro modo, quindi…).
Non cito ne il titolo ne la casa editrice ne qualunque altra associazione che possa ridurmi al lastrico. Quindi limitatevi ad assaporare le mie arti occulte nel dirvi che questo libretto regala consigli sul sesso alle ragazzine che credono la propria vagina come un raccoglitore di rifiuti. » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «
E’ finita
giugno 17th, 2008 § 6
Domani esami.
E’ finita. Veramente finita, questa volta. Non sono, non siamo più al confronto di un’operazione di transizione da un anno all’altro, da un corso all’altro, da una situazione all’altra.
Mi rivolgo a coloro che con me hanno viaggiato quest’ultimi anni nella barca della felicità, del sorriso e delle normalissime quanto banali batoste di questa età. Mi rivolgo alla mia classe, mi rivolgo a quelli che forse lascerò, mi rivolgo a quelli che forse andranno avanti senza di me. Forse, forse, forse.
Non sono sicuro di nulla, non voglio esserlo. Sono sempre stato al mio posto, nella società scolastica e al mio posto continuo questo viaggio fino alla fine.
E’ finita. Veramente finita. E’ la notte prima, è la notte dei rimpianti, delle preoccupazioni e delle sciagure, questa. E’ la notte dove ognuno con un minimo d’animo si ferma a guardare un attimo in cielo e a pensare “cosa farò, ora?”.
Per la prima volta, nella mia vita, non so cosa fare. Non riesco a pensare a cosa io possa incontrare girato l’angolo. Non riesco a pensare a cosa io lasci, una volta girato l’angolo. Ripenso e ripenso sempre alle solite cose: andarmene, uscire, vivere lontano, farmi una vita vera.
Eppure, arrivo ogni volta alle stesse conclusioni.
Beh, sono grande. Sono “maturo”, come dovrebbe attestare quest’esame, per quanto io ci creda; magari dal profilo “scolastico”, ma da qualche tempo a questa parte ho iniziato a dubitare anch’io di questo profilo.
Eh beh, la consolazione c’è, ed è anche bella grossa: una volta superato questo, avrò finito e, con la giusta dose di forza, riuscirò ad emergere.
Si. Consideratemi ambizioso, egoista, superbo, materialista. Consideratemi come volete. In verità, non mi tocca. Mi tocca soltanto riuscire a credere al cedimento di questo muro, di questo presente.
Beh, ci si vede domani alle 8.30, a vomitare chili e chili di parole dalle nostre dita.
Chissà, magari qualcosa riuscirà a brillare.
Edit: ho vomitato tanto, tanto. L’emozione mi ha aiutato. In tutti i sensi (chi conosce le prove comprende).
Time is over
giugno 15th, 2008 § 8
Ho sviscerato quello che credo di esser ad una persona. Questa persona, stranamente, sorrideva. Alla fine, mi dice: “Si, esattamente come ti vedo”.
Ora, mi domando: chi altro mi vede realmente per quello che sono?
Nessuno, forse?
Time is over.
Che qualcuno mi fulminasse, ora!
giugno 13th, 2008 § 4
Fatemi una foto, richiedete un autografo, pretendete una cena insieme perchè stasera mi trovate felice.
Non so perchè. Cioè, lo so, ma non voglio ammetterlo. Perchè? Non domandatemelo, rispondetevi da soli. Capirete che è la più banale (seppur dolorosa) paura che esista al mondo: ho paura che tutto questo finisca.
Aaah, ma stavolta mi sentono, da lassù. Stavolta mi impongo, più di quanto abbia mai fatto. Non lascerò consolidare la faccenda come sempre. Stavolta ho io in pugno l’Universo. E se non è così, che qualcuno mi fulminasse, ora! All’istante!
… cinque minuti dopo…
Ok, a parte un piccolo tuono nel circondario, sono ancora vivo.
Ciò significa che la battaglia è iniziata e, questa volta, non vedrà il nostro Amico come vincitore.
Assolutamente, no.
Ira
giugno 11th, 2008 § 6
Rabbia, rabbia, rabbia.
Ho provato molte volte rabbia: per aver sbagliato, per esser stato deluso, per aver deluso, per altre cose.
La rabbia che più mi fa male, che più mi fa schifo però, è quella che scaturisce dall’ingratitudine e dall’autocommiserazione di una persona nei miei confronti.
Chiunque sia questa persona, chiunque. Chiunque si comporti in questo modo, automaticamente mi fa provare rabbia, ira. Pero’, a volte ci penso e dico: perchè dovrei prendermela per tutto questo?
E la risposta tutte le volte arriva ed è anche ben precisa: me la prendo perchè sempre e comunque, prima di tutto ciò, sono io a rimetterci. Mi aspetto un qualcosa poi, per il ritorno.
Ed invece che trovo? Facce stupide, infantili e idiote.
10 Giugno
giugno 10th, 2008 § 4
A volte, come sempre, tutte le volte, mi chiedo cosa debba fare per cambiare un po’ tutte le situazioni che nel mio “arrancar” in avanti si sono create. E, come tutte le volte, non riesco a trovar una risposta a questa mia domanda.
Sono le 11:46 di un 10 Giugno.
Sto ascoltando un pezzo di un artista giapponese; no, non sto imparando la lingua ne credo mai la imparerò (non ha neanche le parole questo pezzo, per dire).
Navigo sul web da circa mezz’ora, in cerca di qualche cosa che possa ispirarmi per alcuni miei progetti. In una finestrella pero’, vedo ancora schizzar in lungo e in largo la mappa concettuale della mia tesina. Bah, “tesina” è una parola grossa; vorrei, anzi, parlerò della Globalizzazione a questo esame di “maturità” che di maturità mi sa poco e nulla, » Dovresti cliccare qui per leggere il resto «
Eterno presente
giugno 9th, 2008 § 3
Ho una mano poggiata sempre e solo su quel muro. Più spingo, più non vado avanti. Più spingo più torno indietro. Più spingo, più il tempo continua a scorrere.
Mi domando cosa potrei fare se riuscissi a fermare il tempo: io in un posto, io in dieci posti, io in ogni angolo del mondo, contemporaneamente. Onniscente, sarebbe questa la capacità che otterrei.
Ma poi, alla fine, a cosa mi servirebbe, se nessuno potrebbe gioire con me dell’eterno presente?
A tanto, servirebbe a tanto. Credetemi.
(ps. qualcuno dice che io fumi. anche se fumassi, credo, non riuscirei a scrivere post insensati come questo, lol)
Universo
giugno 8th, 2008 § 0
Non c’è niente da capire.
Respiro l’aria che si è creata intorno quest’immagine mono. Nessun colore riempie questo mondo, fatevi un giro fuori, vedrete gli uccellini sugli alberi strozzar il proprio cinguettio per la paura che il fuoco li bruci.
I violoncelli incessanti gravano sull’aria di mezzanotte, uccidendo le lucciole che timide si aggirano nei dintorni del fatato castello.
Ioni di solitudine inondano l’oasi di quella spenta mente. Una divinità è la luna che nel cielo si plasma, proiettando i raggi sull’essere che il sole da tempo ha inglobato.
Tu, io, noi insieme mano nella mano. Vuoto sotto di noi, rocce pronte a franare sopra. Andante con brio, incalzante ritmo, nelle bianche nuvole dormiamo e vegliamo sul mondo che solo del suo universo ha necessario bisogno.
Il waltzer dei sogni
giugno 7th, 2008 § 2
Come in un waltzer in sogno mi appare quella luce che la sala inonda mentre danzando emana flebile dolcezza.
Come in un waltzer quei petali volano tra i rami della malinconia mentre il mondo implode per il sussulto della lontananza.
Come in un waltzer su quel prato volteggia la costellazione del dolore lasciando cadere i residui del dolore.
Quando le persone ti appaiono in sogno significa che hanno bisogno di vederti: perchè non riesco a crederci?
Io, una canzone
giugno 2nd, 2008 § 11
A volte mi domando che tipo di canzone potrei essere, se qualcuno componesse il mio io in melodia (a volte mi domando quante domande riesca a farmi in un secondo, per dire. magari dovrei smettere, neanche fosse droga).
Magari sarei una canzone rock, dove ogni strimpellio della chitarra elettrica indicasse la mia rabbia e ogni battito scandito dal basso puntualizzasse il mio cuore. Alla fine, pero’, credo che morirei.
Magari sarei un’opera lirica: la gran sonora voce di qualche artista ricoprirebbe la mia vita e la trasporterebbe in una casetta in montagna dove la parola chiave sarebbe solitudine. Alla fine, pero’, credo che morirei.
Magari sarei una ballata country piena d’allegria. Il banjo mi porterebbe a far un giro nelle sperdute praterie della mia anima che tanto ad un deserto somigliano. Alla fine, pero’, credo che morirei.
Magari sarei una semplice melodia suonata con un violino. La mia essenza si distribuirebbe su quelle corde e ogni vibrazione mi porterebbe a sorridere. Sorridere a chi mi sta di fronte, sorridere a chi mi guarda, sorridere a me stesso. Sarei una semplice melodia fluida ma allo stesso tempo trascinata dall’enorme peso delle promesse, dalla flebile aria dei ricordi e dal vuoto contenuto del cuore.
Alla fine, pero’, credo che non morirei in questo caso ma con il suono volerei, impadronendomi dell’udito di tutti gli esseri dell’universo.