Una semplice canzone

aprile 24th, 2006 § 14

Vi e’ mai successo?

Ascoltate una canzone, forse anche per caso e la ripetete fino alla nausea; ma se si verificasse soltanto la ripetizione, saremmo piu’ che felici: ma purtroppo non si ferma qui la storia.

La vostra mente vi impone di pensarla e ripensarla, di canticchiarla ad ogni movimento del vostro corpo, di sputarla in faccia in una qualunque lingua esistente (la maggior parte delle volte inventata da voi) ai vostri amici, i quali stanno ancora cercando il numero del piu’ vicino centro d’accoglienza per schizzofrenici.

Se fosse una melodia del grande Uematsu o del Mitsuda, potremmo anche sorvolare. Ma il tutto e’ racchiuso nel solito giro d’accordi accompagnato dal solito pianoforte, con la solita voce in sottofondo. E questa cosa vi da’ fastidio, molto fastidio. Ma non riuscite a togliervi dalla testa quella canzone.

Ora che ci penso, questo post sarebbe stato piu’ fico se avessi sostituito a “canzone” il sostantivo “song”. Ma, ne sarebbe valsa la pena?

Ma, tornando alla vostra futile vita, continuate ad ripetervi quella canzone, incessatamente. E non riuscite a spiegarvi cosa vi ha colpito di quella musica.

Solo sull’uscio del centro d’accoglienza per schizzofrenici vi accorgete di avere ancora le in-ear posizionate dolcemente nel vostro padiglione auricolare, con quel maledetto mp3-reader che non ha ancora terminato la sua carica.

L’unico mio dispiacere e’ aver beccato in pieno il viso di una mia amica: colpa della canzone.

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Cos'e' tutto questo?

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