Hope

ovvero “come abbandonarsi nell’oblio dell’apatia empatica”

Toccar le stelle

A volte provo un’immensa pena per coloro che mi dicono di “toccar le stelle”:

Tizio: sai ho toccato le stelle quando lei mi ha abbracciato
Io: tanto valeva che ne prendevi un paio e me le davi: credo fruttino un mucchio di soldi

Non per qualcosa, eh, ma proprio non riesco a capire come si possan toccare le stelle. Suvvia, siamo realisti: magari fantasticamente si arriva anche a toccar le stelle grazie a qualche empirico sentimento come l’amore o l’amicizia ma, quando tutto finisce, che si fa? Si resta aggrappati alle stelle?

Ora comprendo il misterioso perchè non ci siano piu’ stelle in cielo ma ne splenda soltanto una: si vede che nessuno ha avuto l’onore di aggrapparsi ad essa.




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8 Commenti

  1. vero…è inutile dire toccare le stelle…puff…tokki le stelle e poi ti ritrovi pericolosamente cn i piedi x terra..tnt vale restare sempre a terra…almeno fai passi + sicuri…

  2. esiste davvero qualcuno che usa quell’espressione verbale? Io gli riderei in faccia.

  3. Magari riuscissi a rimanere sempre a terra!

  4. Io sapevo quella di “toccare il cielo con un dito”.
    Che poi anche quella … perché solo con un dito? Già che c’eri non potevi usare tutte e due le mani?

  5. quoto Sh.
    Comunque:
    >
    Frà, lui aveva già capito tutto.

  6. @Sh: appunto, lol.
    @Akito: l’altra mano era occupata ad asciugar le lacrime.
    @syd: direi che me > * && me >= me

  7. un uomo, anzi l’uomo una volta disse: SIAMO REALISTI ,ESIGIAMO L’IMPOSSIBILE!

  8. Almeno qualcosa di “giusto” l’uomo l’ha detta, alla fin fine.

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