Rose

maggio 28th, 2007 § 8

Rose per il morto, rose per la vita.
Rose per chi ha vissuto e per chi non c’e’ mai riuscito.
Rose appassite, rose piene di vita.
Rose per chi ha dato, rose per chi ha solo ricevuto.
Rose per gli intelligenti che mentono, rose per gli stupidi che non hanno mai detto una bugia.
Rose per il mondo, rose per una sola persona.
Rose e petali sparsi per le vie di New York e solo spine per i deserti dell’Africa.
Rose per chi ha cantato almeno una volta una canzone d’amore, rose per chi non ha mai capito cosa sia l’amore.
Rose per i nerd, nessuna rosa per chi li disprezza.
Spine per gli amici, rose per i nemici.
Rose per chi ha ingannato e rose per chi e’ stato ingannato.
Rose per la musica, rose per chi non puo’ ascoltare.
Rose per chi sa parlare, rose per chi riesce solo scrivere.
Rose per chi studia per un futuro, rose per chi non studia ed ha gia’ un futuro.
Rose per chi piange, rose per chi non ha mai pianto.
Rose per ognuno che prova sentimenti, petali bruciati per chi ha provato troppo.
Rose per chi ha ucciso, spine per chi ha desiderato la morte.
Rose per te e per tutti gli altri, nessuna rosa per me.
Rose per chi vuole bene, rose per chi non ha nessuno a cui volere bene.
Rose per la felicita’, rose per la tristezza.
Rose per l’universo e per le stelle, una rosa bianca per la luna.
Rose per chi crede in Dio, rose per chi non ha trovato mai la fede.
Rose per chi non ha paura, spine per coloro che amano la paura.
Rose nere per i codardi, nessuna rosa per i coraggiosi.
Rose per chi ha cercato invano, spine insanguinate per chi ha trovato tutto ma non si e’ mai saziato.
Rose per la terra, madre di tutte le rose.

Guestcast by Jennifer (cos’è un Guestcast?)

Magari

maggio 27th, 2007 § 1

Ore 22.53
Fuori piove. La tempesta e’ iniziata verso le 21 e non accenna a smettere. Perche’ piova, rimane un mistero. E’ stato un giorno afoso, oggi. Un giorno di quelli che ti porta sul treno destinato alla spiaggia piu’ vicina. Ma anche senza treno, alla fin fine. Basta munirsi di costanza e di scarpe comede, per raggiungere la spiaggia. O magari aspetti un bus, anche se di domenica la vedo male. Al massimo, giu’ in strada per l’autostop e si e’ sicuri di arrivare.

Ma, una volta arrivati, che si fa? Ti siedi sulla sabbia, fissi il mare infinito. E poi? Ti butti in acqua, nuoti per un centinaio di metri, magari ti becchi un qualche fungo alla pelle o incontri una seppia che ti chiede quale corrente prendere per raggiungere il Pacifico. Ti senti un supremo saltando da qualche scoglio, per poi trovarti impossibilitato nel guidare perche’ hai un piede graffiato. Ritorni in spiaggia, magari ti stendi al sole con la tua asciugamano firmata da qualche importante stilista, magari sfogli una rivista sulla salute del mondo, fresca fresca di stampa, solo per far vedere che qualcosa, del mondo, te ne frega. O magari, per indovinare da quante pagine e’ composta.

Ecco. Questo sarebbe il mare, la spiaggia, in una giornata “tipo”. Giornata tipo la loro, forse. Ma non credo la nostra. Si preferisce nuotare soli per un chilometro, se il cuore regge. Si preferisce uscire di scena con un’asciugamano raccattata nel mercato sotto casa. Si preferisce non leggere niente, perche’ il mare e’ l’unico posto dove non vuoi fare niente. Si preferisce camminare, magari per non sentire continuamente la vicina d’ombrellone lamentarsi sulle condizioni precarie dell’ASL di turno, nella quale tu sei il direttore responsabile, sempre se una figura del genere esista, in una ASL.

Beh, preferisci tutto questo alle solite giornate “tipo”. Perche’ sai di non essere uno di loro e neanche di aver mai avuto una giornata “tipo”. Ecco perche’ hai paura di diventare monotono, di vivere la stessa vita, di trovarti un lavoro stabile che ti annoiera’ tutti i giorni, fino alla morte (si sa, le pensioni sono quel che sono).

Ore 23.06
Ho passato un dieci minuti a scrivere qualcosa, che poi qualcosa non e’, dato che non ha nessun senso, ne un capo e ne una coda. Magari, qualcuno leggera’ qualcosa dentro queste parole; magari no.

Debolezza

maggio 27th, 2007 § 4

Per voi cos’e’ la debolezza?
Io, francamente, non la conosco. Ma non da parte mia: da parte del mondo. Uscite un attimo fuori e guardatevi intorno: pensiate che il mondo mostri debolezza per quello che succede ogni giorno? Pensate che il mondo sia debole nei confronti delle persone che stanno male?

Sinceramente, di questi due aspetti mi importa pochissimo. Chiamatemi cinico, cattivo, egoista. Si, lo sono, ma non starei scrivendo qui se non lo fossi, no?

Il bello, poi, e’ vedere le persone che si accusano l’un l’altro di debolezza; credo che la debolezza non possa essere applicata agli essere umani, poiche’ e’ l’umanita’ stessa che la crea. Non esisterebbero guerre senza debolezza. Non esisterebbe la morte, senza la debolezza.

Ma non credo una persona possa essere considerata debole. Lo e’ il mondo, l’umanita’, ma non la persona in se.

Luce e sangue

maggio 24th, 2007 § 5

Vi siete domandati perche’ i cani attraversano la strada esattamente nel momento piu’ inopportuno?

Io si, e sono giunto alla conclusione che le azioni da compiere, in questi casi, sono due: sterzare il piu’ possibile per cercare di evitarli, magari prendendo in pieno un lampione che poi cadra’ inesorabilmente sulla vostra testa, o ucciderli.

Voi cosa preferite?

Il vendicatore

maggio 13th, 2007 § 9

Dovrei dire “la” vendicatrice, complice un femminile affibiato ad un aggettivo appartenente alla normale lingua italiana.

No, molti di voi non avranno capito che parlo di questo e questo.

Vorrei ringraziare questa mia simpatica lettrice per aver puntualizzato su moltissime cose (indice di attenzione e gusto per il mio blog) e avermi fatto notare alcuni miei errori di grammatica (che poi, non coincide con l’ortografia). Come ho sempre detto, comunque, non amo l’italiano e forse saro’ anche ignorante ma parlo non per il gusto di mostrare le mie capacita’ letterarie ma per esprimere concetti che chiunque non avrebbe il coraggio per farlo.

Saltando tutto cio’, mi accingo a commentare l’ultimo commento (gran bel gioco di parole) lasciatomi da questa mia lettrice. Non voglio improvvisarmi psichiatra o amico di tutti e di nessuno, perche’ non saprei come fare. Vorrei solo puntualizzare il gran carattere esposto dal commento e, in un certo senso, complimentarmi.

Spero che questo post non abbia portato paura nei propri confronti e spero ancor di piu’ in qualche altro nuovo commento riguardo i miei orrori grammaticali.

Con affetto.

Lettera al cuore del mondo.

maggio 13th, 2007 § 0

Salve,
Non vorrei iniziare scrivendo eufemismi su quanto sia brutta la vita o su quanto sia terribile il vostro mondo, perche’ non lo e’ o almeno, e’ tutta colpa della nostra mente se il mondo presentasse il proprio aspetto in questo modo.
Vorrei scriverle molte cose che attingano da vari argomenti. In generale, vorrei domandarvi attraverso i miei scritti delle situazioni particolari, credendo voi possiate spiegarle.
Molto probabilmente, questa lettera non diverra’ di dominio pubblico: questo vuol dire che la leggeremo solo io e lei, signore.

Mi sembra riduttivo chiamarla signore: siete il cuore del mondo, date vita alla terra, non credo amiate vestirvi in frac e ballare un lento nel mentre vi chiedete cosa fate questa sera, qui.

Oibo’, mi rendo conto che l’incipit di questa lettera sembra essere predestinato pre un dio o per un essere di una portata immaginabile per noi umani, quando invece questa lettera e’ destinata alla felicita’ di un essere normale e, nel frattempo, piu’ unico che raro.

Vorrei chiederle come mai avete permesso ad una vita di spegnersi, oggi. Vorrei chiederle perche’ mai non avete ostacolato quella che gli umani chiamano “guerra”. Vorrei chiederle in quale caso guardare negli occhi una persona porta alla felicita’ piu’ estrema. Vorrei chiederle perche’, alle volte, siete cosi’ ingiusto da farci credere che tutto sia un inganno astrale, manipolato da qualche essere che si diverte a mangiare sulla scacchiera.

Vorrei chiederle tutte queste cose, ma mi sembra inutile chiederle. Vorrei domandarvi tutte queste cose, ma mi sembra inutile domandarvele.

Allora, con mio immenso piacere, svio il tema di questa lettera lungo un nuovo binario, imboccato nella stazione dei desideri. Il mezzo di locomozione e’ una vecchia locomotiva: spenta, singhiozzante e senza voglia di vivere, tranne che per arrivare alla stazione numero 13, ove la realta’ regna incontrastata e spiegare al capo stazione che lei e’ riuscita nel suo intento: sognare.

Vorrei ringraziarla, sviando di nuovo il senso di questa lettera. Vorrei ringraziarla per avermi reso partecipe della felicita’ e dell’amore. Vorrei ringraziarla per la sua esistenza e per l’esistenza dei sogni. Vorrei ringraziarla per il sogno, e per l’aver sognato. Vorrei ringraziarla per il tempo trascorso e per quello che trascorrera’.

Vorrei ringraziare per aver creato l’unicita’ e la perfezione. Vorrei ringraziarla in anticipo per la vostra protezione, in caso io non ne sia piu’ in grado.

Vorrei soltanto ringraziarla. Ma sarebbe riduttivo farlo, avendo creato un cuore piu’ grande del suo.

Grazie,

Francesco

Comunicazione di masse

maggio 13th, 2007 § 1

Dato che da soli non si arriva a combinare un bel niente, avrei da proporvi un’ideuzza che e’ male per me, ma credo diabolica per voi.

Scrivete una email a blog.hope[at]gmail[dot]com. Il testo di questa email dovrebbe essere una domanda. Una sola e unica domanda. Potete domandare quello che vi passa per la testa, domandare cose assurde e fantascientifiche, cose che neanche Marzullo si sarebbe mai immaginato di domandare.

Rispondero’ pubblicamente ad ogni vostra domanda, omettendo naturalmente il mittente (e facendogli esplodere la casa).

La bonta’ confusa con l’amore

maggio 11th, 2007 § 5

Qualcuno disse: “I malvagi obbediscono per paura; i buoni, per amore.”

Secondo il mio modesto pensiero, e’ inesatto. Perche’ i buoni agiscono per paura di non ricevere amore, non per darlo.

Avete il coraggio di contraddire? Sicuramente si, ma escluderei i buoni, poiche’ sarebbero sicuri di non ricevere amore, da qui.

Quel muro

maggio 11th, 2007 § 4

E ti rendi conto troppo tardi che calmarsi non serve a niente. Te ne rendi conto quanto hai finito di picchiare quel muro, dove le scie di sangue annegano nel mare di bianco e cemento. Lo capisci quando hai difficolta a scrivere con entrambe le mani un orribile post su di un blog che sembra un cimitero.

Ti rendi conto troppo tardi di tutto quello che non sei riuscito ad esprimere. Lo capisci quando la tua mente ti posizionera’ ad un bivio dove ogni strada porta al non riuscire mai ad esprimerti.

Ti rendi conto troppo tardi che tutto e’ sempre stato troppo poco.

E continui a picchiare quel muro, inerme di fronte ai tuoi colpi. E lo colpisci ancora di piu’, ancora piu’ forte, con la convinzione di non riuscire mai ad abbatterlo. Con la convinzione che non riuscirai mai a dimostrare nulla, nella tua vita.

9 Maggio 2007

maggio 9th, 2007 § 3

Non dimentichero’ mai quest’infausto giorno. Non dimentichero’ mai l’ultimo saluto ad un mondo che mi ha dato troppo e non mi ha dato niente. Non dimentichero’ mai quel mondo dove l’oscurita’ non esiste. Non dimentichero’ mai quella strada, quell’ostacolo, quella barriera cosi’ sottile e cosi’ resistente, in grado di separare la felicita’ dalla tristezza.

Non dimentichero’ tutte le lacrime versate da quell’essere. Non dimentichero’ mai il tempo guadagnato nel perdere tempo. Non dimentichero’ quel cuore, come non dimentichero’ quell’anima.

Non dimentichero’ nulla. E vorrei dimenticare tutto.

Ecstasi

maggio 4th, 2007 § 3

Dicono che il giornalismo sia verita’. Dicono che il giornalismo sia un punto di riferimento per molti giovani, i quali credono ancora di essere in un videogame.

Io dico che il giornalismo dovrebbe essere almeno attinente ai significati attribuiti sopra. Eppure, troviamo sempre e solo spazzatura, ricette su come cucinare le barbabietole e i famosi “101 modi per uccidere un fagiano e raccoglierlo utilizzando un gatto al posto del solito cane”.

Da oggi, prometto solennemente sull’onore di questa Repubblica Italiana fondata sul lavoro (altrui) nell’impegno di questo blog nel diffondere solo materiale utile alla vita dei giovani, alla felicita’ delle mamme e abbastanza spinto per i pervertiti di turno!

… la flèbo si stacco’ e Finalfire rivide la luce…

Dove sono?

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