Hope

ovvero “come abbandonarsi nell’oblio dell’apatia empatica”

Quando non ci sei

Oggi non sono andato a scuola. E credo neanche domani. E dopodomani; continuero’ cosi’ fino a mercoledi’ prossimo. E si, tra vacanze di pasqua e vacanze “arbitrarie” io rimango a casa a non far niente. Cioe’, almeno provo a scrivere sul blog.

Stamattina sono stato svegliato da una sveglia non so’ come posizionata sul mio comodino. Ma la cosa piu’ strana e che suonava talmente forte che si e’ mossa di 4 cm fino ad arrivare per terra, distrutta.

Ora, non saprei cosa pensare. Le uniche soluzioni che mi vengono in mente sono:

a. cercare di riparare la sveglia improvvisandomi ingegnere astronomico ellettro-nucleare (non chiedetemi se esiste eh. Ma da’ quel tocco al post che non potrebbero dare piu’ di 1000 parole cool in inglese. Anche cool giusto?) e nel frattempo progettare un bunker anti-sommossa sotto casa mia. Forse insieme alle galline.
b. prendere la macchina tentando di non farmi beccare dalla polizia (beh, qui al massimo c’e’ un vigile) e correre al negozio piu’ vicino nel tentativo di scroccare una sveglia nuova per la modica cifra di 0,99€. Si vede che ho giocato a need for speed negli ultimi tempi?
c. cercare di rimetterla in sesto con lo scotch anche se non funzionante.
d. farmi una tazza di caffe’ e fregarmene.

Devo ancora decidere quale soluzione scegliere ma il tempo abbonda fino all’ora di pranzo, quindi…

Oggi non sono andato a scuola.

Si, l’ho gia’ scritto agli antipodi del post, ma ho dovuto riscriverlo per tessere il filo logico del post. Si, avrei potuto scrivere qualcosa come “Come detto agli inizi, …”, ma non mi garba. Quindi, continuate a leggere senza farvi troppi problemi.

Oggi non sono andato a scuola (e siamo a tre) e da qualche minuto un imponente pensiero bussa nel mio cranio, chiedendomi una risposta: “Ma ti sei mai chiesto cosa succede a scuola quando tu non ci sei?”.

Per molti questa domanda puo’ apparire insensata o inutile (compreso me), ma non voglio tenermi un essere che mi distrugge il cervello per l’eternita’ (cosa abbia da distruggere poi, non me lo so’ spiegare) quindi cerco di formulare qualche risposta e la scrivo. Almeno dopo qualche minuto le dimentico.

caso 1. la scuola diventa un centro balistico per attacchi atomici contro altre scuole. Si scommette sul numero dei feriti e s’insegna agli alunni le 10 regole della perfetta spia:

  1. non dire mai chi sei
  2. non dire mai chi potresti essere
  3. non farti vedere in giro
  4. non farti vedere a casa
  5. di’ a tua moglie (in questo caso la tua fidanzata) che rincaserai (ritornerai al pub) tardi
  6. se ti domandano come ti chiami, rispondi “Enzo Zaccaria Zuzzulo, in arte EZZ”
  7. se ti domandano quali sono i tuoi hobby, rispondi “osservare le donnine nude nel palazzo di fronte”
  8. quando entri in un bar, chiedi sempre “un bicchiere d’acqua corretto”
  9. se ti accorgi di essere pedinato, fai finta di avere una gamba rotta
  10. la notte e’ la tua vita. Il giorno puoi anche dormire.

caso 2. la scuola diventa un centro di danza che formera’ i migliori ballerini di tutta la nazione, che poi andranno a bussare alla porta di una casa dove si consumano drammi artistici nel corso di tutta la giornata.

caso 3. caso piu’ improbabile, la scuola diventa una scuola a tutti gli effetti. Le classi saranno abitate da alunni e insegnanti perfetti. I bagni splendenti come il diamante. Gli operatori scolastici (bidelli ?) come sempre, non faranno niente.

Non saprei proprio come immaginare la scuola quando non ci sono. E se per puro caso, ora entrassi in classe e non troverei nessuno, con quella orrida lavagna spaccata in due, con la scritta “Have a nice day” ?

Dovrei iniziare a preoccuparmi?




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16 Commenti

  1. nel frattempo progettare un bunker anti-sommossa sotto casa mia. Forse insieme alle galline.
    io voto per questo.
    Ma solo perché immaginavo di fare la stessa cosa quando ero piccola e passavo ore nel pollaio cercando lombrichi per le galline.

    Dovrei iniziare a preoccuparmi?
    Sì. Ma per la tua salute mentale :’D

  2. gh

  3. @Akki: quella l’ho persa da tempo.
    @Sharp: gran bel reply.

  4. Tu sei pazzo, quasi quanto me.
    Ma io ho tentato di rapinare un EsseDi Shop per giocare ad Oblivion, ed il fatto che ora scriva un commento qui ti fa capire come è andata.

  5. gran bel reply

    grazie.

    il fatto che ora scriva un commento qui ti fa capire come è andata

    salutami il tipo della libreria della prigione.

  6. Non intendevo quello xD
    Ma se avesse funzionato, starei giocando ad Oblivion, altro che commenti qui..

  7. uh, Oblivion e’ migliore di questo blog?

  8. Vergogna

    fosse stao bf2 o cscz dopo l’ultima reskin avrei capito, ma oblivion…

    gh scherzavo, nulla di meglio c’è che spammare sui blog altrui.

  9. specie quando il blog e’ il mio gh

    ma quale oblivion, grandia II rox

  10. BattleField 2 rulez. Sempre.

  11. ma quale oblivion, grandia II rox

    Se, mi sa che è rabbia…

  12. Ad ogni modo, faresti meglio ad andarci. A scuola. Si perchè quando ti sarai buttato l’esame di maturit? alle spalle i pochi ricordi che avrai delle tue gesta scolastiche ti tormenteranno a causa della loro solitudine.

  13. io sono sempre a scuola. ho fatto pochissime assenze. quattro o cinque forse. ma mica posso andarci quando sono chiuse per festivita’.

  14. E invece dovresti andarci anche durante le festivit? .

    Comunque sia chiaro, con “andare a scuola” non intendo entrare nell’edificio scolastico. Intendo vivere l’esperienza scolastica nella sua completezza: pullman, passaggi, filoni, amici, panini, note, richiami del preside e altra roba ancora.

  15. ah ecco.

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  1. Hope » L’era del cinismo

    [...] Molti mi rimproveravano perche’ l’era del cinismo era finita. Molti pensavano che io fossi deceduto in un mare di nebbia e risorto in un giardino fiorito. Molti si domandavano se avessi visto per davvero quella famosa lavagna rotta con la scritta “have a nice day”. Molti si erano ripresi dal mostruoso terrore che rieccheggiava nei miei post. Molti avevano abbandonato perche’ non coraggiosi, non fiduciosi, non predisposti all’oscuro. [...]

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