Il solito punto
Diciamo che, bene o male, si finisce sempre nel solito punto dal quale si e’ partiti. Lo penso perche’, causa imminente tempesta cerebrolare, impegnandoci con tutte le nostre forze non sia possibile cambiare quello che si pensa all’inizio di una storia.
Non e’ possibile cambiarlo poiche’ cambierebbe la storia stessa, la quale non possiede anima o carne. Una storia e’ alimentata dalla nostra percezione della realta’ e dal senso di fantasia che assumiamo in essa.
Con queste parole identifico quello che vorrebbe essere il senso di questo post senza senso (paradossalmente esatto, no?): come un semplice effetto possa cambiare le nostre idee.
Credo sia inutile distogliere le proprie forze dal proprio animo e convogliarle nel mondo, cercando di crearsi una tale rete di segni guidati da un “destino” da noi controllato.
Anche perche’ il mondo ti pugnala alle spalle.
Ma a volte, puo’ regalarti una caramella. Un aiuto. Uno splendido sorriso.
Categoria: All This
cambiare le cose perň č proprio dell’essere umano, perchč essere cosě fatalisti?
Perche’ l’essere umano puo’ cambiare cose che non rientrano nel cercare di essere umano.
Se l’uomo potesse cambiare quello che veramente bisogna cambiare, il mondo sarebbe tutta un’altra storia.
Caramella che puntualmente non serve ad un cazzo.
E su sto post mi sei piaciuto un casino. Sottoscrivo. Pare proprio che il nostro “approccio con il mondo” sia lo stesso. Stesso muro precauzionale di pessimismo che continuamente abbattiamo con le nostre mani a colpi di sogni, illusioni, emozioni di cui non possiam far a meno.
In un certo senso patetici ma certe ferite fan meno male a ’sto modo.
Il muro che prendi in oggetto e’ sempre esistito.
I vecchi filosofi lo materializzavano nelle proprie opere.
Gli esseri incerti lo manifestano nel seguire qualcosa non consona alla loro persona.