Come una fenice
No, non sono morto e mi dispiace per voi ma dovrete sopportarmi almeno per un bel po’ (diciamo finche’ non mi stufo, cosa che non accadra’ molto facilmente, NdR).
Con un grido di dolore cerco l’anima del malore che questo mondo ha colpito. Io grido quello che penso, penso quello che scrivo, lascio a meta’ quello che scrivo. E, sinceramente, me ne fotto di essere pulito: mi va’ di scrivere di questo fottuto mondo in cui la falisita’ e’ il principio su cui si basa ogni persona, mi va’ di scrivere di una simil-scimmia che ti ronza in giro come una mosca svolazza intorno ad un cane morto sulle strisce pedonali.
Scrivo di quella persona che ero, di quella persona che non sono mai stato. Scrivo di quel di’ in cui tutto sembrava diverso, dove la parola regnava sovrana nella tua zona, dove l’espressione era alla base di ogni corpo regnante.
Non scrivo, grido.
Grido un fottuto “no” al mondo che non merita di essere vissuto, che non merita di essere capito. Grido un “si” a quel di’ in cui vidi la luce. Grido un “fatti i cazzi tuoi” a chi non deve neanche intraprendere la strada per venirmi incontro: decido io chi sta’ da questa parte del muro.
Mi sbatto delle ‘t’ in quel fottuto acronimo che vuole prendersi il merito di essere speciale anche se scritto da chi non lo e’.
Mi frego di te e di quando ti chiudevi in quello stanzino dove hai strinto amicizia con i ragni del piano di sopra. Mi frego di tutto quello che hai vissuto portandomi con te.
Mi frego del mio essere, mi frego dell’essere quello che sono.
Mi frego di me stesso, ma non posso fregarmi delle luci a cui tengo.
Mi frego di me stesso, ma non posso fregarmi di quelli a cui io frego qualcosa.
Mi frego di me stesso, e mi frego di quelli che di me se ne sbattono.
Non siete i soli.
Categoria: All This
Spero te ne freghi se spammo qui :’D
Non dovrebbero esserci problemi su questo.
Ma a non meritare un cazzo è il mondo in sé o il mondo creato dall’uomo?
Io propendo per la seconda.
fregarsene rulez.