Non me ne vogliano le lettrici del mio blog, ma se leggerete attentamente capirete che questo post non e’ altro che un invito a tutti gli uomini a comportarsi trecentosessantacinque giorni all’anno come lo fanno in questo cavolo di otto Marzo (nessuna eccezione in caso di anno bisestile).
Io sono un ragazzo di 17 anni. Non posso far confronti o sondaggi su donne di eta’ superiore ai 20, anche perche’ mi prenderebbero a calci negli stinchi.
Ma posso affermare che, prendendo 4 ragazze comprese tra i 15 e i 17 anni, non conoscono la genesi di questa festivita’. Forse perche’ e’ l’anniversario della scoperta del mascara? Francamente, non credo.
Ma non sono qui per spiegarvi che la festa delle donne e’ un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festivit? internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale. Sinceramente, potrebbe non fregarmene, ma un curioso avvenimento di oggi mi ha fatto cambiare idea, spingendomi a scrivere questo dannato post.
Ore 12.35 o giu’ di li. Uscendo dalla spaventosa Alcatraz, mi accingo a salire sul mio adorato autobus che amo alla follia da quando non mi fa uccidere per prenderlo di corsa; ma l’autista mi sta’ sempre sulle scatole.
Comunque, avendomi impossessato del mio solito posto, inizio un piccolo colloquio con un mio compagno: l’argomento si ferma sulla “mimosa”, che vediamo infestare ogni centimetro di spazio non occupato da materia. Come ben sapete, la mimosa e’ il fiore che convenzionalmente si usa regalare alle dirette interessate per questa festa.
Io non sono contrario alla mimosa. Ma neanche favorevole. Forse perche’ mi da’ un tremendo fastidio al naso e ai miei occhi, o forse perche’ odio il giallo.
Fatto sta’ che, mentre stavo esprimendo il nocciolo del mio pensiero, “casualmente” (tra virgolette, l’ha fatto appositamente) mi ritrovo davanti una ragazza che comincia a farmi la solita ramanzina.
In un primo momento ho cercato di ignorarla, ma la sua vocina era cosi’ invadente che qualcosa in me e’ scoppiato. Da li, il secondo Big Bang.
No no, l’autobus non e’ esploso (purtroppo). E io ero piu’ tranquillo di quando ero sotto intervento otto o nove anni fa’ (mi ricordassi che mi hanno fatto). Ma, i suoi discorsi erano talmente inutili che non ho potuto resistere a controbbattere con illuminazioni filosofiche:
ragazza: …bla…bla…bla…perche’ non vuoi la mimosa per le ragazze… bla..bla..
me: scusa un attimo. ti sei mai chiesta perche’ proprio l’otto marzo ti regalono un fiore? ti sei chiesta perche’ SOLO l’otto marzo ti regalono un cazzo di fiore?
ragazza: (cominciando a sudare) beh… perche’ e’ una festa per l’indipendenzita’ (pronunciato cosi’ come scritto) delle donne… bla…bla…
me: (iniziandomi a rompere le …) beh, mettendo da parte la sintassi un po’ fuori dagli standard, a che cavolo pensi serva una festa del genere? a far comprare regali agli uomini per le donne? per quello, esiste gia’ s. valantine (beh che tutte sono commerciali oramai). non credi che, se gli uomini dovrebbero portare rispetto alle donne, dovrebbero farlo tutti i giorni di un cazzo di anno e non solo questo maledetto 8 marzo?
ragazza: (ko gia’ a questo punto; e io che speravo in un bel match intellettuale) …beh, ma io pensavo… ma tu non puoi…
me: beh, io ti consiglio di andare a casa e farti una bella doccia fresca. forse la tua testolina si svuota e riuscirai a capire la vita come gira per davvero.
Il discorso finisce nello stesso istante che le porte si aprino per far scendere il popolo. E anch’io me ne vado.
Non so’ che fine abbia fatto la ragazza. Forse e’ rimasta su quell’autobus a pensare. O forse se ne fregata. E io gli do’ pure ragione. In fondo, se non si’ ascolta, come si puo’ pretendere di andare avanti?
Non sono pochi i giorni dell’anno che odio.
8 marzo, 14 febbraio, 25 dicembre, 1 dicembre, Pasqua, Carnevale… Insomma, io odio queste feste.
me too.
solo che io odio anche tutti i mercoledi’. non domandatemi perche’.
beata giovinezza… lasciale lì, convinte che siano queste le conquiste. Un giorno in cui uscire tutte come delle caprone e fare finta di divertirsi. Arriveranno a 30 anni, e scopriranno che è megli, a volte, stare a casa (di come poi io ritenga sia giusto festeggiare l’8 marzo, se prorpio si deve, ometto… sei giovane)
E’ vero, la gente festeggia e la maggior parte delle volte non sa nemmeno perché.
Io però ho “adattato” tutte le feste a modo mio, per esempio:
Natale/Pasqua: ne approfitto per riposarmi e stare un po’ di più in famiglia strafogandomi di dolci (sono atea, che altro potrei fare?).
San Valentino: non lo considero nemmeno, io amo tutti i giorni.
8 marzo: se mi invitano la considero solo una semplice cena con le amiche (cosa che faccio anche in altri giorno dell’anno).
Tra l’altro la storia delle donne morte nella fabbrica è più che altro una leggenda.
@augusta: “far finta di divertirsi”. hai centrato in pieno il discorso.
@Akkichan: c’e’ chi e’ ateo e gira per le chiese di mezzo mondo solo per farsi vedere.
il mondo e’ pieno di strani individui.
c’e’ chi e’ ateo e gira per le chiese di mezzo mondo solo per farsi vedere.
assì? O_o
Mi spiace, io sono troppo pigra per farlo :’D
e’ molto meglio essere pigri che comportarsi come quelle persone. e da me ne esistono molte.
dappertutto eh, mica solo da te, e in tutte le religioni. Bisogna darne atto a certe religioni da fanatici però, ti stampano così tanto nel cervello la religione che non fingi di crederci per far bella figura, ci credi davvero, così non li si può criticare di essere degli ipocriti falsoni.
nulla da ridire Sharphead.