Hope

ovvero "questa è pornografia, ma non puoi masturbarti su di essa"

Month: maggio 2008 (page 1 of 2)

Anoressia

"Ciao, ti piace saltare, a quanto vedo!"

Mi ricordo che così conobbi Alice.
Le piaceva fare skate. Non avevo mai visto ragazze fare skate in vita mia ma quel giorno mi si prospettava qualcosa di diverso.
Ero solito andar in quel minuscolo parco a correre con la mia tavola; più che correre, diciamo anche che strisciavo per terra con il mio fondoschiena la maggior parte del tempo!
Quel parco sembrava un set di un film, per quanto era curato: stradine in cemento liscio, nessun segno di rottura o crepe; ai lati folti cespugli le costeggiavano. Una distesa di verde e di allegria così bella da sembrar fasulla. Continue reading

Diverso?

Mi domando se esista la diversità.

No 'spe, pensiamoci due secondi. Cos'è diverso?

Per diverso etichettiamo quello che ci spaventa, quello che ci seduce, quello che già conosciamo ma che non vogliamo conoscere in un dato altro modo.

Diverso è quello che dall'alto scende in una coltre di nebbia, avvolgendoci, permettendoci di veder solo noi stessi e di intraveder qualcosa al di fuori. E poi nulla.
Diverso è quello che si paventa di esser normale.
Diverso è quella goccia di pioggia che scende ma non tocca il terreno, dissolvendosi prima.
Diverso è quello che molti vorrebbero essere, si. Ma alla fine, tutti uguali li vediamo.

E se noi vediamo l'uguaglianza, ditemi, chi vede la diversità?

Credo nessuno, a questo punto.

Lontano

"Sei forte Fra'. Arriverai lontano, me lo sento." (Gina)

... mi han detto.

Lontano... E chi ci crede più?

Vi giuro, devo ammettere che da qualche tempo il mio egocentrismo e la mia ambizione sono iniziati a vacillare. Si, non so perchè, sinceramente. Magari sono diventato debole, magari sono stato sempre un debole, magari non ho mai capito cosa sia la vera debolezza e mi nascondo dietro un cumulo di macerie che prima rappresentavano il mio fatato castello di cinismo, verità e sentimento.

Non piango per gli insuccessi, non piango per gli obbiettivi sfuggiti, non piango per le speranze che infrante calpestano il mio terreno ormai arido e bruciato.

Non mi lamento della mia vita come non mi lamento di raggiunger un giorno una morte. Non mi lamento di non costringere nessuno a guardarmi, non mi lamento di costringer qualcuno a guardarmi, non mi lamento di vedere qualcuno che mi osserva come per dire "che pena che mi fa, 'sto ragazzo".

Non vedo nessuno intorno a me e come vorrei non veder nessuno intorno a me. Ma, purtroppo, le sfide mi accolgono, come se fossi il giocatore con vite infinite, ogni volta. Ogni volta si fanno più difficili, ogni volta si fanno più pericolose, ogni volta il prezzo da pagare per entrare è altissimo e la vincita è irrisoria.

Ogni volta mi riprometto di vincere, questa volta. Ma poi perdo. E nel perdere mi accorgo che se avessi vinto, sarebbe stata la stessa cosa.

Poveri illusi

Mi domando se quello che stia facendo sia giusto. Mi domando se quello che stia pensando, sia giusto.
Mi domando se questa è la strada che devo precorrer,e se questa è la strada che devo rincorrere.
Mi domando se questa è la via che mi ha insegnato, tu, unico mio obbiettivo.
Mi domando se quello che sto scrivendo abbia o meno un senso, mi domando se la musica che stia ascoltando esista o sia soltanto una mera sequenza di ricordi nella mia mente.

A volte ho paura di sentirti, a volte ho paura di volerti. A volte ho paura di fare quello che mi chiedi ma lo faccio comunque. Perchè? Perchè? Perchè?

Non so rispondermi, non voglio risposte. Voglio che la luna questa notte sparisca frantumandosi in mille pezzi. Ogni pezzo dovrebbe cadere sulle corde di quel violino e ogni pezzo dovrebbe trasportar una carica così forte da far bruciare il cuore di quelle persone che lo suonano, quel violino.
Vorrei che quel bambino la smetta, ora, di fissarmi dal centro di quel lago ghiacciato. Vorrei aver il potere di risucchiargli l'anima e chiuderlo per l'eternità sotto una lastra di ghiaccio forte come l'acciaio e debole come la vita.

Vorrei cantare ora quello che sento e quello che ho dentro. Vorrei gridare ora dalla cima più alta di un monte, dalla stella più lontana dell'universo. Da li vorrei gridare e ogni grida dovrebbe distrugger gli ostacoli che dinanzi a me si fermano. Ogni grida dovrebbe divorare il cuore di quei poveri esseri che dall'alto guardano, non consapevoli di esser un gradino d'aria più in alto.

Vorrei avere il potere di riunire le stelle e di farle cadere, una ad una, in questo mondo che di stelle raramente ne ospita. Vorrei avere il potere di richiamar a me la terra, di espanderla in una superfice che di grazia ben poco abbia.

Vorrei smetterla di cercare il potere. Ma più ci provo, più non ci riesco.

E di questo me ne vanto, poveri illusi.

Il gatto e il cane, si

Ieri sera pizza con gli amici.

No, nulla di speciale a parte il solito trambusto pre/post-pizza: no tavoli, no posate, no cameriere ammiccanti, 1 ora di attesa, birre medie che sembravan quelle dei piloti delle Micro Machines.

Ora di ritiro, uhm, diciamo le una (1.00, sisi): non ricordo di preciso l'arrivo ma ricordo la partenza (qualche minuto prima, mi sembra).

Ma ora vi starete chiedendo: "beh?"

Me lo chiedo anch'io, sinceramente, ma c'è una cosa che si è rintanata nella mente durante il mio ritiro: un cane e un gatto.

No, 'spettate, non fuggite via! Non sono ne pazzo ne visionario (credo). Mi è rimasta "qui" perchè la scena non era delle miglior, ne di quelle già viste o di quelle con un lieto fine.

Il gatto era sdraiato sul ciglio di un marciapiede: evidente era il suo stato malconcio e distrutto; credo fortemente che qualche macchina l'abbia tranciato durante una folle corsa, come al solito (folle corsa che potrebbe portare alla morte del conducente, ricordiamolo!). Il mio lato cinico mi ha impedito, come sempre, di provar qualcosa ma un piccolo momento di "dolcezza" o, se vogliamo dire, di "tenerezza" (chiamatelo come volete, non che mi interessi più di tanto) ha aperto la porticina del mio egoismo e mi ha portato a respirar un po' d'aria: un cane, li vicino, leccava le ferite di quel misero, piccolo e menomato gattino.

Ora, mi viene spontaneamente da chiedermi: perchè? Il gatto forse è un Dio? Il cane era un crocerossino? Qualcuno ha spontaneamente pagato il cane per alleviare le sofferenze del gatto? Il gatto ha minacciato di non far la zampicure al cane se non l'avesse aiutato?

Ditemi, perchè? Io, sinceramente, non comprendo. Magari so cretino.

Favola della buona notte

Esistono persone che mai gli è passato per la mente di "fregarsene" di me, della mia vita, delle mie abitudini, delle mie speranze.

Ora, di botto, tutti a preoccuparsi.

Cosa, avete paura che non vi racconti la favola della buona notte?

Everything is gonna be alright

"Tutto bene".

Quante volte l'abbiamo sentito dire? Quante volte ce l'hanno detto? Quante volte me l'hanno detto?

Tante, tante, tante. Ma io non ho mai creduto a tutto ciò perchè se veramente qualcosa andasse per il verso giusto allora non avrei lo stimolo a cambiarle, le cose che non vanno per il verso giusto.

In fondo, credo sia giusto. Senza lo stimolo di cambiare le cose, le persone, la vita, sarei un cumulo di cenere in attesa del suo posto nel primo vagone del treno, suo amico, chiamato vento.

E pur di non essere preda degli eventi, preferisco mentire sul fatto che vada tutto bene.

Guestcast by Jennifer (cos'è un Guestcast?)

Non riesci a sentirlo? Clicca qui!

Ricordi (3)

Vivo per far fede alle promesse che i miei ricordi mi hanno spinto a fare.

A volte mi meraviglio di quello che scrivo nei miei nick su MSN.

Paradossalmente esatto

Sto diventando grande.

Ebbene si, sto per abbandonare la scatola della mia evoluzione. Dovrei entrare in un nuovo mondo: un mondo fatto di responsabilità, un mondo fatto di doveri, un mondo fatto di diritti, un mondo fatto di pensieri sempre e comunque tesi verso il futuro.

Mi ricordo qualche anno fa quando pensavo di esser già maturo e di esser "grande". Solo ora, arrivando alla soglia del "diventar grandi" mi accorgo che i miei pensieri erano sbagliati, infondati e troppo semplici per costituire qualcosa di veramente concreto.

Eppure continuo a ricordare qualche anno fa: la mia mente vagava libera per le molteplici vie di pensiero che esistono in questo mondo e non credevo a nulla, se non al mio ego e alla mia ambizione.

Con un occhio malinconico guardo al passato e mi domando "e se avessi cambiato qualcosa? e se non avessi scelto di fare questo o quello?". Mi domando sempre tante cose si, specie riguardo al futuro ma mai sono riuscito a darmi una risposta.

Ma, credo, sia meglio così. Non ho bisogno di darmi una risposta a domande che traggono vita dal passato, perchè nel passato ho fatto scelte che in ogni caso hanno modificato la visione di un futuro prossimo, cercando di plasmarlo nel miglior modo possibile.

Plasmarlo. Sarebbe bello si, se non esistesse il destino. Ma continuo a ripetermi quanto il destino valga poco per la mia fede e quanto esso sia la cosa più importante del mio credo. Un paradosso, ecco quello che è il mio pensiero. Un paradosso speciale, colmo di suoni e parole, colmo di immagini che repentive sfrecciano nella mia testa, lasciandomi una scia di felicità o tristezza, a seconda dei casi.

E' un paradosso, vero. Come è un paradosso pensare di non poter cambiare il proprio destino, le proprie stelle, la propria strada; perchè è già stata segnata, magari, ma non c'è nessuna indicazione che dica come  percorrerla, 'sta strada.

La pioggia sulla strada

Basterebbe una semplice occhiata.

Basterebbe un semplice sorriso a quello che sei, per dimenticare tutto e tutti. Basterebbe che venissi qui a leggere, che venissi qui a tenermi la mano, che venissi qui a danzare sulle nuvole che ricoprono il mio cielo: ogni tocco cancellerebbe le nuvole, portandosi via la pioggia che sul mio viso da troppo tempo oramai ricade.

Basterebbe che venissi qui a leggere per comprendere quanto io sia perso in questa strada, oramai. Non vedo fiori sui cigli alle mie estremità, non vedo il sole all'orizzonte che illumini il tragitto, non vedo persone farmi "ciao" con la manina in attesa che li raggiunga. Non vedo nulla, tranne quella pioggia che da troppo tempo oramai ricade su questa strada. Sulla pioggia scivolo e scivolano via le mie identità, i miei sogni, le mie speranze, le mie felicità. Continue reading

Guestcast + Tark = accoppiata vincente

Vorrei ringraziare il magnifico tocco di Tark per il bellissimo banner che pubblicizza la nuova iniziativa che ho lanciato un mese fa.
Potete ammirare l'immagine in tutto il suo splendore qui a destra, nella prima colonna di questo nuovo layout del blog.
Il banner mostra un essere che esclama con forza un grande "Fatti sentire!": spinge tutte le persone che credono nell'arte e nella musica ad uscir fuori dal guscio e farsi sentire, appunto, su questo blog, leggendo un post a scelta.

Riguardo l'iniziativa, potete legger tutto al riguardo qui.

Ringrazio ancora il tocco superlativo di Tark che, con grande serietà e passione ha sfornato una creazione in pochissimo tempo (si, credo sia un mostro, NdR).

Ricordi (2)

Sto' pensando ad un ricordo.
Sto' pensando al profumo di quel ricordo. Si, al profumo. Quando incontro una persona l'annuso, anche senza farmene accorgere. Perchè mi costruisco un ricordo, così facendo. Mi costruisco un'immagine accompagnata da un odore che, un giorno, sentirò di nuovo.

E in quel caso capirò se ho di fronte la persona che ho conosciuto o soltanto il suo ricordo.

Un piccolo reply di un thread su di un forum di un'amica. Non so a cosa pensavo mentre lo scrivevo, sinceramente.

Older posts

© 2014 Hope

Theme by Anders NorenUp ↑