Hope

ovvero "questa è pornografia, ma non puoi masturbarti su di essa"

Month: maggio 2006

Benedetto dai tedeschi

Ratzinger a Auschwitz.
Dico io, perche' non un rottweiler come primo cardinale?

rottweiler

Riuscite a pensarci?

E poi dicono che la televisione inibidisce il cervello.

Uhm, se non fosse che l'accenda nei momenti sbagliati, a quest'ora sarei in un qualche bidone dell'immondizia a raccogliere i pochi resti del mio di cervello.

Ma tant'e' che ieri sera, in un momento di debolezza fisica (una pizza contornata da ketchup e altri intrugli vari ti uccide solo col mostrare della mozzarella fusa) ho acceso quella scatola magica che noi tutti paghiamo per aver nelle nostre case e il mio innato senso dello zapping mi ha trasportato in una emittente mediaset, piu' precisamente italia uno, dove ho appreso della nuova acconciatura della precedente miss che padroneggiava sull'italia qualche tempo fa' (non quella che ora si diverte a volteggiare sul ghiaccio finche' non sara' colpita da qualche malanno e sara' costretta ad abbandonare il suo adorabile dentone).

Pensandoci, non ho solo notato i capelli (...) della solita miss, ma ho prestato attenzione (dal bagno, s'intende) ad un reportage sul turismo sessuale.

Ora ci vuole una prefazione: ma quanti tipi di turismo esistono?
Cioe', ma riuscite a pensarci? Un tizio che chiameremo Tizio si mette in testa di andare alle Hawaii o alle Maldive o in una qualunque altra isoletta sperduta in mezzo all'oceano per poi ritrovarsi in un posto sperduto dove un tizio sparla del destino e della sua mamma e un ciccione orripilante crede che il numero 23 e' dato dalla somma di 2 e 3.
Riuscite a pensarci?

Le immagini viste in quel reportage sono orripilanti. Come si puo' immaginare che una persona capace d'intendere e di volere sia cosi' (a dir poco) meschina di poter cercare di fare una cosa del genere?

La prostituzione e' il lavoro piu' vecchio al mondo e non vedo cosa ci sia di male quando una persona capace d'intendere di volere (si legga "maggiorenne" e "di sua spontanea volonta'") voglia addentrarsi in quel mondo.

Ma, quando si tirano in gioco bambini di ogni eta' (11 - 17 anni) , il tutto fa' rivoltare lo stomaco (sara' per questo che stamattina il mio intestino tenue urlava "a fuoco" ?).

Non riesco ad immaginare come si possa anche lontanamente pensare a qualcosa del genere.

Ma purtroppo, a parte esprimere il mio dissenso, non posso fare proprio niente, tranne pensare.

Tutti possiamo pensare: pensare a quanto il mondo faccia schifo, a quanto la gente e' innaturale, a quanto quelle povere ragazzine debbano rinunciare alla loro dignita' per un pugno di monete, quanto basta loro per mangiare.

Riuscite a pensarci?

Fuoco alle polveri

Fuoco alle polveri, ceneri al vento.
La realta si fonde con la fantasia, creando qualcosa di unico e raro.
Raro per la mente umana, raro nel confondersi tra nulli sentimenti mischiati nel cuore di ognuno; dove le i fiumi diventano cascate, la conoscenza diventa amicizia.
Poche lettere, nessun sospiro. Non diventa impossibile pronunciare lemozione che contiene, che trasmette, che sprigiona.
Come tutti sanno di possederla, oppure nessuno; come tutti sanno situata dietro quella porta; come tutti sanno di aspettarla sul ciglio di un vulcano; come tutti ne parlano egregiamente, ma nessuno la sostiene.
La realta si fonde con la fantasia, creando una magia che ti dona felicita ad ogni passo, ad ogni sguardo. Una fiaba costruita sulle fondamenta della vera amicizia.

O per meglio dire, sulla tua anima.

Tu che leggi, tu che ascolti, tu che cerchi di capire, ma sai di non essercene bisogno. Tu, a cui queste parole sono dedicate, sai di poter creare un mondo a tua scelta; sai di poter essere la migliore.
Ma credi nellesatto opposto.

E tutto cio ti rende la migliore, come puoi sperare che ci sia qualcuno che possa eguagliarti?

Fuoco alle polveri, ceneri al vento.
Il mare brilla sul sorgere del sole come non mai quando osservi da una semplice finestra, quando lo osservi dagli occhi di una persona speciale.
Hai sempre creduto nel non credere. Ma questa volta sai di sbagliare e cerchi di ammetterlo.
E sai anche che lei e li, per ogni cosa. Sai di poter vivere come non hai mai vissuto. Sai di essere quello che sei, grazie a lei.

Fuoco alle polveri, ceneri al vento.
Questa penna macchia il foglio, cercando di creare semplici melodie in grado di scalfire il piu docile dei cuori esistenti; non sai quello che pensi, ma sai quello che scrivi.

Scrivi di poter cambiare il mondo, scrivi di poter dare fiducia a chiunque, scrivi di essere quello che sei.
Scrivi di lei e di quello che lo circonda, della fiaba che e riuscita a crearsi intorno a lei. Scrivi del suo dissenso su queste affermazioni, ma non riesci ad immaginare una persona migliore di ella, migliore di ognuno.

Ma sai con certezza che una lhai trovata. Il nome non ha importanza, ma basta osservare il chiaro mare e pensare che tutto questo accade grazie a lei.

Che sia vero o meno, sei ancora qui a leggere. Leggere delle povere scritture di un punto al centro del mondo, migliore grazie a te, grazie al tuo cuore.
Come se la desolata terra avesse bisogno della tua linfa vitale, della tua energia, della tua anima per vivere, essendo nulla la possibilita di trovare una persona come te da cui attingere vita.

La vita, quella che vivi, quella che fai vivere. Forse non sono il primo e non saro neanche lultimo che ti dice queste cose. Ma per quanto possa essere incredibile, queste parole ti seguiranno nel tuo cuore, incontrando per la via una fata che indichera la via per il tuo cuore.

Una semplice fata che irradia il mondo di luce e di colori, grazie alla quale succede tutto cio. Grazie alla quale, ogni essere vivente riesce ad essere felice.

Piccola fata, incredibili sentimenti, una sola essenza: tu.

Una mia amica mi ha chiesto di scrivergli un qualcosa quando, dopo aver letto questo blog, mi ha riempito di complimenti per come scrivo.

Ma spiegatemi una cosa: secondo voi ha letto bene questo blog?


Idiota

E poi mi dicono di non arrabbiarmi.

Ma vedere un idiota schiacciare un piccolo topo impaurito intento a scappare dalle sue grinfie, non ti da' la forza di vendicare la morte del piccolo essere?

Non ti viene quella voglia di spaccare la testa di quell'idiota ad un muro e lasciarlo sanguinare li' per terra fino alla sua morte?

Chissa', verso il cammino per l'inferno incontrera' quel topo.

E forse, si sentira' uno di esso.

Sfiga

Questo puo' sembrare un post da novellini del genere o un post da pro della situazione.

Ma credo che non si possa identificare in nessuno dei due casi. Perche?

Semplice, quello che sto' scrivendo viene dalla mia mente che in questo momento e' incavolata.

Ma non chiedetemi perche': incavolata e basta.

E continuo a chiedermi: "ma possibile che mi deve andare tutto storto?"

Cioe', voglio precisare: con "storto" non intendo la frattura di una gamba o un trauma cranico di stadio avanzato. Solo delle mere occasioni volatilizzate per colpa del destino che si sa', non si puo' cambiare. Almeno, io credo che sia cosi'. Di quello che credete voi non mi importa piu' di tanto ma devo apparire come il bravo "blogger-che-da'-ospitalita'-a-tutti", altrimenti mi linciate (anche se, a dire la verita', non mi interessa neanche delle vostre minacce, ma tant'e'...).

Con "storto" intendo delle semplici azioni che mi vengono sfumate sotto gli occhi da quel cazzo di destino che oramai non sopporto piu', ma tant'e' che devo vivere.

Ma il tutto sta' che io odio questa vita; e di conseguenza, il destino.

O se volete, chiamatela sfiga.

Con la testa al muro

Per caso sono passato dalla cucina (per forza, se voglio andare al cesso) e da quella scatola colorata chiamata televisione ho notato uno strano film.

"Vediamo un po' ", dico tra me.

Non avessi mai compiuto quell'atto: una rabbia infinita ha attraversato il mio corpo, trasmettendomi le stesse sensazioni di un cane moribondo al ciglio di una strada, pensando a quella maledetta macchina con cui si e' scontrato, qualche ora prima.

Mi reputo fortunato di vivere in questa epoca, dove posso sbattere fuori il mio naso dalla porta senza rischiare di essere trucidato, ma non sopporto il solo ricordo dei periodi che quel film stava rimaterializzando; come molti altri, d'altro canto.

Non perche' sono schizzinoso e mi fa' schifo il sangue; non perche' voglio essere coccolato e quindi non rientrare nella sfera della vita reale; non perche' voglio rimanere bambino.

Non lo sopporto per un semplice motivo: la vendetta.

A molti avranno imparato che la vendetta non e' una buona cosa. Forse, anche tu che ora stai leggendo queste righe sai bene che la vendetta non e' una buona cosa.

Ma vi rispondo a tono: me ne frego.

Quando vedo quei fotogrammi, vorrei essere dall'altro capo del mondo, con il dito pronto a premere un semplice pulsante, per scatenare l'inferno nelle squallide menti di ogni farabutto che ha pensato e pensa, mettendolo in atto, a tutto quello che e' successo fino ad oggi.

Un semplice pulsante per cancellare milioni di esseri, un semplice pulsante per scrivere la parola "fine" a quelle situazioni.

Anche se, una fine, c'e' gia' stata.

Io odio

Io odio. Odio questa vita, odio questa fiaba, odio questo mondo.

Posso sembrare qualunque cosa, posso apparire in qualunque modo, ma nessuno puo' capire quello che ho dentro, nessuno.

E quando senti piangere, piangere come non mai, un dolore atroce, lasci quel maledetto computer ed esci fuori. In quell'attimo ti vedi passare la vita davanti, ti sogni quella fiaba che vorresti avere nelle tue mani. Ti sogni quello che hai sperato e che non hai mai avuto.

E cerchi di non reagire, ma non ce la fai. Ti viene spontaneo prendere una scopa e cominciare a rompere, rompere tutto quello che trovi. Rompere gli oggetti che hanno causato quel dolore, spaccare l'anima di una persona.

Rompere e non fregartene. Quasi per gioco, per rabbia, per dolore, cominci a gridare. Cominci ad imprecare, ad insultare, ad incolpare. E sai d'avere ragione.

Ed ora continui a sentirlo. Non esci, perche' hai paura di uccidere, hai paura di fermare il tempo.

E continui, continui, continua...

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