Sono le sere come queste che ti spingono a scrivere qualcosa che non ha fondamenta, ma neanche obbiettivi.
Mentre ti ritiri da un locale morto, con degli amici inesistenti, con la tua mente che fuma da qualche giorno a questa parte, con le dita che freneticamente scandiscono sempre lo stesso ritmo.
Quando guidi per gioco e ti accorgi di aver investito un procione che passava di li’ per caso.
Quando ti accorgi che nella tua zona procioni non ne hai mai visto.
Quando ti rendi conto che non riesci a smettere di giocare con la mente degli altri, modellando ogni forma astratta e scolpire ogni volta un’anima esterna, non riuscendo ad afferrare quella interna.
Quando ti accorgi che le tue idee non sono mai affiorate in superficie.
E ti limiti a scrivere cazzate, che non interessano a nessuno.
Ma lo fai ugualmente, cosciente del fatto che un giorno il tutto sara’ letto da chi ti sta’ piu’ a cuore.
Quel giorno e’ vicino.
Quel giorno e’ gia’ arrivato.
Quel giorno non e’ mai finito.
Vista l’ora non dò garanzie sulla sanità del commento. Però io di procioni ne vedo parecchi, adesso ne ho due che mi girano intorno. Si chiamano Pink e Drafz.
:/
anche qui di procioni nemmeno l’ombra. In compenso le strade sono disseminate di ricci sanguinanti.
Pure qui, ma sono troppo comuni per finire in questo blog.
Ma ti sei innamorato?
Si capisce un cazzo.
Per me ha cominciato anche lui a farsi di solvente.
@Gaara: no.
@Sharp: il solvente non l’ho mai provato…
Io ci lavoro e non mi fà granché effetto, ma c’è chi lo sente parecchio.