Non capisco. Proprio no.
Giorni fa e’ stato investito il mio gatto. Fortunatamente, sta bene.
Ma non riesco a spiegarmi una cosa: perche’ lei in telegiornale e il mio gatto no?
No freni no party
giugno 30th, 2007 § 8
Ulala
giugno 22nd, 2007 § 33
Credevo non sarebbe mai arrivato niente e che questo post non portasse nessun effetto: mi ero sbagliato! Una domanda è arrivata stasera alla mia casella di posta, recitando:
Ti fai di canne per scrivere il tuo blog?
Lascio anonimo il mittente (si, provo pietà anch’io, qualche volta) e rispondo pubblicamente:
Sinceramente no, ma ci sono tizi che fumano per inviare domande senza senso :^
Poveri mortali
giugno 22nd, 2007 § 3
Non parlo mai del mio passato. Non ne ho mai parlato e mai ne parlerò, credo. Ma a volte parlare del passato, anche se solo nella propria mente, è divertente.
Scusate, non ho trovato un termine adatto. “Divertente” mi è sembrato discreto, anche se non c’entra proprio nulla.
Eppure, qualcosa di divertente nel passato la si trova sempre. Sfido tutti voi a ricordare cosa facevate da piccoli: magari, qualche individuo continua a farlo tutt’ora (oziare? Nah. Al massimo, defacare nel pannolino). Mi rendo conto che non esiste un senso preciso per parlare del passato: se ne parla quando si vuole ricordare qualcosa a qualcuno, se ne parla quando si cerca di ricordare qualcosa a se stessi, se ne parla quando si cerca di dimenticare.
Ecco, dimenticare. Non credo sia possibile dimenticare qualcosa, nel caso in cui quel “qualcosa” abbia profanato prepotentemente il tempio della nostra mente, distruggendo qualunque ostacolo intento a fermare la sua avanzata.
Ma credo che siate degli sciocchi, lasciando che quel “qualcosa” distruggesse anche la vostra volontà. Poveri mortali.
Spostamento in pillole
giugno 21st, 2007 § 3
Ho il ventilatore a fianco, sapete? Sposta un po’ d’aria, vero, ma che senso ha spostare dell’aria di per se gia’ calda?
Piu’ che altro, mettiamo da parte la fisica e distogliamo la mente dallo spostamento e pensiamo al nostro corpo: siamo avvolti dall’aria, ne siamo parte (in fondo qualcuno la respira) e la inquiniamo (in fondo qualcuno vive). Quindi, che senso ha cercare di cambiarla, quando siamo noi a crearla?
Il caldo miete vittime assurde, eh. Possiede talmente tanto potere che mi induce a scrivire un simil post con alcune cavolate in pillole, quali:
- mi accorgo sempre di piu’ che io posso. Non pecco di superbia, eh. Solo che posso.
- la gente normale non comprende la vita ma riesce a viverla. La gente anormale comprende la vita ma non riesce a viverla.
- i commenti si fanno sempre piu’ filosofici. Sara’ che qui non si dorme?
- a tutti i giovani, non lavorate: i vostri ipotetici datori di lavoro saranno sempre meno seri al riguardo delle vostre aspettative su di essi.
- post inutili come questo sono dettati dal caldo, eh. Non e’ colpa mia.
Normalità
giugno 10th, 2007 § 7
Odio la normalita’. Non per qualcosa o per qualcuno, eh. La odio perche’ rende tutto cosi’ “simile” (appunto, normale). Pero’, la normalita’ serve agli esseri normali per essere tali.
E io che la odio, cosa sono?
Resoconto annuale!?
giugno 7th, 2007 § 6
Un altro anno scolastico e’ finito. Cioe’, questo post doveva prestarsi a posare per il blog gia’ dal mese di Marzo, ma le nefaste conseguenze provocate da un innominato Dio della scuola si sarebbero ripercosse sulla mia anima, quindi meglio pazientare e accontentare tutti scrivendo quattro righe all’intro del mese di Giugno.
Coff… Dicevo: un altro anno scolastico e’ finito. E come al solito, le conclusioni da tirare fuori da questi nove mesi sono sempre le solite: la societa’ funziona con un paio di mammelle come carburante, la scuola moderna e’ da etichettarsi come “io-sono-la-migliore-perche’-mi-chiudo-in-bagno-con-il-prof-decrepito” e, per finire, l’inesattezza strutturale de “Fioroni e la sua magica riforma”.
Oh, no. Fortunatamente (o “sfortunatamente” ?) non ho una notte prima degli esami quest’anno: non ho da sfasciare una porche appena uscita da una manodopera composta da cinesi e cani con la rabbia, non ho da scoprire mio padre con una prof alquanto succinta per essere tale e non ho da sbattermi come un idiota su una tesina che deve pronta in formato cartaceo e non multimediale (molte volte, mentre assisto agli orientamenti degli essere provenienti dalle scuole medie, mi verrebbe voglia di andarmene e attaccare un cartello all’entrata della scuola, con una frase tipo “Qui si vendono stronzate”).
Si vede che ho visto qualche film, negli ultimi tempi, come si vede che non ho perso l’abitudine di usare citazioni complici di qualche film di serie D. Ma la falsa caparbieta’ di certi elementi mi impone di trovare un livello adatto a quest’ultimi.
Ma, ritornando al nostro discorso, volevo introdurre come la magica riforma, introdotta da una persona simile ad un fiore di loto sbocciato in Brasile, sia il piede di porco per l’apertura di una nuova era, quella del “disfattismo scolastico”.
Se avessi un paio di milioni da scommettere, punterei tutto sull’abbassamento in modo esponenziale dei risultati conseguiti quest’anno dagli alunni sottoposti ai magnifici esami di maturita’, ma purtroppo non sono cosi’ ricco.
Pensandoci, se lo fossi non sarei qui ora, a scrivere qualcosa di cui nemmeno l’Italia si preoccupa.
E poi dicono che i giovani sono il futuro. Si, lo sono perche’ gli adulti moriranno, prima o poi.
Il mondo ti è vicino
giugno 3rd, 2007 § 2
Questa volta non posso essere chiaro come la luce, poiche’ non posso creare un’antisonanza tale da poter collegare un nome ad una sensazione. Ma una cosa e’ certa: il mondo ti e’ vicino. Non preoccuparti Valentina, non sei sola.
Sporca Italia
giugno 2nd, 2007 § 6
Piu’ rimango dietro a seguire questa sporca Italia, piu’ mi rendo conto di quanto il mondo sia diventato un ambiente malfamato. E non mi riferisco ai ghetti, cosi’ usando questo termine per farmi superiore e dimostrare che “io-conosco-e-voi-no”, o ad altri ambienti di stampo americano preapocalittico; mi riferisco proprio a questa sporca Italia.
Oggi pranzavo. Mi sembra abbastanza normale pranzare verso le 13.10, no? Come mi sembra abbastanza normale pranzare con un piatto di spaghetti venuti anche male, complice il pescivendolo insidioso sotto casa che invece di andarsene persiste nell’usare quel maledetto clacson, anche dopo ripetute padellate sul cofano. Non mi sembra affatto normale, invece, il concordare dell’orario telegiornalistico con il beneamato pranzo (o magari sono io anormale). Mi sono bastati un paio di titoli e qualche inchiesta per rigurgitare, dopo solo quattro minuti dall’entrata del cibo nel mio esofago, tutto quello che ho mangiato.
L’Italia mi fa schifo, signori. E non lo dico perche’ la odio o perche’ voglia fuggire di qui, tutt’altro. Succedono cose di tutti i tipi e, come al solito, ognuno mi dice frasi del tipo “tutte queste cose succedono anche negli altri paesi”.
Hanno ragione si, ma io credo che dimostrare del patriottismo non significhi solo comprarsi una bandiera e sfasciare macchine ogni tre chilometri perche’ la nostra “eroina” valletta ha mostrato i propri gioielli su qualche calendario, ma cercare di rendere il proprio paese migliore o, almeno, abitabile.
Il bello e’ che, del patriottismo, me ne frego.