Nonnina
Ho deciso di mangiarmi una pizza questa sera. Fin qui nulla di strano anzi, arrivo proprio ora da un’abbuffata senza precedenti.
La pizzeria e’ la solita, quella del mio vecchio maestro di sax. Solita gente, soliti tavoli, soliti orari.
Conosco la nonna di questo mio maestro; avra’ all’incirca un’ottantina d’anni e, come questo sporco mondo vuole, oramai e’ distrutta dall’artrosi.
Entro nel locale e mi dirigo nelle cucine per salutare un po’ tutti, diciamo, ma prima di entrar nel loco cucinario, mi imbatto in questa nonnina seduta ad un tavolo vicino al muro. Capelli bianchi, croce raffigurante un Gesu’ Cristo oramai disperso in questo mondo, vestiti passanti da tonalita’ scure a tonalita’ piu’ chiare, restando su una piccola scala di grigi saturati. Il bastone, appoggiato alla sedia, fa da contorno ad una scena che non mostra ne pieta’ ne compassione ma soltanto un po’ di tristezza, nel veder una vita riducersi in questo stato, per colpa di un destino beffardo e maligno.
Mangiava la nonnina o, almeno, tentava di mangiare. Le sue mani ormai deforme non gli permettono di impugnar correttamente un cucchiaio, strumento indispensabile per gustar un po’ di semplice brodo, allorche’ mi avvicino e le domando cortesemente per un qualche eventuale aiuto. Mi risponde di no e mi chiede di sedermi. Non avendo nessuna fretta e nessuna voglia di lasciarla sola, mi siedo di fronte a lei. La vedo mangiar con un po’ di sofferenza: forse il dolor alle giunture delle mani, forse il non aver piu’ nessun dente. Lascia molto nel piatto, quasi tutto quando, prendendo un fazzoletto dal grembiule indossato, si pulisce il viso per poi verbiare verso di me una cosa del genere: vedi come mi sono ridotta? sono passata vicino la morte per ben due volte, perche’ il Signore non ha deciso di finirla una volta per tutte? non per me ma per gli altri, ai quali creo solo fastidio.
Una frase scioccante, una frase che racchiude dentro di se un’intera vita. Una frase di un soldato prigioniero dall’altra parte del fronte, dove le forze nemiche tempestano.
Una frase che dovrebbe farvi pensare, credo. Forse non a voi ma a molte, molte persone.
Categoria: All This
Terribile quando un anziano si riduce a desiderare la morte.
Soprattutto se pensi che potresti ridurti così pure tu.
Non sia mai. Speriamo che sia vero quello che cantavano gli AIC, “We Die Young”.