Condannati ad essere semplici
In molti casi, le persone normali non riesco ad afferrare il senso di qualsiasi cosa si trovi sulla loro strada. C’e’ chi pensa che un gatto nel centro di una strada sia un segno di sciagura, mentre invece ha solo fame e cerca di superare l’odissea dell’asfalto per arrivare ad un bidone della spazzatura. C’e’ chi pensa che l’essere stolti sia sinonimo di ignoranza, quando invece gli stolti trovano la forza di piantare la bandiera delle proprie idee nella mente di altre persone.
C’e’ chi pensa (sprecando la propria vita, tra le altre cose) a tutti i modi possibili e immaginabili di poter colpire una persona al cuore: magari con una frase, con un ricordo, con un cenno ad un sentimento vissuto, con una franca negativita’ ad una speranza oramai morta. Invece, non si accorgono che sulla loro testa pende la piu’ temibile delle taglie: essere un’anima completamente vuota, un’anima mortale (il paradosso sottolinea l’impossibile e orrenda taglia).
Non riescono a capire che, al cospetto di una mente superiore, non possono far nulla, se non arrendersi.
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Il fatto č che non importa essere menti superiori, gente normale, o completi beoti. E’ essere felici che conta. E le menti superiori purtroppo raramente ci riescono.
Forse preferirei essere molto piů stupido ma riuscire a divertirmi come tutti.
Ma anche no.
Essere troppo stupidi riconduce al non capire la vera felicita’.
Una mente conscia del mondo e del tempo puo’ trovare diverse difficolta’ per raggiungere la felicita’, ma incontrato l’obbiettivo il cuore sara’ pronto a far posto a codesto sentimento.
Come si soleva ripeterci io e il mio esperimento personale (uno con il cervello completamente diverso dal mio, n.d.s.)
“Beato te che non capisci mai un cazzo”.
Ci sarebbe anche da fare distinzione tra spensieratezza, gioia e felicitŕ.