Anche questo anno il Natale e’ arrivato. Domani si festeggia il tutto, che poi tutto non e’, dato che a me, festeggiare con due gamberetti, non piace. Ma tant’e’ che la comunita’ vuole cosi’, o forse e’ il credo che vuole cosi’ la comunita. Diciamo anche che ognuno vuole il meglio per se, e a volte anche per gli altri. Intendo ripetere a volte, poiche’ si tratta di casi estremamente rari.
Dicevo… Anche questo anno il Natale e’ arrivato. Gente di qua, di la, di su, di giu’. Da tutte le parti. Orribili bambini che ti attraversano la strada mentre guidi spensieratamente la tua macchina o, nel peggiore dei casi, la bicicletta. Persone che credono di saper tutto di te e t’invitano a mangiucchiare qualcosa nella loro dimora addobbata per l’occasione. Che poi occasione non e’, dato che lustrano e riciclano decorazioni e piatti sporchi (senza lavarli, logico) tutto l’anno, avendo cura di risistemarli nella stessa posizione di sempre.
Finalfire: scusi, ma e’ una incrostazione questa?
Signora: uh sisi, non farci caso. Tanto a dicembre prossimo pulisco il piatto.
Poi ci sono persone gentili, premurose e cordiali non solo a Natale, ma tutto l’anno: meritano tutto il mio affetto, o perlomeno meritano un semplice sorriso.
E poi ci sono i distratti: chi non si ricorda dell’evento, chi finge di dimenticarsene, chi non conosce nulla (ma come fanno?).
C’e’ chi si fionda in chiesa il 25 solo per far vedere il nuovo top D&A-B-C-D che mantengono un coraggio da leoni restando nudi con i quattro gradi segnalati dal termostato (abitano in un forno?).
C’e’ chi, come me, ringrazia le persone a cui vuole bene. C’e’ chi, come me, il voler bene se lo dimentica il 23 sera, per poi ripescarlo tra il 9 e il 10 gennaio, forse.
C’e’ a chi basta uno sguardo per infondere felicita’.
Come me, d’altronde. In tutti i versi.
… allora io non appartengo a quella categoria.
Perche’? Semplice, molto semplice!
Le feste natalizie (ma quali?) stanno arrivando. I regali (che?) stanno per arrivare. Gli scrittori nostrani (ma chi?) hanno molto piu’ tempo per scrivere sui blog.
Sommiamo il tutto e otteniamo un qualcosa di strano e infantile allo stesso tempo: catene fra blogger.
Perche’ ricordo i tempi del vecchio tech-blog dove, quando riceveva un gatto in regalo, il blogger medio instaurava una catena da far girare nella sfera. Nella blogosfera, scusate.
Io, che sono in perenne disoccupazione sociale-lavorativa-mentale, inizio questa “cosa” per la gioia di tutti i blogger appartenenti alla nobilta’, presenti nel ceto sociale piu’ alto.
Regolamento:
Nessuna regola. Sinceramente, non ho voglia di inverntarmi qualche stupida restrizione. Fate come volete. Massimo quattro (4) persone, cinque (5) argomenti per catena e i destinatari non devono essere gia’ in possesso della catena. Il passaggio deve avvenire postando un commento all’ultimo post nel blog del destinatario della catena.
Cosa ti aspetti o non ti aspetti da queste feste?
Inutile che vi spieghi cosa dovreste/potreste scrivere, quindi comincio io, sputando varie sentenze.
- Mi aspetto che Gesu’ esca dal suo covo e dia uno schiaffo al bue …
- … mi aspetto che il bue reagisca malemente.
- Non mi aspetto la caduta del governo. Ops, mica sta’ gia’ cadendo?
- Non mi aspetto regali. Tanto non contraccambiero’.
- Mi aspetto che Mattia (vedi qui) entri in quella maledetta scuola
Vorrei passare, ma anche no, questa catena a:
Dialogo fra me medesimo e un mio amico (che per comodita’ chiamero’ Antonio), al riguardo di una nostra compagna in “dolce attesa”.
Finalfire: beh, a 17 mi sembra un po’ troppo presto.
Antonio: non e’ colpa nostra se vivono nell’ignoranza.
Finalfire: i genitori in questo caso non esistono?
Antonio: perche’, sono esistiti?
Finalfire: … mah, potrebbero istituire un corso di educazione sessuale anche alle superiori.
Antonio: infatti, in moltissimi college americani gia’ esiste e l’orizzonte si sta’ espandendo.
Antonio: … comunque dovremmo affrontare nuove verifiche.
Finalfire: quali?
Antonio: sesso orale e sesso scritto, no?
Finalfire: …
Non ho nulla da dire.
Davvero, mi sento vuoto. Eppure c’e’ qualcosa che soffoca i miei pensieri sul nascere.
Vorrei dire tante cose, eppure non servirebbero a niente.