Hope

ovvero “come abbandonarsi nell’oblio dell’apatia empatica”

I believe I can fly

Inizio questo post con il titolo di una song molto famosa (la quale non riesco a capire ancora quale sia) iniettatami nell’orecchio dalla mia sorellina.

E continuo con una semplice frase che molti di voi avranno pronunciato un miliardo di volte nel corso della propria vita: “me ne fotto”.

Si poteva benissimo cambiare il “fotto” con “frego” ma io non sono educato e quindi scrivo come voglio. Scrivo quello che penso e quello che voglio pensare. Non quello che vorrei pensare.

Scrivo di fregarmene di quelli che non avvertono, scrivo di fregarmene di quelli che si credono di essere superiori, scrivo di essere felice per quello che ho, per quello che riesco a toccare intorno a me.

Non mi limito a scrivere cazzate una sull’altra, non mi limito a produrre verbi inconsistenti e fantasiosi: mi limito ad essere quello che voglio essere, quello che mi aiutano ad essere.

Ops, il plurale non va bene. Dovrei riformulare la frase, ma non sto’ qui a fare il precisino.

Mi basta poter dire che lei mi ha aiutato e mi aiuta ancor oggi.

Non mi interessa quello che pensa la gente. Non mi interessa se pure tu reputi questo blog un “pozzo di miele”.

La x sta’ in alto a destra. Clicca e chiudi il tutto. Io non ti ostacolo.

Io me ne fotto.




  Categoria: All This

3 Commenti

  1. Più che un pozzo di miele, è un pozzo di fiele, questo blog.
    Ed è il miglior complimento che ti posso fare.

  2. Beh, che dire…

    Boh.

  3. io il miele non ce lo vedo.
    Vedo solo tanta nutella :Q__

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